GENTILINI, GIOVANNI GENTILONI

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-35.
BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-35.
BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-35.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-36.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-37.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-38.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-39.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentilini. – Jesuit, controversialist, b. at Vesio di Tremosine (Brescia) 26 Nov. 1745, d. at Rome 16 Dec. 1816 while delivering his scriptural lectures at the Gesù. He entered the Society of Jesus in 1765, but was soon overtaken by the suppression of the Order (1773) and remained in the diocese of Brescia, first as parish priest at Portese, then as archpriest and vicar forane at Lonato. When the Society was restored (1814), he rejoined his brethren and was made superior at Naples.

He took a very active part in all the religious discussions of his time, defending sound doctrine and refuting prevalent errors, especially on the civic oath (against Fr. G. V. BOLSENA), the sale of ecclesiastical goods confiscated by the Spanish Republic, the value of attrition, and the limits of civil power in matrimonial causes.

Principal works: *Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali* (Mantua 1797); *Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici* (Verona 1798); *La pazzia di chi difende il giuramento civico* (Brescia 1799); *All’anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio* (Verona 1798); *Sopra il valore dell’attrizione e la virtù della carità* (Brescia 1802); *La devozione al S. Cuore di Gesù* (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, cols. 1327-30; Hurter, V, cols. 633-35.

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GENTILINI, Vincenzo Ottorino. – Count, lawyer and statesman, b. at Filottrano 13 Oct. 1865, d. at Rome 2 Aug. 1916. He practised law and played an important part in defending Catholics prosecuted after the events of 1898.

A most active leader of Catholic Action, he served as president of the Roman Catholic Union and of the Royal Committee

Kneeling for long periods in the Temple led to calloused knees (Eusebius, Hist. eccl., II, cap. 23, 6). St Stephen knelt in his final prayer; St Peter and St Paul prayed on their knees, and the Christians who accompanied St Paul to the ship taking him away knelt to pray on the seashore (Acts 7:60; 9:40; 20:36; 21:5).

In early Christian times kneeling during prayer was very common, and monks were accustomed to genuflect at the end of every psalm. In Ireland kneeling was widely practised, and some saints are recorded as having done it hundreds of times a day. In Gaul, according to canon 37 of the Third Council of Tours in 813, no genuflections were made on Easter Day or during the Easter season.

In the ancient ferial Masses, which are very old and have a distinctly penitential character, the deacon still invites the faithful to genuflect with the words Flectamus genua. Genuflecting by bending the right knee to the ground came into use rather late and only in the Latin Church, for the Blessed Sacrament, the Pope and bishops. The Easterns substitute for this the metanoia, a deep bow until the right hand touches the ground, followed by a kiss of the fingertips joined together and the sign of the cross.

Bibl.: H. Leclercq, Genuflexion, in DACL, VI, cols. 1017-21; F. Cabrol, Le livre de la prière antique, Tours 1929, p. 1185 sq.

SILVERIO MATTEI