A'ANASIO - ATANASIO DI ANAZARBO
von der Goltz nei Texte und Untersuchungen del 1905), scritto certamente dopo il 362. È un vero manuale di vita spirituale per uso della vergine cristiana, pieno di buon senso e di discrezione. Le medesime qualità si riscontrano in tre lettere o trattati sul medesimo soggetto, edite recentemente, due in versione siriaca (da J. Lebon, in Muséon, 40 [1927], pp. 205-48; 41 [1928], pp. 169-216) e un'altra in copto (da C. Th. Lefort, ibid., 42 [1929], pp. 179-274, con versione francese). Questa fu citata da Efrem di Antiochia (Fozio, Bibliotheca, cod. 229: PG 103, 993) ed utilizzata da Scenute (v.) e specialmente da S. Ambrogio nel suo De Virginibus, II (cf. Lefort, in Muséon, 48 [1935], pp. 55-73). È incompleta, ma racchiude un magnifico elogio della verginità. Possediamo così i quattro trattati sulla verginità di cui parla un frammento copto della Cronaca dei patriarchi di Alessandria al principio del catalogo delle opere di S. A.
Bel trattato di spiritualità è pure la Lettera di S. A. sulla carità fraterna e sulla temperanza, edita in copto, con traduzione francese, da A. Van Lantschoot, in Muséon, 40 (1927), pp. 265-92. Tali scoperte rivelano l'importanza di S. A. come dottore ascetico e maestro della vita spirituale; ed è molto probabile che le sue opere ascetiche siano state scritte in greco ed in copto.
4. Opere dubbie od apocrife
Fin dai primi tempi si cercò di far passare sotto il nome di A. scritti di Apollinare o dei suoi discepoli, mentre suoi scritti autentici furono falsificati, specialmente dal gruppo moderato della setta degli apollinaristi. Così accadde della lettera ad Epitteto.Sono di Apollinare: 1° De Incarnatione Verbi Dei (PG 28, 25-30, 89-96); 2° Quod unus sit Christus (ibid. 121-32); 3° forse il quarto discorso contro gli ariani (PG 26, 467-526).
Non appartengono ad A.: 1° i due libri contro Apollinare (PG 26, 1093-1166); 2° le Quaestiones ad Antiochum (PG 28, 1-137, 597-700); 3° il simbolo Quicumque, che è di origine latina (v. ATANASIANO [PSEUDO] SIMBOLO).
La raccolta più completa delle opere è in PG 25-28 (ed. dei Maurini J. Lepin e B. de Montfaucon con alcune addizioni più recenti). L'edizione critica di H. G. Opitz (Corpus di Berlino) è ancora ai primi fascicoli (o sono apparsi negli anni 1934-41 e contemporanei e apologetici personali). - Per le edizioni particolari di certe opere, e gli studi speciali fatti su di esse, V. O. Bardenhever, Geschichte der altkirchlichen Literatur, III, Friburgo in Br. 1923, pp. 44-79. - Fra le numerose monografie su S. A. si segnalano le seguenti: H. Voigt, Die Lehre des hl. Athanasius von Alexandrien, Brema 1861; L. Atzberger, Die Logoslehre des hl. Athanasius, ihre Gegenwart und ihre unmittelbaren Vorläufer, Monaco 1880; G. A. Pell, Die Lehre des hl. Athanasius von der Sünde und Erlösung, Passavia 1888; Fr. Lauchert, Die Lehre des hl. Athanasius des Grossen, Lipsia 1895; G. Voisin, La doctrine christologique de saint Athanase, in Revue d'histoire ecclésiastique, 1 (1900), pp. 226-48; F. Weigel, Untersuchungen zur Christologie des hl. Athanasius, Paderborn 1914; A. Gaudel, La théorie du Logos chez saint Athanase, in Revue des sciences religieuses, 19 (1929), pp. 524-39; 21 (1931), pp. 1-26; J. Berchem, L'incarnation dans la plan divin d'après saint Athanase, in Echos d'Orient, 33 (1934), pp. 316-30; id. Le Christ Santificateur d'après saint Athanase, in Angelicum, 15 (1938), pp. 201-32, 515-58; J. Lebon, Saint Athanase a-t-il employé l'expression "quidquid" d'Anglais, in Revue d'histoire ecclésiastique, 31 (1935), pp. 307-29; Ch. Hauret, Comment le défenseur de Nicée a-t-il compris le dogme de Nicée, Bruges 1936.
Martino Juqic