ABDIA (EBR. « SERVO DI JAHWEH»; NEL TESTO MASSORETICO 'OBADYĀH, FORMA RITENUTA DAGLI EBREI E DA LUTERO E SEGUACI)

ABDIA (ebr. « servo di Jahweh»; nel testo massoretico 'Obadyāh, forma ritenuta dagli Ebrei e da Lutero e seguaci). - Quarto dei profeti minori del canone biblico, autore del più breve libro del Vecchio Testamento (21 versetti), contenente un oracolo contro Edom.

1. L'oracolo

Il Signore invita le nazioni a unirsi in lotta contro Edom (1), di cui distruggeranno i borghi annidati sulle rocce dilapidandone il tesoro, mentre gli amici di un tempo si ritireranno, lasciandolo in preda alla strage (2-9). Tale castigo gli spetta perché Edom agì ampiamente con Giuda, unendosi con « la gente di fuori che gli portava via ogni bene, mettendo le mani sui suoi beni e massacrandone i fuggiaschi » (10-14). Tutte le nazioni berranno nel giorno del Signore la coppa del castigo e scompariranno, mentre Giuda e Israele riavranno la salvezza distruggendo Edom, allargheranno i loro confini e festeggeranno il ritorno dei prigionieri (15-21).

2. Epoca di composizione

Non pochi, da Knabenbauer a Theis, pongono al sec. IX l'oracolo, che alluderebbe

all'invasione di Gerusalemme sotto Joram verso l'845 a. C. ad opera di Arabi e Filistei (cf. II Reg. 8, 20-22; II Par. 21, 8-17), e adducono le seguenti ragioni letterarie: la dipendenza di Geremia (49, 7-22) da A. (5-17) e di Amos (1-2) da Gioele (4, 16), che a sua volta dipende (3, 5) da A. (17). Perciò A. sarebbe anteriore ad Amos, e il più antico dei profeti. Ma sembra preferibile assegnare l'oracolo all'epoca esilica (sec. VI). La descrizione del crollo di Gerusalemme (10-14) piuttosto che ad antecedenti devastazioni fa pensare alla distruzione totale da parte di Nabucodonosor nel 587, quando, secondo Lam. 4, 21 ed Ez. 25, 11; 35, 5-15, Edom plaudi e si arricchì delle spoglie. A. rispecchierebbe perciò l'odio ebreo contro gli Idumei, accresciutosi con l'esilio (Ps. 136, 7; Eccl. 50, 58). La dipendenza di Gioele da A. andrebbe rovesciata, e tanto Geremia quanto A. forse dipendono entrambi da un ignoto oracolo anteriore. Th. H. Robinson pone arbitrariamente le varie parti di A. tra il 520 e il 350, e la redazione finale poco prima del 300.

L'ipotesi d'un Proto-Abdia (vv. 1-10) e di un Deutero-Abdia (vv. 11-21), il primo risalente a Joram, il secondo

all'esilio babilonese, è esclusa dall'evidente unità letteraria del libro.

3. Senso messianico. - Gli esegeti cristiani riferiscono generalmente a Gesù Cristo e alla Chiesa la chiusa, dal V. 17 («E sul monte Sion sarà la salvezza...») al 21 («I salvatori saliranno sul monte Sion per giudicare il monte di Esau, ed a Jahveh apparterrà il regno»). Cf. J. Knabenbauer, In Prophetas minores, I, 2ª ed., Parigi 1924, pp. 354-56.

Il corpo di A. era venerato a Samaria-Sebaste almeno dal sec. IV; s. Paola sostò nel 385 dove «siti sunt Helisaeus et Abdias prophetas...» (s. Girolamo, Epist. 108: PL 22, 536); lo afferma ancora verso il 725 Willibald (T. Tobler e A. Molinier, Itinera Hierosolymitana, 1-2 [1880], p. 269).

BIBL.: A. Condamin, L'unité d'Abdias, in Revue Biblique, 9 (1900), pp. 261-68; I. A. Bewer, The Book of Obadiah (International Critical Commentary), Edimburgo 1912; S. O. Isopescul, Historisch-kritische Einleitung zur Weissagung des Abdias, in Wiener Zeitschr. f. d. Kunde d. Morgenlandes, 27 (1913), pp. 141-62; 28 (1914), pp. 149-81; W. Cannon, Israel and Edom. The Oracle of Obadiah, in Theology, 15 (1927), pp. 129-30, 191-200; W. Rudolph, Obadia, in Zeitschrift für die alttestamentliche Wissenschaft, 49 (1931), pp. 222-31; J. Theis, Die Weissagung des Abdias, Treviri 1917, e in Die zwölf Kleinen Propheten, 1. Hälfte, Bonn 1937; B. Kural, Libri prophetarum Amos et Abdiæ, Olomouc 1933; Th. H. Robinson, The structure of the Book of Obadiah, in Journ. of theol. Studies, 17 (1915-16), pp. 402-408; id., Die zwölf Kleinen Propheten: Hosea-Mirbah, Tubinga 1937; J. M. Rinaldi, In librum Abdiæ, in Verbum Domini, 19 (1939), pp. 148-58, 174-9; id., In Abdiam Prophetam ibid., pp. 201-6.
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“ABDIA (EBR. « SERVO DI JAHWEH»; NEL TESTO MASSORETICO 'OBADYĀH, FORMA RITENUTA DAGLI EBREI E DA LUTERO E SEGUACI).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 59. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abdia-ebr-servo-di-jahweh-nel-testo-massoretico-obadyah-forma-ritenuta-dagli-ebrei-e-da-lutero-e.