i santi misteri, prima col solo vino, che consuma come una purificazione del calice e della bocca, poi con vino ed acqua, purificando insieme le dita che hanno toccato la santa osti, e dicendo i due antichi Postcommunio Quod ore sumpsimus e Corpus tuum. Anticamente con questa a. terminava la Messa, benché nel rito antico romano l'a. si ripetesse dopo la Messa in sacrestia, come avviene ancor oggi nei riti mozzarabico e greco-bizantino.
Fino al sec. XVI il modo di praticare l'a. variava secondo i luoghi ed i tempi. Generalmente il calice veniva purificato una volta con solo vino; le dita invece, con solo vino o con sola acqua. Con l'andare del tempo finalmente si affermò l'uso di fare l'a. prima col vino e poi con vino ed acqua. Questi liquidi venivano quindi gettati nella piscina o in altro luogo decente; talvolta però erano chiesti con gran devozione dai fedeli, per usarli o per berli come una specie di sacramentale, da cui si ripromettevano favori celesti per il corpo e per l'anima. La seconda a., dove era in uso, si faceva non all'altare, ma in sacrestia o presso la piscina. In molti luoghi l'a. non era accompagnata da preghiere; in altri da una, da due o anche da tre. Il rito odierno venne stabilito da Pio V nel 1570. I vescovi, gli abati e quanti hanno il privilegio dei pontificali, si lavano le mani anche dopo l'a. del calice e delle dita, come nel sec. XI erano soliti fare tutti i sacerdoti.