ABOAB, ISACCO, DA FONSECA

ABOAB, ISACCO, da FONSECA. - Rabbino, n. a Castres d'Aire (Spagna) nel 1605, m. nel 1693.

Aveva appena 7 anni quando i genitori, per sfuggire l'inquisizione, si dovettero trasferire a St-Jean-de-Luz presso il confine francese. Dopo la morte del padre, madre lo portò ad Amsterdam dove studiò col celebre Manasse ben Jisrael presso Rabbi Isacco Usiel. A 21 anni fu nominato rabbino della comunità sefardita di Amsterdam. Nel 1642 emigrò con altri correligionari a Pernambuco nel Brasile, allora possesso olandese. Espulsi gli ebrei dal Brasile, A. tornò ad essere rabbino e direttore dell'Accademia talmudica ad Amsterdam. Nel 1656 fece parte del consiglio che pronunciò la scomunica contro Spinoza. Figura pure fra i firmatari d'un indirizzo d'omaggio rivolto allo pseudomessia Sabbataj Zevi. Era predicatore insigne; secondo la tradizione, il gesuita Antonio Vieyra, che assisteva alle prediche nella sinagoga, avrebbe detto: «Manasse dice quello che sa; A. sa quello che dice».

A. tradusse dallo spagnolo in ebraico gli scritti cabbalistici Puerta del Cielo e Casa de Dios, e pubblicò una Parafrasi commentata sobre el Pentateucho, Amsterdam 1681.

BIBL.: H. Graetz, Geschichte der Juden, X, Lipsia 1853-75, passim; J. N. Simhon, s. V. in Encycl. Judaica, 1 (1928), pp. 347-48.