ABRAXAS (ἈΒΡΑΞΑΣ)

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ABRAXAS (ἀβραξας). - Vocabolos magico-mi- stico (scritto anche ἀβραξας) di valore pesfico, re- lativo cioè al valore numerico delle singole lettere che lo compongono e pertanto privo di soddisfacente etimologia.

Esso designa: 1) secondo la teologia eliocentrica iranico-babilonese, il corso annuale del sole; infatti Igino (Fab. 183), poligrafo dell'età augustea, afferma che uno dei quattro cavalli (simbolizzanti le quattro stagioni) che tirano il carro del sole si chiama appunto ἀβραξας; 2) l'Essere Basilide (v.); 3) le gemme incise sulle quali è scritto insieme con nomi di varie divinità e con disegni re- lativi alle medesime.

Lo gnostico alessandrino Basilide pone, conforme allo schema fondamentale che si ritrova in tutta la filosofia religiosa ellenistica (ed orientale ellenizzata, e quindi non esente da influssi iranici), tre mondi digradanti: il sopraccleste, dove regna l'Essere supremo; l'intermedio, popolato da coni corrispondenti ad altrettanti cieli, in nu- mero di 365, che è quello pesfico di ἀβραξας (α = 1, β = 2, ρ = 100, χ = 1, ζ = 60, α = 1, ξ = 200) e che corrisponde a quello dei giorni dell'anno solare nel computo alessandrino: solo attraverso questo mondo intermedio l'Essere supremo comunica con il terzo mondo e cioè col sub- luna e terrestre, dominio della materia. Secondo S. Ire- neo (Adv. haer., 1, 24) l'Essere supremo di Basilide si chiama ἀβραξας, in quanto è la scaturigine prima dei 365 cieli conosci attraverso una gerarchia che va dal Nous alle schiere angeliche. Il significato teologico-solare di ἀβραξας era stato già notato da S. Girolamo (In Am. 3) e dall'autore degli Acta Archelai, che lo avevano ravvivi- cinate a quello di Mithra (Μεθραχ), il cui valore pesfico corrisponde anch'esso a 365; dove è tuttavia da notare che mentre Mithra è soltanto un demiurgo, A. nel sistema ba- silidiano è l'Essere supremo.

Quanto alle gemme incise ἀβραξας, che hanno valore di amuleti, esse presentano sopra una delle facce detto vocabolos e sull'altra disegni vari: figure umane a testa di gallo, a testa o corpo di leone, ser- penti; oppure immagini di divinità egizie, special- mente Serapide, Anubi, o sfingi. Talvolta v'è il nome di divinità egizie o dell'ambiente religioso giudeo- ellenistico, come Osiris, Iao, Sabat, Gabrielsabat; od anche parole di puro valore magico connesso con la mistica dell'alfabeto e dei numeri, come abraca- dabra. Questa parola è ripetuta più volte in serie di-

ABRUZZO - Circoscrizioni ecclesiastiche. 1. Confini di regione; 2. Confini di provincia; 3. Confini di circoscrizione ecclesiastica; 4. Ferrovie; 5. Strade; 6. Territori dipendenti dell'Abbazia di Montecassino.

scendente, e sempre diminuendola di una lettera in fine, sicché l'insieme viene a formare un triangolo con la base abracadabra in alto e il vertice (a) in basso: amuleto ritenuto utilissimo contro la febbre terzana. Altra parola magica frequente è ablanathababla, il cui più recente esemplare, su ostracon, è stato rinvenuto negli scavi della missione Vogliano a Madinet Mădi, nel 1936.

BIBL.: A. Dieterich, A. Lipsia 1891; F. Dornseiff, Das Alphabet in Mystik und Magik, Lipsia-Berlino 1922; H. Leclercq, s. V. in DACL, I, col. 127; Riess, Abraxas in Pauly-Wissowa, Reelenc. der klas. Altertumsw., I, coll. 109-10; P. Hendrix, De Alex. Haeres. Basilides, Parigi-Amsterdam 1926, p. 61 sgg.

Nicolas Turchi