ACACIO, VESCOVO DI BEREA

ACACIO, vescovo di BEREA. - N. verso il 332, si diede da giovane alla vita ermetica nei dintorni di Antiochia. Distintosi nell'opposizione agli ariani, appollinati e macedoniani, fino a subire un esilio, fu creato vescovo di Berea dal patriarca di Costantino poli Melazio (378), dal quale fu anche inviato poco dopo a Roma come latore a papa Damaso degli atti di un concilio celebrato ad Antiochia. Presenziò al Concilio di Costantino poli (381). Avendo preso parte alla illegittima consacrazione episcopale di Flaviano, successore di Melezio, fu scomunicato da papa Damaso, ma poi reintegrato dal successore Innocenzo I.

Sebbene godesse grande fama di santità fu duro avversario di S. Giovanni Crisostomo, del quale chiese la deposizione nel Concilio della Quercia. Ma, dietro intimazione di Innocenzo I, dovette ritrattarsi e inserire nei dittici il nome del Crisostomo. Visse oltre i cento anni, morendo ca. il 433. Ci restano di lui alcune lettere (PG 77, 1445 sgg).

BIBL.: Sozomeno, Hist. eccl., VII, 28; Teodoreto, Hist. eccl., V, 4, 8; Palladio, Vita Chrysostomi, 6, 8; PG 47, 22-29; G. Bardy, in Storia della Chiesa, diretta da A. Fliche e V. MARTINO G, vers. ital., IV, Torino (1941), p. 131 sgg.