ACHAZ (EBR. « EGLI [DIO] TIENE »)

ACHAZ (ebr. « Egli [Dio] tiene »). - Re di Giuda per 16 anni, probabilmente dal 743 al 728, o dal 741 al 726. Figlio di Joatham, gli successe a 25 anni.

Non avendo A. aderito all'alleanza anti-assirica, i re confederati gli mossero guerra per detronizzarlo. Da occidente i Filistei invasero le finitime città giude, mentre da settentrione Facce e d'Israele inseguiva i Giudei sbaragliati, dopo averne uccisi 20.000, e Rasin (Razon) re di Damasco, occupato il porto di Elat, risaliva al nord stringendo d'assedio Gerusalemme, desideroso di inseguirsi come re il « figlio di Tabeel » suo simpatizzante. Isaia sereno, mentre tutti tremavano come foglie al vento (Is. 7, 2), raccomandava una fiduciosa attesa, assicurando di poter comprovare, anche con un miracolo, che il Signore era pronto ad intervenire in favore del popolo suo. Ma avendo A. rifiutato di chiedere il miracolo probativo, il profeta preannunziò la futura nascita dell'Emmanuele. A. cercò prima di accaparrarsi con sacrifici e preghiere l'aiuto e la benevolenza delle divinità nemiche, immolando il proprio figlio a Moloch ed offrendo vittime agli dèi di Damasco (II Par. 28, 23), poi ricorse a Teglatfalasar III (autunno del 733) mediante una ambasceria che, con la richiesta di aiuto, gli recò tutto l'oro e l'argento del palazzo reale e del Tempio. Il re assiro, espugnata Damasco (732 a. C.), vi rivette l'ossequio dei re vassalli tra cui anche quello di A. (Iamhazi, nel testo assir.), che per pagare il tributo dovette spogliare il Tempio anche della suppellettile preziosa.

A. introdusse nel regno il politeismo, favorendo il culto delle alture (bamoth, V. BRAHMÃ) e imitando quello del patrono ninnivita. Rimosso l'altare degli olocausti, ne fece costruire uno sul modello di quello assiro visto a Damasco, su cui per primo offrì sacrifici. Infine osò chiudere il Tempio stabilendo altari « in tutti gli angoli di Gerusalemme » (II Par. 28, 24). L'empio re, alla sua morte, non venne seppellito nei sepolcri reali.

II Reg. 16, 1-30; II Par. 28, 1-27.

BIBL.: R. Kittel, Geschichte des Volkes Israel, II, Stoccarda 1925, pp. 334-64; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1932, pp. 439-42; A. Pohl, Historia populi Israel, Roma 1933, pp. 120-22; A. Feuillet, Le signe proposé à A. et l'Emmanuel (Is. 7, 10-12), in Recherches de science religieuse, 30 (1940), pp. 120-45; G. Governanti, In Isaiam 9, 5 (Volg. 9, 6), Gerusalemme 1945.