ACQUAVIVA, RODOLFO, beato. - Missionario e martire gesuita, n. ad Atri il 2 ott. 1550, figlio del duca di Atri Giangirolamo, nipote di Claudio Acquaviva, quinto generale della Compagnia di Gesù. Dovette vincere l'opposizione della famiglia per entrare nel 1568 nel noviziato di Roma, dove ebbe compagno s. Stanislao Kostka. Ottenute le missioni, partì da Roma nel 1577, ricevendo a Lisbona l'ordinazione sacerdotale, e sbarcò a Goa nel nov. 1578. Alla fine dell'anno seguente, era messo alla testa della piccola missione inviata alla corte del « Gran Mogor » Akbar a Fatehpur Krisi. Vi rimase tre anni, anche quando il suo compagno Antonio Monserrate tornò a Goa; imparò il persiano e si guadagnò con l'austerità della vita e la sua ardente convinzione la benevolenza del sovrano, ma non poté vincere l'opposizione dei musulmani né fare conversioni.
La sua missione ha pure importanza per l'introduzione alla corte dei sultani indiani dell'arte europea (pitture italiane ed incisioni fiamminghe, che vennero imitate dai pittori di corte). Di ritorno a Goa nel febbr. 1583, l'A. fu nominato superiore della missione nell'isola di Salsete, presso Goa. Ma dopo appena una settimana, fu ucciso a Cuncolim (27 luglio 1583) con i compagni padri Alfonso Pacheco, spagnolo, e Pietro Berno, di Ascona del Ticino, Antonio Francisco e fr. Francesco Aranha portoghesi. Fu beatificato con essi da Leone XIII nel 1893.
to the Court of Akbar, ed. J. S. Hoyland e S. N. Banerjee, Calcutta 1922; E. Maclagan, The Jesuits and the Great Mogul, Londra 1932.