ACQUI, DIOCESI DI

ACQUI, DIOCESI di. - Città del Piemonte, sulla Bormida, affluente del Po, nell'alto Monferrato. È l'antica Aquae Statellae, centro dei Liguri Statellì, sottomessi dai Romani verso il 163 a. C. Fu municipio romano compreso nella Regio IX e la sua posizione geografica contribuì a renderla in breve economica-mente fiorente. Molti monumenti attestano il grado di civiltà raggiunto da A., fra i quali i ruderi di un grandioso acquedotto lungo 14 km., che convogliava in città le acque dell'Erro. Dopo le invasioni dei Goti, A. fu, nel 568, occupata dai Longobardi ed elevata a ducato, soggetto a quello più importante di Asti. Carlomagno le prepose, più tardi, come alte altre città, un conte. L'erezione del vescovato di Alessandria (1175), la cui estensione territoriale avvenne ai danni di A., fu causa di guerre tra le due città vicine ed A. fu spesso costretta a ricorrere all'aiuto del marchese di Monferrato e allo stesso Federico II che riuscì, nel 1224, a far stipulare un trattato di pace tra le due contendenti. Saccheggiata da Carlo d'Angiò (1273), fu ripresa dai marchesi di Monferrato e, dopo alterne vicende e contese, rimase sotto la loro signoria. Nel 1533, spentosi l'ultimo marchese di Monferrato (Giangiorgio Paleologo), il marchesato passò ai Gonzaga di Mantova. Nel sec. XVII fu ripetutamente occupata dagli Spagnoli e dai Francesi; nel 1746 passò a Carlo Emanuele III di Savoia. Devastata dalla peste nel 1630-31, subì altri danni all'epoca delle guerre napoleoniche.

A., famosa per le acque termali di cui è ricchissima, fa parte della provincia di Alessandria e conta 1653 ab. Possiede bei palazzi, tra cui quello episcopale, del sec. XV; la cattedrale, iniziata dal vescovo Primo, è attribuita a S. Guido, che probabilmente ha completò ed inaugurò nel 1067, dedicandola alla Vergine Assunta. Notevoli vicende ne hanno alterato la primitiva struttura lombarda. Sul portale spicca la lunetta con bassorilievi di Antonio Pilacorta da Lugano, raffigurante l'Assunzione della Vergine. La parte absidale pone in evidenza il primitivo carattere romanico. Il campanile, in cotto, è del sec. XIII.

La diocesi di A. fu istituita verso la fine del sec. IV. Il primo vescovo che la tradizione ricordi è S. Maggiorino ed è probabile che la tradizione risponda alla realtà, perché il catalogo pontificale, compilato verso la fine del sec. XI, sembra degno di fede (F. Savio, pp. 9-16). L'epoca del suo pontificato è incerta; il suo corpo, sepolto dapprima in S. Pietro, fu poi trasportato nella Cattedrale, ove sono andate perdute le tracce del sepolcro. Un'iscrizione fu-nerbe dell'antica cattedrale (S. Pietro), dove venivano sepolti i vescovi, ricorda il nome di Ditario, m. nel 488. La serie sicura si inizia nel 680 con Valentino. La cattedrale fu dal vescovo Dudone trasferita dalla chiesa di S. Pietro extra muros, costruita dai re longobardi Ari-

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(Gob. Folsar. Nec.)
Acqui - Esterno della chiesa di S. Pietro (sec. xil).

perti e Liutprando, a S. Maria. S. Pietro, bruciata dai Saraceni e ricostruita dal vescovo s. Guido, venne da lui concessa ai monaci benedettini, che vi ebbero un monastero fiorente fino al sec. XV. Patrono della città è S. Guido, vescovo dal 1034 al 1070, la cui festa viene celebrata la seconda domenica di luglio; il culto ab innumerabili venne approvato dalla S. Congregazione dei Riti nel 1853. Figlio dei conti d'Acquasana, egli dotò la diocesi di beni ed arricchì la città di monumenti e di monasteri, tra i quali quello del S. Maria, presso la Cattedrale, per le religiose benedettine.

Suffraganea di Milano prima, e dal 1805 di Torino, la diocesi di A. conta 180.000 ab., dei quali 179.800 cattolici; comprende 90 comuni in provincia di Alessandria, 23 in quella di Genova, 1 in quella di Cuneo, 147 parrocchie, 267 sacerdoti diocesani, 46 regolari e 59 secolari.

BIBL.: Ughelli, IV, pp. 526-31; G. B. Moriondo, Monumenta Aquensia, 2 voll., Torino 1789-90; Rivista di storia, arte, archeologia della proc. di Alessandria, passim; G. Casalis, Dizionario storico, statistico, commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, I, Torino 1833, p. 37 sez.; P. B. Gams, Serie episcoporum ecclesiae catholicae, Rausbona 1873; O. Jozzi, Storia della Chiesa e dei Vescovi di A., Acqui 1880; F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte dalle origini al 1300, Torino 1898, pp. 9-48; Lanzoni, pp. 828-29, 1060. Per una bibl. esauriente rimandiamo all'opera di A. Manno, Bibliografia storica degli Stati della monarchia di Savoia, II, Torino 1891, pp. 12-43.