AD SANCTOS. - Questa espressione latina (« vino ai santi ») designa l'uso degli antichi cristiani di essere sepolti, potendo, accanto alle tombe dei martiri. Esso si riscontra in tutto il mondo antico, ma soprattutto a Roma, nelle cui catacombe si possono ancora osservare gli eccessi di devastazioni cui condusse quell'usanza: Quod multi cupiunt et rari accipiunt, dice un'iscrizione; e il favore era spesso pagato caro. Il motivo fu per lo più un semplice senso di devozione, talora la speranza di sperimentare così più da vicino al patrocinio dei santi; Costantino, al dire d'Eusebio, si fece seppellire in mezzo alle tombe degli apostoli per partecipare alle preghiere di quelli che verrebbero ad onorarli; talora il movente poté essere la semplice vanità. S. Agostino (De cura pro mortuis gerenda: PL 40, 561) non raccomanda affatto la pratica; Damaso protesta di non essersi fatto seppellire nella cripta dei papi per non distruggere altre tombe; l'arcidiacono Sabino a S. Lorenzo fuori le Mura preferì santi inaniter esse loci (esser sepolto vicino alla porta) protestando « non giova ed è di fastidio stringersi ai sepolcri dei martiri... non con il corpo, bensì con l'anima dobbiamo tendere ad essere loro vicini ».
AD SANCTOS
BIBL.: H. Leclercq, s. V. in DACL, I, col. 479 SEG.: E. Diehl, Inscr. latinae christ. veteres, Berlino 1923, n. 2126 seg. e spec. 1194, 1986, 2148; H. Delchaye, Origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, p. 131 seg. Antonio Ferrua.