ADRUMETO. - Centro agricolo e commerciale nella Bizacena, oggi Sussa (franc. Sousse) nella Tunisia. Si chiamò per qualche tempo Hunuricopolis e poi Iustinianopolis, dopo essere stata presa prima da Unnerico, poi dai Bizantini.
Tertulliano ricorda due suoi martiri: Maiulus (Ad Scapulam, 3) e Rutilius (De fuga in persec., 5). Più tardi si ebbero nel 304 i martiri Bonifatius e Thecla con 12 altri, Arontius e, sotto i Vandali, Felix e Victorianus. Fu suo vescovo il dotto Primasio. Fu sede di concilio per i vescovi della Bizacena nell'a. 347. (P. Monceaux, Histoire littéraire de l'Afrique chrétienne, III, Parigi 1905, p. 213). In città si è ritrovata solo una cappella bizantina nella zona dei souks.
A sud-ovest della città si è rinvenuto un gruppo di cimiteri cristiani sotterranei, scavati nella roccia calcarea delle colline di Kalaa Srira, dove si trova anche una necropoli pagana all'aperto. Le prime indagini risalgono alla fine del 1888; in seguito a scavi regolari furono illustrati nel 1910 dall'allora parroco di Sussa, mons. A. F. Leynaud (Les Catacombes Africaines, Sussa-Adrumeto 1910, 1922, 1937).
La « catacomba del buon Pastore », così detta da una immagine incisa sulla lastra marmorea di chiusura di un sepolcro, ha uno sviluppo lineare di oltre 1750 m., con 105 gallerie, ed è ricca di 139 iscrizioni: due in greco, le altre in latino, una in musaico, 15 su lastre di pietra, le rimanenti o dipinte o graffite. Tra i simboli, il buon Pastore (barbuto), il pesce, la colomba, l'ancora, la palme, il T, la croce equilatera e latina, il monogramma P. I defunti sono ricordati in nominativo seguito da hic dormit o in pace.
Un'altra catacomba è detta « di Hermes », dal nome segnato in musaico nel pavimento di un cubicolo. È scavata lungo la pista de l'Uadi Laya, presso la necropoli romana e fu esplorata tra il 1907 e il 1909. Risulta dalla fusione di tre ipogei, in origine con scale separate; ha uno sviluppo di quasi 550 m.; contiene 2061 loculi e ca. 500 tombe nel pavimento. Si utilizzò una cisterna e vi si praticarono 184 sepolcri, si usufruì pure di un ipogeo pagano contenente un cubicolo a musaico con scene di pesca. Le iscrizioni sono tutte in latino: una in marmo, otto in musaico, le altre graffite o dipinte. Di una bambina Florentia si dice Dei opulo fidelis, mente consociata Deo; frequente è l'augurio in pace.
La « catacomba di Severo » presso la pista di Akouda, prende il nome dall'epigrafe Seberum cum pace in Deo. L'esplorazione è degli anni 1910-17. Sviluppa 1767 m. di gallerie con 3783 loculi nelle pareti e ca. 1000 tombe nel pavimento. Ha 47 iscrizioni di cui 3 in greco, 25 su marmo, 12 in musaico, e 10 graffite.
Fra i simboli il pesce, la colomba; oltre la croce equilatera c'è anche il monogramma * o isolato o dentro la corona.
Il Leynaud ha descritto anche un altro ipogeo rinvenuto nel 1907, che chiamò « catacomba di Agrippa » per l'iscrizione posta da un L. Septimius Agrippa a suo figlio. È situato presso quello detto del buon Pastore; contiene 18 gallerie con ca. 172 tombe; vi si rinvennero otto iscrizioni in marmo tutte con la dedica Dis manibus in esteso o abbreviata, ma non c'è alcun carattere cristiano né nel formulario né nella decorazione dei sepolcri.
Un nuovo ipogeo cristiano ad arcosoli è venuto in luce recentemente (cf. Bull. archéol. du Comité de l'Afrique Française [1943], p. xii). - Vedi Tav. XXV.