AD CORPUS, BASILICA

AD CORPUS, BASILICA. - È il termine tecnico
usato dagli archeologi per indicare una basilica che
è stata edificata presso o sopra il corpo di un santo
in suo onore o per provvedere più facilmente al suo
culto liturgico.
Poiché nell'antichità questo culto era tributato solo
ai martiri e questi giacevano ordinariamente sepolti
in un cimitero, o avevano in seguito dato origine ad un
cimitero, la basilica ad c. equivale in realtà a basi-
lica cimiteriale e suburbana, eretta in onore di un
martire. Come tale rappresenta un'eccezione alla
10. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - I.

regola secondo cui la basilica o chiesa ordinaria era
edificata nei centri urbani e non conteneva il corpo
di alcun martire, anche se talora fosse ad esso dedi-
cata. Queste erano poi le sole chiese normalmente
officiate e provvedute di un clero proprio e stabile;
mentre quelle ad c. avevano soltanto un custode o
mansionario che poteva essere un ecclesiastico qual-
siasi, ed erano officiate solo nella festa del martire e
qualche altra volta durante l'anno.
La basilica ad c. essendo edificata in un cimitero,
in mezzo a tombe e mausolei, veniva generalmente
eretta su un terreno molto difficile. Quindi le sue
forme non furono quasi mai regolari, e solo in
caso eccezionale di grandi proporzioni: inoltre, se-
bene predomini assolutamente la forma basilicale,
tuttavia spesso questa non è pura, ma serve solo di
schema.
In modo particolare è da osservare la tendenza ad
allargare lo spazio intorno all'altare per fare posto alla
moltitudine dei devoti; cosa che rese quasi normale l'uso
di un ampio transetto. La devozione poi dei fedeli che
cercavano di essere sepolti presso il martire (v. AD SANCTOS)
diede origine a molte appendici di carattere cimiteriale;
anzi la chiesa stessa divenne d'ordinario un vasto cimi-
tero (sepolcri terrangi sotto il pavimento, arcossi laterali,
sarcofagi in ogni vano, mausolei annessi). Inoltre, per
avvicinarsi maggiormente alla tomba venerata, quando
questa era situata profondamente sotto terra, si costruirono
le cripte generalmente semicircolari con corridoi a ferro
di cavallo. Quest'uso si diffuse poi anche nelle chiese
urbane, specialmente quando ospitarono corpi o reliquie
di martiri.
Il requisito essenziale per soddisfare il desiderio
di avvicinarsi al corpo venerato era che l'altare si
posse o sopra di esso o molto vicino. A questo
scopo si tagliò spesso profondamente il terreno per
portare la chiesa al livello del sepolcro venerato, o si
sistemò addirittura una chiesetta quasi totalmente sot-
terranea (S. Ermete, S. Agnese, SS. Nereo e Achil-
leo a Roma); talora si stabilirono comunicazioni par-
ticolari fra la tomba e l'altare; talora, non essendo
possibile far coincidere il centro della chiesa con la
tomba, l'altare fu collocato in luogo eccentrico, pur di
restare sulla tomba del martire. In questo modo il
martire restava come sepolto sotto l'altare; custodiva
l'altare, come si diceva. Di qui cominciò la conce-
zione dell'altare-sepolcro che andò gradatamente so-
vrapponendosi e poi anche sostituendosi a quella pri-
mitiva dell'altare-mensa.
Per la bibl'ografia V. BASILICA. Antonio Ferrua