AD BESTIAS

AD BESTIAS. - Presso i Romani la damnatio o datio ad b. era la pena inflitta ai parricidi, agli omicidi, ai sediziosi, agli incendiari e talvolta ai prigionieri di guerra. Molte volte tale pena venne applicata a cristiani. Tertulliano (Apol. 40), s. Cipriano (sp. 55), Eusebio (Hist. eccles. IV, 15) attestano che più volte echeggiò la richiesta: christiani ad leonem.

Uno dei martiri più insigni è s. Ignazio d'Antiocchia

(v.) nel 107, di cui son famose le parole: « Sono frumento di Dio; ch'io sia macinato dai denti delle fiere per diventare pane puro » (Epist. ad Rom. IV, 1, 2). Van ricordati ancora: LEONE (v.) nel 177 (il diacono Saturo, Maturo, Attale, Santo, Blandina) che apparvero impavidi nell'arena « portando nei loro volti una maestà che li trasfigurava » (Eusebio, Hist. eccles., VI, 1, 3-4), dimostrazione evidente dell'assistenza divina; i martiri Saturo, Revocato, Perpetua, Felicita e Cartagine, del cui processo si conservano gli atti autentici; il martire Rutilio in Adrumento, ricordato da Tertulliano (De Fuga in persec. 5).

BIBL.: A. Pillet, Etude sur la damnation ad bestias, Lilla 1902; H. Leclercq, s. V. in DACL, I, coll. 440-62. Enrico Josi
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“AD BESTIAS.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 194. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ad-bestias.