Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Archeologia cristiana Argomenti vari

CATACUMBAS, CIMITERO IN

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CATACUMBAS, CIMITERO IN - Iscrizione, tuttora sul posto, di Ancozia con ancora e pesce (sec. III) - Roma, cimitero di S. Sebastiano.
CATACUMBAS, CIMITERO IN - Iscrizione, tuttora sul posto, di Ancozia con ancora e pesce (sec. III) - Roma, cimitero di S. Sebastiano.

CATACUMBAS, CIMITERO in. - Dal greco κατὰ κόμβας, era originariamente una denominazione topografica usata per designare l'avvallamento della via Appia tra il secondo ed il terzo miglio, e precisamente tra l'attuale chiesa di S. Sebastiano e la tomba di Cecilia Metella. L'indicazione è attestata chiaramente nel Cronografo del 354 alla Depositio martyrum il 20 genn. ed il 29 giugno in cui sono ricordati rispettivamente s. Sebastiano e s. Pietro, ed alla Chronica Urbis Romae per il circo dedicato da Massenzio nel 309 in onore del figlio Romolo.

CATACUMBAS, CIMITERO IN - Scena pastorale con Buon Pastore e banchetto delle turbe. Pittura sopra il mausoleo di M. Clodio Ermete (inizio sec. III).
CATACUMBAS, CIMITERO IN - Scena pastorale con Buon Pastore e banchetto delle turbe. Pittura sopra il mausoleo di M. Clodio Ermete (inizio sec. III).(fot. Pont. comm. di arch. sacra)
CATACUMBAS, CIMITERO IN - Plastico ricostruttivo della basilica in C. con mausolei adiacenti (inizio sec. IV).
CATACUMBAS, CIMITERO IN - Plastico ricostruttivo della basilica in C. con mausolei adiacenti (inizio sec. IV).(fot. Pont. comm. di arch. sacre)

Nella zona si trova uno dei più importanti e complessi monumentali della Roma sotterranea cristiana; esso è stato oggetto di numerosi studi specialmente a partire dal 1915 quando venne alla luce la Memoria Apostolorum. I monumenti che lo compongono vanno dal sec. I al IV d. C. Alla quota originaria dell'avvallamento si vedono ancora i resti di una strada privata che attraversava la via Appia: sul lato nord di essa era una casa privata a due piani ed altri edifici molto probabilmente connessi con il culto funerario. Due serie di colombari infatti erano costruite sullo stesso lato della strada: in uno di quelli più vicini ad essa un'iscrizione ancora in situ di un liberto di Vespasiano chiaramente lo dimostra del sec. I, mentre quelli dell'altra serie sono alquanto posteriori. In questi ultimi però sono anche elementi cristiani (pitture ed iscrizioni) della prima metà del sec. III: segno che i proprietari avevano abbracciato la nuova fede.

Verso la metà del sec. III si fece un parziale interramento dell'avvallamento e si costruì una specie di cortile trapezoidale a piano inclinato: la cosiddetta Triclia. Era certamente un luogo di riunioni cristiane poiché le pareti di codesto cortile sono piene di graffiti che, oltre al rito di refrigerio, a promesse od adempimenti di voti, accennano quasi unanimemente in greco o in latino a preghiere rivolte agli apostoli Pietro e Paolo. La scoperta di questi graffiti fu fatta nel 1915 ed il monumento fu comunemente chiamato Memoria Apostolorum. Sulla natura e sullo scopo della Memoria però sono discordi le opinioni degli studiosi. Tradizioni letterarie antiche (Liber Pontificalis, Martyrologium Hieronymianum, Itinerari, Passiones) accennano tutte ad una temporanea sepoltura degli apostoli Pietro e Paolo in C.; nessuno però ha determinato più specificamente il sito, né gli scavi hanno rivelato alcunché di positivo e definitivo. Lo studio delle fonti letterarie ha diviso in tre schiere gli autori: 1° la Memoria è un vero e proprio monumento sepolcrale originato dal temporaneo seppellimento dei corpi degli apostoli Pietro e Paolo, o subito dopo il loro martirio e prima della definitiva sistemazione al Vaticano e alla via Ostiense, o nel 258 durante la persecuzione di Valeriano; 2° la Memoria è stata costruita per ricordare la dimora dei due Apostoli da vivi in una delle abitazioni in C.; 3° la Memoria è sorta in relazione all'istituzione di una festa liturgica in onore dei due Apostoli in C. iniziata nel 258, quando a causa della persecuzione di Valeriano, era proibito ai cristiani l'ingresso nei cimiteri e quindi non potevano venerare i sepolcri degli Apostoli nei rispettivi luoghi.

Nella prima metà del sec. IV venne compiuto un nuovo e più vasto interramento: tutti i monumenti preesistenti, pagani e cristiani, furono sacrificati per la costruzione della grandiosa basilica Apostolorum, come da principio fu chiamata. Questa presentava nella sua struttura originaria una forma architettonica unica nella tradizione basilicale cristiana: le navi laterali infatti anziché da colonne erano distinte da pilastri in mattoni che formavano quasi un ambulacro in fondo all'abside. Sembra che la basilica fosse destinata a luogo di sepoltura; attorno ai muri perimetrali infatti furono aperti numerosi mausolei. Il più importante di essi è quello posto a sinistra dell'abside, detto comunemente Platonia, in cui il papa Damaso pose un suo carme, e, nel sec. v, fu trasferito il corpo del martire Quirino di Siscia in seguito all'invasione della Pannonia da parte dei barbari.

Prima della costruzione della basilica però, aveva avuto inizio in C. un cimitero sotterraneo nel quale furono seppelliti i martiri Eutichio, cui papa Damaso dedicò un carme, e Sebastiano il cui sepolcro venne in seguito sistemato con una cripta con doppia scala a sinistra della basilica. La presenza di questi due martiri fu certamente la causa dello sviluppo del cimitero nei secc. III e IV, ed il culto prestato a s. Sebastiano portò alla designazione con il suo nome e del cimitero e della basilica.

Bibliografia11 opere
BIBL.: J. P. Kirsch, Le catacombe romane, Roma 1933, p. 244 sg. (bibl. precedente più importante); O. Marucchi, Le catacombe romane, ivi 1933, pp. 251-81; F. Fornari, S. Sebastiano extra moenia, ivi 1934; P. Styger, Römische Märtyrergrüfte, Berlino 1935, pp. 15-43, 139-60; A. Prandi, La Memoria Apostolorum in c., Città del Vaticano 1936; G. Celi, La memoria apostolica sull'Appia, in Civ. Catt., 1936, II, pp. 483-490; 1937, III, pp. 387-98; A. Ferrua, Epigrammata Damasiana, Città del Vaticano 1942, pp. 139-48; Codice topografico della città di Roma, ed. R. Valentini-G. Zucchetti, II, Roma 1942, pp. 17, 44, 62, 85; F. Tolotti, Ricerche intorno alla Memoria Apostolorum, in Riv. di arch. crist., 22 (1946), pp. 7-62; 23-24 (1947-1948), pp. 13-116.

Agostino Amore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1058–1061.

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Amore, Agostino. “Catacumbas, cimitero in.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1058–1061. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/catacumbas-cimitero-in.

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Amore, Agostino. “Catacumbas, cimitero in.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1058–1061. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/catacumbas-cimitero-in.

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