PLATONIA. - Da platona o platomum: lastra di marmo.
Il vocabolo si trova usato nel Liber Pontificalis, nella biografia di Liberio, del quale si dice che «ornavit de platonis marmoreis sepulcrum sanctae Agnetis» (Lib. Pont., I, p. 208); nella biografia del papa Damaso, il quale dedicò «platomam in catacumbas» (ibid., I, pp. cv e 214, nn. 9 e 10); nella biografia di Sisto III si dice che rivesti di «platomas» di porfido il recinto intorno al sepolcro di S. Lorenzo e pose nel cimitero di Callisto una «platomam» per ricordarvi i nomi dei vescovi ivi depositi. Tale lastra fu ricostruita da G. B. De Rossi (Roma sotterr., II, Roma 1867, pp. 33 sgg.) servendosi del latercolo trascritto nella silloge Turonense (id., Inscr. Christ., II, 1888, p. 66, n. 25 a). Nel medioevo la memoria apostolica «in catacumbas» venne a poco a poco localizzata ad occidente della Basilica stessa e venne chiamato p. quel mausoleo eretto dal prefetto di Roma Vincenzo, amico e sostenitore di Damaso, dove poi venne deposito il martire Quirino, vescovo di Siscia.