PLATONE LEVŠIN

PLATONE LEVŠIN. - Al secolo Pietro Georgievič Levšin, metropolita di Mosca, celebre come predicatore, scrittore ed amministratore ecclesiastico, n. a Tschachinikowa, presso Mosca, il 29 giugno 1737, m. a Mosca l'11 nov. 1812.

Studiò dal 1747 al 1756 nell'Accademia greco-slavolatina di Mosca. Nel 1758 si fece monaco, nel 1759 sacerdote e dal 1761 divenne lettore di teologia e rettore del Seminario della Trinità. Caterina II lo scelse, nel 1763, a maestro di religione del principe ereditario Paolo Petrovič (futuro imperatore Paolo I) e a predicatore di corte. Fu promosso archimandrita del monastero della S.ma Trinità (1766), membro del S. Sinodo (1768), arcivescovo di Tver' (1770), arcivescovo (1775) e metropolita di Mosca (1787). Intervenne, come primario dei metropolii, all'incoronazione di Alessandro I. Nel 1805 ebbe un colpo apoplettico, e passò l'ultimo tempo della sua vita nel monastero della S.ma Trinità presso Mosca.

P. era più predicatore (di lui si conoscono circa 500 prediche) e catechista che non teologo sistematico. Tenne le sue Catechesi, prediche « ovvero istruzioni primitive sulla dottrina cristiana », a Mosca, ancora giovane (1757-1758). Il suo corso di Teologia cristiana, dato negli anni 1761-63, rimase inedito. Importante è il fatto che le sue lezioni presso il principe Paolo; pubblicate a Pietroburgo nel 1765 (Dottrina ortodossa ovvero teologia cristiana abbreviata), tradotte in seguito in latino, francese, tedesco, inglese, greco, armeno, olandese, georgiano, furono il primo tentativo di un sistema teologico in lingua russa. Specialmente durante la sua permanenza alla corte, per lui Chiesa e Stato si confondono, secondo i principi del cesaropapismo.

In Teofane Prokopovič egli vedeva il suo maestro e modello. Nella sua ecclesiologia, quindi, è manifesta l'influenza protestante, specie riguardo alla dottrina sulla tradizione e sull'autorità dottrinale della Chiesa; non mette abbastanza in rilievo la visibilità della Chiesa. La soteriologia di P., eccetto qualche traccia di influenza protestante, è ortodossa positiva e non polemica.

Altre opere: Breve catechismo per bambini (1775); Istruzioni ai sacerdoti prevosti (1775); Prediche parenetiche tenute alla altissima corte imperiale (1782); Breve storia ecclesiastica russa (1805; 2ª ed. 1822); Vita di s. Sergio di Radoneš (5ª ed.). Le opere complete (Poučitel'nye Slova, cioè « Prediche parenetiche ») sono raccolte in 20 voll., Mosca 1779-1807.

BIBL.: N. Barsov, s. V. in Enciclopedia di Brockhaus-Efron, XXIII, Pietroburgo 1898, pp. 850-52; M. Jugie, Theologia dogmatica Christianorum Orientalium ab Ecclesia catholica dissidentium, I-IV, Parigi 1926-31, V. indici; G. Florovskii, Le vie della teologia russa (in russo), ivi 1937, pp. 102-108, 109, 166; H. Methodius Prichodko, Die Lehre von der Kirche in den hatechetischen Werken Platon Levilus, Bressanone 1943 (con bibl. più ampia); B. Schultze, La nuova soteriologia russa, in Orientalia christ. periodica, 9 (1943), pp. 407-11. Bernardo Schultze
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“PLATONE LEVŠIN.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 973. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/platone-levsin.