PIOMBO

PIOMBO. - Il p. venne impiegato nell'antichità per i più disparati usi: per condotti, crocette, pesi, tessere, ampolle, placchette, fibule, urne sepolcrali, ecc.

Nei Philosophumena si narra di cristiani condannati εἰς μέταλλον Σερβινίας (IX, 11), alle miniere di p.: anche s. Cipriano ricorda fedeli inviati alle miniere di p. Arche di p. furono adibite per la traslazione dei cadaveri; ne furono trovate ad Alessandria dove erano usate per riportare in Palestina le salme degli Ebrei. Nella Passio dei ss. Claudio, Nicostrato ecc. si dice che i corpi di questi martiri furono chiusi in loculi plumbei, come in arca plumbea sarebbero stati depositi da un tale Quirinio i corpi dei martiri Abdon e Sennen (P. Franchi de' Cavalieri, I Santi Quattro, in Note Agiografiche, 4 [Studi e testi, 24], Roma 1912, p. 62). Sarcofagi in p. in età cristiana furono rinvenuti spesso in Francia, in Spagna e in Dalmazia, a Manastirine, a Salona. Un sarcofago cristiano in p., scoperto nell'antica Sala a Rabat nel Marocco, porta incise sul coperchio cinque croci greche (R. Thouvenot, Sarcophage chrétien découvert à Rabat, in Comptes rendus de l'Acad. des Inscr. et belles lettres, 1949, pp. 257-243). Anche nel Liber Pontificalis ricorre più volte l'indicazione che i cadaveri venivano traslati in arche di p. (ed. Duchesne, I, 288, 306); quello di Agapito da Costantinopoli a Roma, quello di Narsete viceversa. Sono noti molti sigilli di p., imperiali e papali, tra questi uno di papa Onorio I trovato a Cartagine (A. L. Delattre, in Rio. di arch. crist., 4 [1927], p. 345). Nel Museo di Berlino su una lamina di p. trovata a Rodi è inciso in greco quasi tutto il salmo 79 (A. Rahlfs, Septua-

giuta Studien, II, Stoccarda 1904-11, p. 14). A Cartagine si rinvenne un vaso di p. con varie scene e tra queste il Buon Pastore (G. B. De Rossi, Memorie sopra un vaso di p. trovato nella Reggenza di Tunisi, in Bull. arch. crist., 1ª serie, 5 [1867], p. 77 sgg. e tav. VIII). Si hanno pure ampolle in p. per olii dei santuari di Palestina, crocette, immagini sacre, anforette (p. es., in O. Wulff, Altchristl. und Mittelalterl. Bildwerbe, Berlino 1909, p. 224 e tav. 55). Un calice di p. fu rinvenuto a Vendreuil ora nel Museo di Rouen (L. De Vesly, Calice de plomb trouvé à Notre-Dame de Vendreuil (Europe), in Bull. archéol. du Comité, 1913, pp. 181-83). Condotti in p. sono quello proveniente da S. Lorenzo al Verano e ora nel Museo Lateranense, con la menzione d'un papa Giovanni del VI sec., ed uno del preposito della basilica a nome Stefano (O. Marucchi, in N. Bull. arch. crist., 8 [1902], p. 198). Una fibula di p. fu edita da G. B. De Rossi (Bull. arch. crist., 3ª serie, 3 [1878], tav. I, nn. 1-2). Lamine traforate di p. furono usate per finestre nel duomo di Palermo, a Monresle nel Duomo e in altre chiese, a S. Antonio di Taormina. Avanzi di p. traforati, uno con la data del 1493, sono tuttora a posto nel rosone della facciata del duomo di Bitetto e con la data del 1597 nel rosone della facciata del duomo di Ruvo. Nel duomo di Barletta (sacrestia) si conserva un portalampade in p. del sec. XI (Enc. Catt., VII, LAMPADA, col. 869).

BIBL.: J. B. D. Cochet, Mémoires sur les cercueils de plomb dans l'antiquité et au moyen-âge, in Précis analytique des travaux de l'Académie de Rouen, Rouen 1868-69, pp. 285-329; 1869-70, pp. 187-238; E. Sicher, Degli inumati in casse di p. e dei trovamenti plumbei in Dalmazia, in Bull. di arch. e storia dalmata, 36 (1913), pp. 20-24; C. Ricci, P. traforati, in Studi romani, 2 (1914), pp. 397-400, tavv. 19-23. E. Junyent, I monum. crist. di Spagna studiati in questi ultimi anni, in Atti del 3º Congr. internaz. di archeol. crist., Roma 1934, p. 269. Enrico Jesi
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“PIOMBO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 939. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/piombo.