PIOMBATORE DELLA CANCELLERIA APOSTOLICA

PIOMBATORE DELLA CANCELLERIA APOSTOLICA. - Tra il personale di Cancelleria addetto alla compilazione e alla spedizione delle bolle pontificie o alla riscossione delle tasse relative, il plumbator è propriamente colui che appone il sigillo plumbeo (v. BOLLA) e provvede alla spedizione del documento. La prima menzione risale al 1198, durante il pontificato di Innocenzo III, con il titolo di bullator, riferito ad una sola persona.

Da allora si ebbero numerose variazioni, sia nel numero (2 sotto Bonifacio VIII, prima 3, poi 2 nei pontificati di Benedetto XII e Clemente VI, 4 con Martino V, di nuovo 2 con Eugenio IV), sia nell’appellativo dei p. della C. A.: bullatores (v.), per tutto il sec. XIII, frates de bulla nel 1367 con Urbano V, bullatores seu sigillatores nel 1412 con Gregorio XII, custodes bullae con Martino V, plumbatores con Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII, e questo titolo prevalse sugli altri e si conservò anche quando tra la fine del sec. XV e il pontificato di Leonce X apparvero

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PIOMBATORE DELLA CANCELLERIA APOSTOLICA - La «vite perpetua» del Bramante per le bolle - Musei Vaticani.

PIOMBATORE DELLA CANCELLERIA APOSTOLICA - PIONIO

ginta Studien, II, Stoccarda 1904-11, p. 14). A Cartagine si rinvenne un vaso di p. con varie scene e tra queste il Buon Pastore (G. B. De Rossi, Memorie sopra un vaso di p. trovato nella Reggenza di Tunisi, in Bull. arch. crist., 1° serie, 5 [1867], p. 77 sgg. e tav. VIII). Si hanno pure ampolle in p. per olii dei santuari di Palestina, crocette, immagini sacre, anfrette (p. es., in O. Wulff, Althcrhistl. und Mittelalterl. Bildwerke, Berlino 1909, p. 224 e tav. 55). Un calice di p. fu rinvenuto a Vendrell, ora nel Museo di Rouen (L. De Vesly, Calice de plomb trouvé a Notre-Dame de Vendrell (Europe), in Bull. archéol. du Comité, 1913, pp. 181-83). Condotti in p. sono quello proveniente da S. Lorenzo al Verano e ora nel Museo Lateranense, con la menzione d'un papa Giovanni del vi sec., ed uno del preposito della basilica a nome Stefano (O. Marucchi, in N. Bull. arch. crist., 8 [1902], p. 198). Una fubula di p. fu edita da G. B. De Rossi (Bull. arch. crist., 3° serie, 3 [1878], tav. 1, nn. 1-2). L'amiante traforato di p. furono usate per finestre nel duomo di Palermo, a Monreale nel Duomo e in altre chiese, a S. Antonio di Taormina. Avanzati di p. traforati, uno con la data del 1493, sono tuttora a posto nel rosone della facciata del duomo di Bietto e con la data del 1597 nel rosone della facciata del duomo di Ruvo. Nel duomo di Barletta (sacresta) si conserva un portalampade in p. del sec. XI (Enc. Catt., VII, LAMPADA, col. 869).

BIBL.: J. B. D. Cochet, Mémoires sur les cercueils de plomb dans l'antiquité et au moyen-âge, in Précis analytique des travaux de l'Académie de Rouen, Rouen 1868-69, pp. 285-329; 1869-70, pp. 187-238; E. Sicher, Degli inumati in case di p. e dei trovatemi plumbei in Dalmazia, in Bull. di arch. e storia dalmata, 36 (1913), pp. 20-24; C. Ricci, P. traforati, in Studi romani, 2 (1914), pp. 397-400, tavv. 19-23. E. Junyent, I monum. crist. di Spagna studiati in questi ultimi anni, in Atti del 3° Congr. inter-naz. di archéol. crist., Roma 1934, p. 269. Enrico Joni