I. SIGILLO
L'uso del sigillo di piombo è di origine bizantina ed era già diffuso nel sec. IV. Fu adottato dai Papi almeno dal sec. VI e continua ad essere adoperato ancora oggi per le b. spedite dalla Cancelleria apostolica; lo ebbero i dogi di Venezia fino alla caduta della repubblica (1797), arcivescovi e vescovi del territorio romano-bizantino (Benevento, Ravenna, Napoli, Canosa), notai di Ravenna, giudici di Sardegna, conti e duchi dell'Italia meridionale (ad es. di Gaeta, di Capua, di Puglia, di Calabria); forse per imitazione della cancelleria pontificia usarono pure il piombo imperatori e re d'Italia (sec. IX), re di Castiglia (sec. XIV) e alcuni comuni, ad es. Pisa, Genova, e Firenze, che lo ebbe per concessione del Papa.Era ottenuto stringendo un piastrino di piombo (o un globo, onde bulla) fra le due valve incise di una matrice, in modo da ottenere un disco schiacciato con impressioni a rilievo da ambe le parti.
In documenti sovrani di particolare importanza fu usato, in luogo del piombo, l'oro, raramente l'argento dorato, solo per eccezione l'argento. Naturalmente, data la durezza di questi metalli, l'impronta era eseguita con tecnica diversa, con incisione a bulino su due lamine rotonde, che poi venivano saldate all'interno. La raccolta di b. d'oro più ricca per varietà di tipi (78 esemplari in 40 tipi) è conservata nei documenti dell'Archivio Vaticano, con sigilli da Federico Barbarossa a Napoleone e fra gli altri un esemplare di Filippo II re di Spagna (1555) di grandezza eccezionale (peso gr. 820). D'uso assai raro è la b. d'oro nei documenti pontifici. Il più antico piombo
pontificio conosciuto è di papa Agapito I (535), conservato però solo in disegno; il più antico originale è di Adeodato I (615-18) nel medagliere vaticano e rappresenta nel recto il Buon Pastore, nel verso porta il nome del Papa. Nelle altre b. fino alla metà del sec. IX il tipo è uniforme e semplice, cioè nel recto c'è solo il nome del Papa al genitivo e nel verso la leggenda PAPAE, con due piccole croci. Leone IV (847-855) e Benedetto III (855-58) hanno il nome del Papa in forma di monogramma, poi fino alla metà del sec. XI il nome è scritto in leggenda circolare intorno ad una stella. Leone IX (1048) aggiunse al nome il numero ordinale e nei piombi dei suoi immediati successori si hanno rappresentazioni diverse, per lo più il busto di s. Pietro con un versetto della S. Scrittura in riferimento al primato. Con Pasquale II (1099) si introduce il tipo che poi è rimasto costante fino ai nostri giorni salvo variazioni stilistiche: nel recto rappresenta le teste di s. Pietro e di s. Paolo, nel verso c'è il nome del Papa in caso nominativo. Solo fa eccezione Paolo II (1464-71), che adottò un tipo diverso ispirato al piombo dei dogi veneti. L'apposizione della b. bullatores (v.).

Bolla - B. di Paolo II (1464-71).
avv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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**BIBLI

Bolla - B. di Clemente XIII (1763) in scrittura bollatica.
OGRAFIA**
- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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**BIBLIOGRAFIA**
- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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**BIBLIOGRAFIA**
- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. applicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale è *Apostolicae sub plumbo litterae*). È piuttosto un termine generico che serve a designare documenti diversi per forma e per contenuto, tenendo conto come di elemento comune del sigillo di piombo, di fronte ad altri muniti del sigillo di cera (i brevi) o sprovvisti affatto di esso (le suppliche, i chirograf, il *motu-proprio*).
- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
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- Tutte le b. cominciano con il nome del Papa seguito dal titolo *episcopus, servus servorum Dei*, che i Pontefici hanno usato regolarmente a partire da s. Gregorio Magno: fino alla fine del sec. X sono scritte su papiro, nella prima metà del sec. XI sono scritte anche su pergamena, poi sono tutte su pergamena fino all'età presente. Sono sempre in latino; quanto al carattere, fu usata fino al sec. XII la scrittura detta curiale romana, nei sec. XII-XIV la minuscola diplomatica, nel sec. XV la gotica corsiva, dal sec. XVI al XIX la scrittura bollatica.
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- *Medaglievre Vaticano*, Milano 1910, specialmente pp. LXXXI-LCI e tavv. A-N; H. Breslau, *Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien*, II, 2a ed., a cura di H. W. Klewitz, Berlino 1931, p. 548 seg.; P. Sella, *Le b. d'oro dell'Arch. Vaticano*, Città del Vaticano 1934.
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II. DOCUMENTO
Prende questo nome qualunque documento munito di sigillo in forma di b. (v. SORA) e in particolare i documenti pontifici.- Il nome di b. aplicato ad essi non è anteriore al sec. XIII e non fu mai d'uso ufficiale (il nome ufficiale

Bolla - B. di Niccolò V (1447-55).
Secondo l'oggetto e la natura giuridica le b. ricevono denominazioni diverse, che variano attraverso i secoli, tanto che non si può stabilire una nomenclatura generale; secondo le forme diplomatiche si distinguono in privilegi e lettere (presso gli autori meno recenti: bullae maiores e bullae minores).
I privilegi costituiscono la classe più importante delle b.; riferendosi a concessioni o riconoscimenti di carattere perpetuo, sono redatti con l'osservanza di formalità solenni e caratterizzati dalla partecipazione personale del Papa, sia Bene Valete (v.), rota (v.) e la firma. I privilegi furono in uso fino al sec. XIV, poi successero in certo modo ad essi le cosiddette lettere concistoriali, dove c'è pure la firma del Papa.
Le lettere, nei secoli più antichi, portarono una subscription autografa del Papa in forma di saluto, a somiglianza dell'uso epistolare romano (ad es.: Deus te incolumem custodiat, carissime fili), ma nessun originale è rimasto anteriore al sec. XI, quando esse avevano perduto questo uso antico ed erano divenute di forme più semplici. Dal sec. XII si distinguono secondo il contenuto: quelle che trasmettono una concessione (litterae gratiosae) hanno il piombo attaccato con fili di seta come i privilegi, quelle che trasmettono un ordine (mandata o litterae executoriae) hanno il filo di canapa. Nel sec. XII si hanno i primi esempi di lettere chiuse (litterae clausae), in cui la chiusura era ottenuta col filo stesso che portava la b., sempre di canapa; nel sec. XIII sorge una nuova classe di lettere (solenni) che hanno nel protocollo iniziale la formula Ad perpetuam rei memoriam o altra simile.
I termini di lettere communes, legendae, curiales e secretae si riferiscono a varie modalità di procedura osservate dalla cancelleria o da altri uffici nella loro spedizione. - Vedi Tav. CIV.