BOLIVIA

BOLIVIA. - Repubblica dell'America meridionale.

I. GEOGRAFIA

Confinante con Perù, Brasile, Paraguay, Argentina e Cile; fra gli Stati andini, l'unico privo di sbocco proprio sul vicino Oceano. Il territorio (1,1 milioni di kmq.) comprende (per ca. un quarto della sua estensione) una zona d'altopiano, con bacini chiusi ed elevate chiostre montuose; per il resto l'ampio, lento declivio con cui da queste si trapassa ai bacini dell'Amazzoni e del Paraguay. La prima alberga nelle sue depressioni con le lacustri senza scolo al mare; il secondo è solcato da possenti fiumane che tributano al Madeira ed al Pilcomayo; là domina la stappa di graminacee o la nuda petraia; qui in parte (a NE) la foresta equatoriale, in parte, col diminuire dell'umidità (a SE), la macchia e la prateria (Chaco). Il suolo è coltivato sopra una superficie limitatissima (2% del totale). La risorsa principale consiste nella produzione mineraria (stagno, bismuto, argento, zinco, oro ecc.). Tutto il paese soffre per le comunicazioni rade e disagevoli; quelle internazionali mettono capo, con ardite ferrovie, ai porti di Arica, Antofagasta (Cile) e Mollendo (Perù), ed alla rete argentina (Tucumán), e si affidano per larga parte (passeggeri e posta) ai mezzi aerei. La B. è una repubblica unitaria, indipendente dal 1825; la sua costituzione è democratica con rappresentanza bicamerale. La popolazione (3,7 milioni di ab. nel 1945) è costituita per oltre la metà di Amerindi (tra i quali i civili Quechua ed Aymarà), per ca. un terzo di meticci, per un settimo di creoli e bianchi, e per il resto di negri. Gli Italiani sono intorno a 1500. Sull'altopiano, dove, al di sopra dei 3 mila metri, vive il 90% della popolazione del paese, sono raccolti i principali centri abitati. La sede del governo è a La Paz (280 mila ab.; 3630 metri d'altezza); la capitale legale a Sucre (35 mila ab.; 2790 metri); altre città degne di nota sono Cochabamba (60 mila ab.; 2557 metri), Oruro (50 mila ab.; 3706 metri) e Potosi (40 mila ab.; 3970 metri). Il culto cattolico è religione di Stato; ad esso appartiene, secondo dati ufficiali, l'84% della popolazione.

Il suolo è coltivato sopra una superficie limitatissima (2% del totale). Tutto il paese soffre per le comunicazioni rade e disagevoli; quelle internazionali mettono capo, con ardite ferrovie, ai porti di Arica, Antofagasta (Cile) e Mollendo (Perù), ed alla rete argentina (Tucumán), e si affidano per larga parte (passeggeri e posta) ai mezzi aerei.

BIBL.: M. J. von Vacand, Bolivien, in Wort und Bild. Aus seiner Vergangenheit, Gegenwart und Zukunft, Berlino 1906; P. Walle, La Bolivie et ses mines, Parigi s. d.; J. Uzarski, B., Natur und wirtschaftliche Verhältnisse, Bonn 1911; L. Crespo, Geografia de la república de B., La Paz 1911; C. Harms Espejo, B. en sus diversas fases principalmente económicas, Santiago de Cile 1922; T. Herzog, Vom Urwald zu den Gletschern der Kordil-tere, Stoccarda 1923; M. J. von Vacand, Bolivien Aufstieg, Berlino 1925; R. Dienst, Im dunkelten Bolivien, Stoccarda 1926; E. Arendt, Streifzüge durch Bolivien, Lipsia 1927; L. Balzan, Viaggio di esplorazione nelle regioni centrali del Sudamerica, Milano 1931; A. Kanter, Der Gran Chaco und seine Randgebiete, Amburgo 1936.

Giuseppe Caraci

II. STORIA CIVILE ED ECCLESIASTICA

Fino alla sua separazione dalla Spagna, questa regione era chiamata Alto Perù, ma era molto più estesa tanto da raggiungere tre milioni di kmq., così anche la popolazione indigena nel sec. XVI era molto più numerosa di oggi, essendo in seguito stata decimata dalle guerre, dalla peste e dai vizi im-

portati dagli europei, i quali vi andarono in gran numero, attratti dalle ricchissime miniere specialmente d'argento del Potosi. Esiste nel paese una grande diversità di razze e di civiltà; gli europei, principalmente spagnoli, fondarono accanto alle ricche miniere colonie di popolazioni bianche e si provarono a ridurre a vita civile gli indomiti indiani, i quali manifestano ancora i caratteri delle diverse zone, giacché la nazione può considerarsi geograficamente divisa in tre parti: l'interandina, l'amazzonica, e della Plata. Sono tutte e tre zone molto montuose, ciò che nel passato rese difficile la penetrazione della cultura europea e cristiana specialmente nella regione delle Ande. A questo concorso anche la pluralità delle lingue antiche, tra le quali il quechua e l'aymarà, senza parlare di quaranta dialetti. La civilizzazione del paese sembra sia incominciata dalla parte vicina al Perù e alla Colombia.

La storia civile ed ecclesiastica della B. dopo la scoperta, s'identifica in gran parte con quella del Perù, perché l'attività colonizzatrice degli Spagnoli si limitò all'altopiano, che come provincia (Audiencia) dell'Alto Perù o Charcas faceva parte integrante del Viceregno

del Perù. Le pianure del nord e dell'est rimanevano agli indiani, i quali furono compresi in parte soltanto nell'azione missionaria. La parte occidentale della B. attuale, l'altopiano di Charcas, all'epoca della conquista spagnola del 1559, apparteneva al regno degli Incas. Nel 1776 il territorio fu annesso al Viceregno di Buenos Aires di recente formazione.

La conquista della B. fu iniziata dai fratelli Ferdinando e Gonzalo Pizarro e compiuta attraverso durissime battaglie con gli indiani. Pacificato in gran parte il paese, procedettero i vincitori alla formazione di alcune importanti città, la principale delle quali fu la Plata, prima chiamata Chugnisaca o Las Charcas, detta così

a cagione delle ricchissime miniere d'argento della stessa contrada. Il suo fondatore, nel 1538, fu il capitano Pedro Anzures; quello della città di La Paz nel 1548 fu il viceré Pietro La Gasca che la chiamò in tal modo per la pace ottenuta dopo la vittoria sui ribelli guidati da Gonzalo Pizarro. La costruzione di Cochabamba fu iniziata nel 1575 da Girolamo d'Osorio; un anno prima era stata fondata la città di Tarija; nel 1592 quella di S. Cruz de la Sierra e nel 1604 Oruro. Contemporaneamente alla conquista s' iniziò l'evangelizzazione del paese, ad opera dei Domenicani e più ancora dei Francescani. Nel 1551 Charcas o La Plata, attualmente Sucre, fu eretta in diocesi. I Francescani nel 1565 fondarono la provincia di S. Antonio

de las Charcas, la quale nel sec. XVI e XVII provvedeva a 17 « doctrinas » o stazioni missionarie tra gli Indiani dell'Alto Perù. Al principio del sec. XVII la gerarchia ecclesiastica fu completata con l'erezione delle diocesi di S. Cruz de la Sierra (1605) e di La Paz (1608) e con l'elevazione di Charcas ad arcidiocesi (1609).

Durante il sec. XVI l'attività missionaria si era limitata all'altopiano occidentale dell'attuale B. e nel sec. XVII la missione cominciò ad estendersi verso nord e verso est. Nel 1632 i Gesuiti tentarono, in un primo tempo senza frutto, la conversione dei Chiriguanos nel Chaco. Nel 1668 iniziarono la missione tra i Mojos del nord, fondando nel 1684 la prima Riduzione: Loreto. L'opera delle Riduzioni tra i Mojos e le tribù limitrofe ottenne buoni risultati. Nel 1752 la missione contava 21 Riduzioni con più di 35.000 cristiani. Parimente efficace fu il lavoro dei Gesuiti tra i Chiquitos dell'est, iniziato nel 1691 per mezzo del martire José de Arce; nel 1767 la missione comprendeva 10 villaggi con 22.000 cristiani. Per l'espulsione dei Gesuiti nel 1767 le Riduzioni furono distrutte; passarono nelle mani del clero diocesano di S. Cruz de la Sierra, il quale però era troppo poco numeroso per continuare la missione. Perciò i cristiani si mescolarono di nuovo con gli indiani pagani, dando luogo ad un miscuglio di costumi cristiani e pagani che poi costituì un baluardo quasi inespugnabile.

Article illustration
BOLIVIA - Circoscrizioni ecclesiastiche: 1. Confini di Stato; 2. Confini di provincia; 3. Confini di circoscrizioni ecclesiastiche; 4. Ferrovie.
Nel frattempo i Francescani avevano (1692) ripreso il lavoro tra i Chiriguanos del Chaco. Il collegio missionario di Tarija, fondato nel 1754, ne fu continuatore. Fino al 1810 furono fondate 22 missioni con 16.000 cristiani. Il lavoro del collegio di Tarata, fondato nel 1796, tra i Tucacares, fu ben presto disturbato dalle guerre per l'indipendenza, le quali purtroppo distrussero anche la missione tra i Chiriguanos del collegio di Tarija. Il p. Andrea Herrera O.F.M., dal 1813 missionario nel nord-est della B., dove, nonostante le guerre, continuava imperturbato la sua opera, reclutò in Europa missionari per i collegi di Tarija e Tarata ed eresse 2 nuovi collegi, quello di La Paz del 1815 e quello di Sucre nel 1837 a cui seguiva il collegio di Potosi nel 1844. Questi 5 collegi dei Francescani erano i centri dell'attività missionaria tra le tribù indiane del sud, est e nord della B., finché non si ebbe una riorganizzazione della situazione ecclesiastica e missionaria.

Già nel 1847 era stata eretta la diocesi di Cochabamba. Seguirono poi nel 1924 la diocesi di Oruro, Potosi e Tarija. Nel 1943 La Paz fu elevata ad arcidiocesi con le suffragane di Cochabamba e Oruro; ritenendo Sucre le suffragane di S. Cruz de la Sierra, Potosi e Tarija. Con l'erezione del vicariato apostolico del Beni nel 1917 s'iniziò pure la riorganizzazione delle missioni, fino a quell'epoca dipendenti dai collegi. Le missioni furono affidate alle Province europee dell'Ordine francescano: Beni alla Provincia di Andalusia incorporandosi i collegi di Sucre e di La Paz, Chaco, eretto a vicariato apostolico nel 1919, alla Provincia toscana insieme ai collegi di Tarija e di Potosi. Nel 1925 la prefettura apostolica di Pilcomayo fu eretta con territorio del vicariato apostolico di Chaco e affidata agli Oblati di Maria Immacolata; nel 1934, dopo la guerra tra B. e Paraguay, il territorio di Pilcomayo passò dalla B. al Paraguay. Il collegio di Tarata con le sue missioni passò nel 1930 alla vecchia provincia boliviana S. Antonio de las Charcas. Nel 1930 fu eretto il vicariato apostolico di Chiquitos e affidato alla Provincia tirolese dei Francescani. Nel 1942 si distaccarono le regioni occidentali del vicariato di Beni erigendo i vicariati di Pando per i Missionari di Maryknoll e di Reyes per i Redentoriati.

Riassumendo, oggi, la B. ecclesiasticamente è divisa in due sedi metropolitane: La Paz con le sedi suffragane di Cochabamba e Oruro, e Sucre con le suffragane di Potosi, S. Cruz de la Sierra e Tarija; e cinque vicariati apostolici: Chaco, Chiquitos, Beni o El Beni, Pando e Reyes. Il governo ha una rappresentanza diplomatica presso la S. Sede, e viceversa.

BIBL.: P. G. Mussani, Noticias históricas sobre los Misiones de B., Parigi 1854; A. M. Corrado, El Colegio Franciscano de Tarija y sus Misiones, Quarachchi 1884; I. Cardús, Las Misiones franciscanas entre los infieles de B., Barcelona 1886; J. M. Camacho, Historia de B., La Paz 1906; L. Paz, Historia general del Alto Perú, hoy B., Sucre 1919; A. Astrin, Historia de la Compañía de Jesús en la Asistencia de España, VI, Madrid 1920, pp. 542-741; VII, ivi 1925, pp. 348-71, 490-92; G. Arcila Pabledo, La Orden Franciscana en la America Meridional, Roma 1948, pp. 189-232. Giovanni Rommerskirchen

III. ORDINAMENTO ECOLASTICO

Il sistema scolastico si basa su quello stabilito il 22 nov. 1872 ed ampliato il 15 genn. 1874. L'istruzione di primo grado viene impartita nelle scuole primarie, elementari e secondarie le quali insieme formano la scuola popolare. L'istruzione di secondo grado viene chiamata collegiata e si divide in liceale e collegiale propria. L'istruzione di terzo grado si chiama professionale e si divide in scientifica, artistica e in quella applicata al lavoro.

I licei o collegi hanno la durata di cinque anni. Le scuole professionali boliviane sono da considerare come facoltà universitarie staccate e si dividono in scuole di

medicina che conferiscono il titolo di dottore, in scuole di scienze ecclesiastiche che conferiscono il titolo «licenciado», in collegi per i maestri che conferiscono il titolo di «baccalaureato in lettere» o «nelle scienze», in scuole di giurisprudenza che conferiscono il titolo di «abogado».

In B. si designano per scuole professionali la «Facultad de derecho y ciencias sociales de la República», l'«Escuela de odontología», l'«Instituto nacional de comercio», il Conservatorio nazionale di musica, l'Accademia nazionale di belle arti, l'Istituto agronomico e veterinario, il Collegio militare e il Collegio dell'aeronautica.

Le università sono le seguenti: «Real y pontificia universidad de s. Francisco Javier» a Sucre, fondata nel 1623, «Universidad de Gabriele René Moreno» a Santa Cruz, «Universidad de Thomas Frias» a Potosi, «Universidad de Juan Misael Saracho» a Tarija, «Universidad de Mariscal Andrés» a Santa Cruz e la Università di Stato a La Paz.

BIBL.: N. Andrew, N. Cleven, The Political Organisation of B., Washington 1940. Stumpf Miroslav
Cite this article

“BOLIVIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1023. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bolivia.