BIELORUSSIA (RUSSIA BIANCA). - Una delle 16 Repubbliche federate costituenti l'U.R.S.S.
Proclamatasi autonoma nel 1918 e adottato il regime sovietico nel 1920, fu riconosciuta dal nuovo governo russo il 16 genn. 1921; entrò poi a far parte dell'U.R.S.S. come Stato federato il 30 dic. 1922. Il suo territorio, che in origine comprendeva soltanto quella parte dell'antico governo di Minsk che non era stata annessa alla Polonia (59,6 mila kmq. con 1,6 milioni di ab.), venne ampliato verso oriente nel 1924-26 con l'aggregazione degli antichi governi di Vitebsk (eccettuata la Lataglia passata alla Lettonia) e di Mogilev. Alla vigilia della seconda guerra mondiale la B. si estendeva su 126,6 mila kmq. e contava 5,6 milioni di ab. Avvenuto, nel sett. 1939, il crollo della Polonia, la B. ne incorporò i territori a N. del Pripet, salvo la zona di Vilna ceduta alla Lituania, e divenne così uno Stato di 226 mila kmq. con 10 milioni di ab. Nel luglio 1941, invasa dai Tedeschi, venne aggregata al Commissariato dell'Ostland; liberata dai Sovietici nell'estate del 1944, venne ricostituita nelle frontiere del 1939, salvo la cessione del settore Bialystok-Suwalki (11 mila kmq. con ca. 600 mila ab.) alla nuova Repubblica polacca.
Attualmente la B. si estende su 215 mila kmq. e conta 9,4 milioni di abitanti.
Nel 1926 i Bielorussi (che appartengono, come gli Ucraini ed i Grandi Russi, alla famiglia slavo-russa) formavano l'81% della popolazione (di fronte ad appena l'8% di Grandi Russi).
Il loro nome è dovuto alla prevalenza del bianco (bielo) nei loro costumi tradizionali; la loro individualità trova espressione in un tipo fisico più snello e delicato delle altre genti russe, e nella lingua, abbastanza ben differenziata nell'ambito del dominio slavo-orientale. Dopo la recente guerra è diminuito il numero degli Ebrei (8,2%

BieLla - Esterno del Battistero (secc. x-xi).
nei 1926) viventi nelle città bielorusse, e lo stesso è probabilmente avvenuto delle altre minoranze ebraiche (Polacchi). La percentuale della popolazione urbana era cresciuta assai poco nel periodo prebellico (dal 17 al 25% fra il 1926 ed il 1939), mentre rimaneva notevole il flusso dei Bielorussi verso le regioni settentrionali dell'U.R.S.S. e la Siberia. L'analfabetismo invece era sceso dal 47 al 21% nello stesso periodo.
Minsk (in bielorussco Mensk), sopra un affluente della Bercsina, è la capitale della B.; contava 239 mila ab. nel 1939 (di cui 2/5 israeliti). Vitebsk (167 mila ab.), Gomel (144) e Mogilev (99) sono, dopo la capitale, i soli centri abitati che superino o si avvicinano ai 100 mila ab. Il notevole spostamento verso occidente del confine europeo dell'U.R.S.S. ha alquanto mutato la posizione strategico-commerciale di questi centri, senza tuttavia alterare sostanzialmente la funzione della B., che rimane una delle zone marginali più delicate di tutto il sistema sovietico.
Per la storia ecclesiastica, V. RUSSIA.