BIELLA, DIOCESI di. - Città del Piemonte, prov. di Vercelli, chiamata nei documenti Buiella o Bugella. Fu eretta in diocesi da Clemente XIV, ad istanza di Carlo Emanuele III, col breve Praecipua demandati nobis, del 1 giugno 1772, smembrandone il territorio dalla diocesi vercellese. Soppressa da Pio VII, per volere di Napoleone, il 1º giugno 1803, fu ristabilita dallo stesso Pontefice col breve Beati

(fot. Min. p. i.)
La diocesi di B. ha 150.000 ab., 123 parrocchie, 219 sacerdoti secolari, 46 sac. regolari, 12 case religiose maschili e 122 femminili (1948). Patrono s. Stefano protomartire. Il cristianesimo dovette diffondersi nel Biellese per opera diretta di s. Eusebio di Vercelli (340 ca. 370). Dalla regione delle miniere aurifere, già note a Strabone (V, 1, 12), e a Plinio (Nat. Hist., XXXIII, 21), chiamata Bessa, sarebbe oriundo quel sacerdote Marcellino ricordato in un carme vercellese della Silloge Palatina. Certamente esercitava in B. il suo apostolato (metà ca. sec. vi) il prete «nomine Albinus», di cui è venuta in luce, nel 1872, l'iscrizione sepolcrale. B. passò alla mensa vescovile di Vercelli nel corso del sec. x, per donazione di Berengario II e Adalberto, come risulta dal diploma di Ottone III, del 7 maggio 999, ammesso che il passo non sia interpolato. Dalla donazione di Carlo il Grosso, del 16 marzo 882, non si possono trarre conclusioni certe essendo il diploma manipolato (cf. MGH, Diplomata, II, Berlino 1937, p. 92, ed. da P. Kehr). Il Capitolo della collegiata di S. Stefano, di cui si ha notizia sin dal 1027, e il comune, risalente agli inizi del sec. XIII, furono non poche volte in contrasto col vescovo di Vercelli, fino a giungere al clamoroso imprigionamento del vescovo Giovanni Fieschi (1377). Due anni dopo B. si sottraeva al vescovo di Vercelli per darsi ad Amedeo VI di Savoia.
Tra i principali monumenti si devono ricordare: in B. Piano, la parte più antica della città, il battistero a pianta centrale con 4 absidiole (secc. x-xi) con resti di pitture della fine del sec. XIII; il campanile (sec. XIII) dell'antica collegiata di S. Stefano, demolita nel 1872; la chiesa di S. Sebastiano (1504); la Cattedrale, chiamata dopo il 1772 S. Maria Maggiore e S. Stefano Nuovo (sec. xv, con rifacimenti fine sec. XVIII - inizio XIX); in B. Piazzo (placium o plazium), creata nel 1160 dal vescovo
di Vercelli Uguccione, la Chiesa di S. Giacomo del sec. XIII in parte rifatta nel sec. XVI. Ricchi sono gli archivi: capitolare (carte sec. XI in poi), comunale (in parte catalogato, carte dall'882 in poi) e notarile, oltre quelli privati. La biblioteca del Seminario Maggiore, fondata dal vescovo Canaveri (1797-1803), è aperta anche al pubblico. Ebbe la sua importanza la Badia dei SS. Salvatore e Giacomo della Bessa, dotata dal vescovo di Vercelli, Rainerio, nel 1089. Tra i Santuari sono da ricordare: Oropa (v.), Graglia (Madonna di Loreto), costruito nel sec. XVII, e s. Giovanni Batt. d'Andorno. Particolarmente interessante il «ricetto» di Candelo, fortezza-ricovero (secc. XIII-XIV). A Cavagli sarebbe nato, sul finire del sec. XII, l'abate Giovanni Gersen, al quale da alcuni si attribuisce il De imitatione Christi (v. IMITAZIONE DI CRISTO).