BOEMIA. -
I. GEOGRAFIA
Regione dell'Europa centrale, corrispondente al bacino superiore dell'Elba (Labe, in ceco), vale a dire ad un quadrilatero chiuso d'ogni parte da rilievi (l'Erzgebirge, o Krušné Hory a NO.; i Monti dei Giganti o Krkonoše ed i Sudeti a NE.; le colline moravo-boeme a S.; e la selva boema o Šumava ad O.), che così la isolano dalle confinanti zone della Baviera, Sassonia, Prussia, Moravia ed Austria. Nonostante la sua modesta estensione (52.062 kmq., ca. tre volte quella del Lazio) la B. è paese d'aspetto, di risorse e di attitudini assai varie. Dei settori montani periferici, solo quello occidentale ha ben conservato l'originario manto boschivo, sul cui sfruttamento è imperniata, in sostanza, l'economia locale; tanto i Krušné Hory, quanto i Sudeti, invece, sono da tempo
Il clima, prettamente continentale, con inverni freddi (-3°) ed estati calde (20°) nelle zone pianeggianti, ha piogge abbondanti, ma ben distribuite per l'agricoltura. Le regioni marginali, più umide e più fredde, rimangono nel dominio della foresta (da 40 a 60% del territorio). La popolazione, che non raggiungeva il milione di ab. alla metà del sec. XVII, ne aveva 6.300.000 al principio del nostro, e 6.800.000 nel 1910, per scendere a 6.700.000 nel 1921 (conseguenza della prima guerra mondiale e del forte movimento emigratorio). Il censimento del 1930 rilevava 7.109.376 ab. (137 a kmq.; presso a poco l'indice della Liguria), dei quali 1/3 Tedeschi. Dopo la sconfitta della Germania e la ricostruzione dello stato cecoslovacco, questi ultimissono stati trasferiti nella immensa maggioranza nelle zone di occupazione americana e sovietica in Germania, e la popolazione della B. si è ridotta nel 1947 a 5.626.566 ab. (108 a kmq.).
Nelle aree marginali così spopolate verranno insediati nuclei boemi provenienti dall'interno della Cecoslovacchia e dall'estero. Quali saranno le ripercussioni che questi eventi avranno sulla struttura economica della B., non è dato ancora prevedere. Prima dell'ultimo conflitto mondiale oltre 2/5 della sua popolazione era dedito alle industrie e meno di 1/3 all'agricoltura ed alla silvicoltura; l'una e l'altra attività possibili e sviluppate in grazia di un attivo commercio interno (Moravia, Slovacchia, Rutenia subcarpatica, quest'ultima passata all'U.R.S.S.) ed internazionale.
Dei centri abitati, Praga, capitale tradizionale del paese, si avvicina oggi al milione di ab. (921.000 nel 1947); un altro, Plzeň, supera i 100.000 (118.000 alla stessa data) e una dicina di altri oltrepassano i 20.000 (Ústí nad Labem, Liberec, Hradec Králové, Kladno, České Budějovice, Karlovy Vary, ecc.).
Giuseppe Caraci
II. STORIA
Questo paese rimasto ad oriente delle regioni occupate dai Romani, abitato dai Qundi e dai Mareomanni, è ricordato da Tacito, Strabone e Velleio Patercolo. Le popolazioni primitive furono soverchiate nel sec. VI da tribù slave giunte d'oltre i Carpazi che vi stabilirono i loro primi ordinamenti statali. Poste in crisi da invasioni avare e franche, trovarono nello slavo principe. Samo un capo valente che riuscì nel sec. VII a costituire un regno; questo però alla sua morte si sfasciò. Con il pre-
valere dei Franchi in Germania ed in Italia i Boemi o Cechi, come furono anche chiamati, ne subirono l'influenza non solo politica ma anche religiosa; ma la decadenza dell'Impero dopo Carlomagno, favorì il sorgere, durante il sec. IX, del regno della grande Moravia, nel quale anche la B. era inclusa, sotto il principe Mojmír. Il suo successore Rostislao venne a trovarsi così fra il nascente regno di Germania e l'impero di Costantinopoli in una zona soggetta ad una duplice influenza; senza rompere i rapporti con Roma egli accolse in Moravia i due apostoli Cirillo e Metodio che venivano dall'Oriente e favorì Metodio che papa Adriano II nominò arcivescovo di Pannonia.
Svatopluk (871-94) successore di Rostislao, continuò la politica del suo predecessore. La grande invasione ungara dei primi del sec. X, insinuandosi nella valle del Danubio, separò l'Oriente bizantino dall'Occidente, stroncando quel regno che rimase isolato e costringendo la B. a più diretto contatto con la Germania e con l'Occidente.
Pier Fausto Palumbo
Durante il sec. X si andò consolidando il ducato di B. sotto la dinastia dei Přemyslidì che ebbe come sua capitale Praga città allora nel suo primo sorgere. Il principe Venceslao (v. : 920-29) regolò con un trattato le relazioni con Enrico I re di Germania, orientando decisivamente in tal modo verso l'Occidente i destini della B.; in pari tempo favorì lo sviluppo del cristianesimo
latino nel paese. Cadde vittima della reazione guidata dal fratello Boleslao e fu venerato come santo tutelare della nazione; e l'impulso da lui dato non si arrestò più.
Sotto Boleslao II fu eretto il vescovato di Praga (973) staccatone il territorio dal vescovato di Ratisbona ed assoggettandolo alla metropoli di Magonza: il primo vescovo fu un sassone, seguito ben presto dal ceco s. Adalberto che fondò a Břevnov presso Praga il primo monastero con monaci benedettini condotti da Roma. La B. uni i propri destini con quelli politico-religiosi della contermine Germania, tentando di allargare i propri confini. Il Přemyslide Ottocaro I (m. nel 1230) ottenne da Filippo di Svevia re di Germania la corona regia ereditaria (1190) come feudo dell'impero; dipendenza solo formale che comportava però il diritto di partecipare con gli altri principi all'elezione dell'imperatore. Ottocaro II (m. nel 1278) aspirò a succedere agli estinti Babemberg nei ducati d'Austria e Carintia, nella Stiria e nella Carintia, ma ebbe contro di sé il re d'Ungheria e il re Rodolfo d'Asburgo, dal quale fu vinto. Suo figlio Venceslao IV ebbe nel 1300 anche il regno di B. (cf. Dante, Purg., VII, 97 sgg.), ma con lui nel 1305 ebbe fine la dinastia, alla quale successe quella di Lussemburgo, sotto la quale insieme con l'allargarsi della colonizzazione tedesca, e senza ledere l'indipendenza nazionale, si sviluppò nella B. una nuova corrente di civiltà in corrispondenza con quella che abbracciava tutta l'Europa occidentale. Fu particolarmente sotto Carlo I (poi imperatore Carlo IV) che questa corrente raggiunse il maggiore splendore nelle arti, nelle lettere, nelle scienze; fu fondata l'Università di Praga; furono costruiti edifici monumentali; la diocesi di Praga fu elevata ad arcivescovato.
Però cominciò anche ad accentuarsi una corrente riformatrice ed una tendenza antigermanica che scoppiarono violente sotto Venceslao IV re ed imperatore per opera di Giovanni Hus e dei suoi discepoli poi presero un carattere spiccatamente nazionale e politico per opera di Giovanni Žižka. Le guerre si fecero più aspre sotto il regno di Sigismondo fratello di Venceslao, re d'Ungheria insieme ed imperatore, e tennero in agitazione non solo la B., che ne risultò rovinata, ma anche i paesi vicini.
Nel 1526 la B. passò sotto il dominio di Ferdinando d'Asburgo poi imperatore e seguì le sorti di questa dinastia, subendo un processo costante di germanizzazione che nel sec. XVIII minacciava di assorbire completamente quanto ancora rimaneva di nazionalità ceca. Fu solo con il 1848 che un più forte spirito patriottico cominciò a farsi sentire assieme al bisogno d'indipendenza e al sorgere della letteratura e della lingua nazionale, mentre facendo capo alla tradizione di Hus ed a Žižka, in opposizione agli Asburgo, si radicavano anche pregiudizi religiosi anti-romani. Aspre furono le lotte al Parlamento di Vienna a tale proposito, le quali cessarono solamente quando, alla fine della guerra mondiale, nel 1918, la B. cominciò a far parte della repubblica indipendente cecoslovacca.
Per le ulteriori notizie ecclesiastiche, la letteratura, l'arte e l'ordinamento scolastico, V. CECOSLOVACCHIA.