BOEMI, FRATELLI

BOEMI, FRATELLI. - Sotto questo nome vengono talvolta confusi tre gruppi di cretici, i quali, benché riconoscano tutti come loro capostipiti i boemi Gio- vanni Hus e Girolamo di Praga, pure hanno vicende ed anche dottrine differenti. I tre gruppi sono:

I. HUSsITI

L’eresia hussita è molto simile a quella di Wyclif (1324-84), le cui dottrine si propagarono nella Boemia in occasione delle relazioni tra questo paese e l’Inghilterra, quando Anna di Boemia (1347-1378) sposò Riccardo II, re d’Inghilterra (1377-99). I due propugnatori principali furono Giovanni Hus (1373-1415), donde il nome di hussiti, e Girolamo di Praga (m. nel 1415). Le loro dottrine, benché non così radicali come quelle di Wyclif, praticamente di- struggevano la gerarchia ecclesiastica e gli ordini re- ligiosi (cf. Denz-U, 657-89). Per porre fine all’eresia, i due capi, con salvacondotto dell’imperatore Sig- smondo (1411-137), si presentarono nel Concilio di Co- stanza (1414-18), dove, secondo alcuni autori contro ogni diritto, secondo altri per non avere osservate le condizioni del salvacondotto di non fare cioè pro- paganda delle loro dottrine, furono condannati a morte. La loro morte, a cui fece seguito la persecuzione dei loro seguaci, irritò i Boemi e fece scoppiare la guerra degli hussiti. Sotto questo nome sono compresi anche i taboriti, dalla città di Tábor; gli orobiti, dalla città di Oreb; gli utraquisti o calistini, eretici che volevano la Comunione sotto le due specie, e gli orfaniti, eretici capitanati da Žižka i quali, dopo la morte di lui non vollero riconoscere nessun altro capo. Tutti costoro, benché divisi e nemici, si univano quando si trattava di muovere guerra o di difendersi. Sotto la direzione di Žižka, il regno di Boemia fu teatro di lotte sangui- nose. Morto lui, nel 1424, prese il comando Procopio il grande, che estese ancor più il teatro della guerra. Finalmente, stanchi tutti delle lotte e degli orrori che avevano desolata quasi tutta l’Europa centrale, gli hussiti, invitati dal Concilio di Basilea, presentarono ai Padri congregati i loro famosi quattro punti. Le trattative furono lunghe e difficili; gli hussiti si riti- rarono, e l’imperatore, al quale premeva di fare la pace, indusse il Concilio a mandare alcuni delegati a Praga, e finalmente nel 1436 si venne ad una intesa, mediante la concessione di quanto volevano, però con l’aggiunta di alcune spiegazioni, e si firmarono da ambedue le parti le celebri «Compactata».

Le « Compactata »: a) I peccati, soprattutto quelli pubblici, devono essere puniti, secondo la legge di Dio, per cosi quorum interest. Fu approvato, ma con la spiegazione che il castigo non poteva essere imposto da particolari, ma riservato all'autorità pubblica. — b) La parola di Dio deve essere predicata liberamente. La spiegazione aggiunta fu che non si doveva intendere che chiunque lo potesse fare, ma solo chi fosse approvato dai superiori legittimi. — c) Non è permesso ai chierici avere beni temporal

i. La spiegazione, fondata su una dichiarazione fatta dagli stessi lussiti, distingue uno il clero secolare dal regolare, fu che gli ecclesiastici che non hanno fatto voto di povertà, erano obbligati ad amministrare fedelmente i beni della Chiesa loro commessi, i quali però non potevano essere posseduti ingiustamente

d) La comunione sotto le due specie fu concessa ai laici, purché si conformassero in tutto alla Fede ed alle cerimonie della Chiesa universale, ed il sacerdote, nel dare la comunione, rammentasse loro che la Carne di Nostro Signore non è solo sotto la specie del pane, né il Sangue solo sotto la specie del vino.

Alcuni gruppi di lussiti, come i taboriti, protestarono contro le « Compactata » ma poco dopo si venne anche con essi ad un accordo. Tra gli scontenti però sorse una nuova forma di eretici, quella dei cosiddetti f. B.

II. F. B. — I Boemi che non vollero accettare le « Compactata » si riunirono, capeggiati da Pietro Chelčický, membro della bassa nobiltà boema, e furono favoriti da Giovanni Rocyczana (Rokyčana), capo degli utuquisti. Quando furono perseguitati, questi offrì loro un rifugio a Kunwald. I F. B. ammettevano la dottrina di Hus, condannavano il giuramento, la professione militare, gli onori concessi a qualsiasi ufficio, il diritto di punire alle autorità anche civili e ogni sorta di gerarchia. Non erano comunisti, ma insegnavano che i ricchi dovevano amministrare i loro beni per i poveri, ecc. Nella riunione di Lhotka (1467) adottarono solennemente questa dottrina e si chiamarono « Unitas Fratrum » o anche « F. B. ». Durante il periodo che scorse fino alla pseudoriforma di Luttero, ebbero alcuni dirigenti notevoli, come Procopio di Neuhaus, e soprattutto Luca di Praga, che è considerato come il secondo fondatore dell’« Unitas Fratrum ».

Le relazioni che in questo tempo ebbero con i valdesi sono oscure, né si sa come possono dire che il loro primo vescovo, Mattia di Kunwald, sia stato consacrato da un vescovo valdese, non riconoscendo i valdesi tale dignità. Nel 1535, imitando i luterani che avevano presentato la confessione di Augusta, formularono anch’essi la loro Confessio fidei ac religionis e nel proemio della Summa ratiogue fidei ac dogmata dicono di seguire la dottrina di Giovanni Hus virum nulla unquam saeculorum serie obliturandum, di Giovanni Rokyczana e di Pietro Chelčický; mantengono le quattro proposizioni hussite senza le spiegazioni e si lagnano di essere chiamati eretici. Gli articoli o « Themata Confessionis » sono 20, e in essi sono mischiate le dottrine di Hus e di Luttero. Nel 1575 presentarono di nuovo prima all’imperatore Massimiliano II (1564-76), poi al suo successore Rodolfo II (1576-1612), una nuova confessione di fede, distribuita in 25 articoli, anche questi di sapore hussita e luterano. Durante questo ultimo periodo si fece la traduzione della Bibbia detta di Kralickz. Il Nuovo Testamento fu tradotto nel 1564 ed il Vecchio Testamento dal 1579 al 1593. Al principio del sec. XVII insorsero contro l’imperatore Ferdinando II (1619-37), riconoscendo come imperatore l’elettore Federico. Sconfitti nella battaglia della Montagna Bianca (1620), si dispersero e per la persecuzione che ne seguì, molti si ritirarono nella Polonia con il celebre Comenius (J. A. Komenský, 1592-1670). Alcuni F. B. rimasti in patria, sapendo che gli emigrati nella Bassa Lusazia si trovavano bene, emigrarono anch’essi in questa regione, e furono accolti generosamente dal conte Zinzendorf.

III. Fratelli Moravi

Il conte Zinzendorf non solo li ricevette bene, ma anche li riunì nella sua proprietà di Herrnhut (donde anche il nome di Herrnhutiani). Al principio li volle convertire al luteranismo ed al pietismo che gli aveva inculcato lo Spener, ma di fronte alla loro resistenza, gli parve meglio di conservarli come erano. Diede loro il nome di Fratelli Moravi e li spinse alle missioni. Fu perciò la prima settimana di festa che si assunse il compito di evangelizzare il mondo. La mancanza di una confessione propria, perché appena meritato questo nome le Litanie pubblicate nel 1749, suscitò loro molti nemici, che li accusarono soprattutto di antinomismo. Ciò si poteva dedurre da alcuni dei loro scritti che pubblicarono. Pare che lo stesso Wesley abbia per questo roto ogni relazione con essi. In ogni caso sono ostili alle dottrine della Chiesa cattolica. In generale gli autori protestanti che parlano di essi, li elogiano per la loro vita tranquilla e morale e per il loro zelo delle missioni. Le missioni dei Fratelli Moravi hanno tre centri principali; quello di Inghilterra con l’India (Kashemir), la Palestina, il Tanganyika e le isole delle Antille; quello degli Stati Uniti con missioni nell’Africa (Sierra Leone), nella Cina (Kwangtung), nelle Isole Filippine, in Portorico e in Nicaragua; e quello della Germania con missione nell’Africa del sud. Questi tre rami formano la Chiesa internazionale dei Fratelli Moravi o « Unitas Fratrum ».

IV. Chiesa nazionale Ceca

Una reviviscenza dell’hussitismo pare sia stata, in questi ultimi tempi, la Chiesa nazionale cecoslovacca. In essa si ristabiliva la comunione sotto le due specie, si sopprimeva il celibato obbligatorio dei preti, si introduceva la lingua ceca nella liturgia, ecc. Ad alcuni anglicani, come al Fynes-Clinton, questo movimento hussita parve essere « più sincero e più profondo che una unione diplomatica o finanziaria e lo stimò la vera eredità di S. Cirillo e di S. Metodio ». Al principio si disse che la nuova Chiesa aveva un milione di aderenti; dopo breve tempo scesero a 150.000 e finalmente ad un esiguo numero. Cadde presto in dispregio a cagione delle scissioni e della condotta dei suoi fondatori e dirigenti.

RBL.: J. Lenfant, Hist. de la Guerre des Huesites et du Concil de Basle, Amsterdam 1731; A. G. Spangberg, The life of Nicolaus Lewis Count Zinzendorf, trad. di S. Jackson, Londra 1838; H. A. Niemeyer, Collectio Confessionum in Ecclesii Reformatis pubblicaturum, Lipsia 1840; E. Bonnechose, The Reformers before the Reformation (trad. di C. Mackenzie), Edimburgo 1844; V. KRAŚINSKI, ZYGMUNT, Sketch of Religious History of the Avonic Nations, 2ª ed., 1811, pp. 24-76; J. Roche, Moravien Heresy, Dublino 1851; A. Reus, La destruction du protestantisme en Bohème, nuova ed., Parigi 1868; H. Hutton, A Hist. of Moravian Missions, Londra 1922; J. Müller, Geschichte der Böhmischen Brüder, 2 voll., Herrnhut 1922-30; J. Pekář, Zlčka i jeho doba, 3 voll., Praga 1928-30.

Camillo Crivelli