PRAGA, ARCIDIOCESI di. - Città capitale della Cecoslovacchia e arcidiocesi situata nel centro della Boemia sulle rive della Moldavia, eretta su 7 colline. Per la sua posizione e le moltissime chiese è chiamata la «Roma del nord», per le sue numerose torri la «città dalle cento torri», per la sua bellezza naturale e quella d'arte la «città d'oro».
L'arcidiocesi conta 15.000 kmq. con una popolazione di 2.943.868 ab. dei quali 2.052.154 cattolici, distribuiti in 604 parrocchie, servite da 607 sacerdoti diocesani e 314 regolari; ha 43 comunità religiose maschili e 127 femminili (statistiche del 1949: Ann. Pont., 1952, p. 328).
P., eretta diocesi nel 973 da Benedetto VI, fu elevata ad arcidiocesi nel 1344 da Clemente VI. I patroni principali sono s. Venesslao e s. Giovanni Nepomuceno. Diocesi suffraganee: Hradec Králové, Budějovice e Litoměřice. Nel 1950 i comunisti confinarono tutti i religiosi

(per cortesia di mons. A. P. Frutuc)
La città è sorta tra i castelli di Vyšehrad e di P., fondata, secondo la leggenda, nell'VIII sec. d. C. dalla principessa Libuša. Il documento più antico su P. risale al 928, quando il principe s. Venceslao, ucciso nel 929 a Boleslav dal fratello Boleslao il Crudele, vi pose la prima pietra della rotonda di S. Vito. Dopo l'unione delle tribù ceche, P. divenne nel X sec. capitale della Boemia e mèta di commercianti, specialmente ebrei, di pellegrini per la tomba di s. Venceslao e di studenti per le sue scuole ecclesiastiche. Nel XIII sec. il re Venceslao I (1230-53) la cinse di mura, vi eresse chiese e vi chiamò coloni tedeschi. La città raggiunse l'apice della potenza ai tempi di Carlo IV e Venceslao IV, essendo assurta a centro dell'Impero romano-tedesco (1346-1400). Carlo IV, imperatore romano, ne ottenne l'erezione ad arcidiocesi (1344), vi fu incoronato re di Boemia (1347) e fondò la città nuova con l'Università (1348), la prima dell'Europa centrale, destinata ai cechi ed a cittadini di tre nazioni straniere: Sassoni, Bavaresi e Polacchi. Sotto il suo regno fu
posta la prima pietra per la nuova cattedrale di S. Vito (1344) e furono erette molte chiese. Durante il dissidio tra Venceslao IV e l'arcivescovo Giovanni di Jenštejn nel 1393, fu annegato nella Moldavia il vicario generale s. Giovanni di Nepomuk per non aver voluto tradire al re il segreto confessionale. A P. ebbe inizio il movimento ussita con le prediche, nella cappella di Betlehem, del maestro Giovanni Hus. Dopo che Hus fu bruciato nel 1415 a Costanza, sorsero a P. agitazioni, che nel 1419 raggiunsero il massimo con l'espulsione dei consiglieri cattolici dal municipio. La popolazione ussita si lanciò quindi sui conventi e sulle chiese, che saccheggiò e bruciò, cacciando via i monaci. Nel 1421 si recò dai ribelli l'arcivescovo di P. Corrado di Vechta. Soltanto nel 1436 l'imperatore Sigismondo divenne padrone di P., ma dopo la sua morte, nel 1437, tornò a dominarvi a lungo la confusione. L'opposizione contro il cattolicesimo continuò durante il Regno di Ferdinando I d'Asburgo (1526-64). Nel 1561 fu di nuovo nominato l'arcivescovo, dopo 140 anni di sede vacante, durante i quali l'arcidiocesi era stata governata da amministratori, con-
fermati dalla S. Sede. Ussiti e utraquisti avevano un proprio concistoro chiamato basso. I praghesi non cattolici si piegarono verso il luteranesimo e gli Asburgo passarono ad una radicale riforma cattolica. S. Ignazio inviò a P., su richiesta di questi ultimi, i Gesuiti, guidati da s. Pietro Canisio (1555), e vi convennero molti altri religiosi italiani e spagnoli. Costruttori italiani eressero nel 1573 nella « Piccola parte » di P. un ospedale italiano ed istituirono nel 1602 la « Fraternità italiana ». Rodolfo II (1576-1611) rese P. di nuovo un centro artistico e commerciale, ma nel 1611 i cittadini di Passavia la saccheggiarono. Nel 1618

(per cortesia di mons. A. P. Frutuc)
ARTE. - P. è anche oggi molto ricca di tesori culturali ed artistici, sebbene la maggior parte di essi sia andata distrutta nel passato da continue disgrazie. L'architettura vi è rappresentata da vari stili: in stile romanico sono conservate dal XII sec. la chiesa di S. Giorgio al Castello di P., la più antica della città, ed alcune rotonde in pietra. Il fiore più bello dell'arte gotica è la cattedrale di S. Vito che insieme al monumentale castello di Hradčany, sede già dei re ed ora del presidente della Repubblica, costituisce un caratteristico e suggestivo panorama della capitale. La Cattedrale è eretta sul luogo della rotonda di S. Venceslao del 928, sulla quale nel sec. XI era già sorta una basilica. La sua prima pietra fu posta nel 1344 e la costruzione fu eseguita da Mattia di Arras (1344-52) e dal tedesco Pietro Parler (1353-99). Essa fu terminata solo
nel 1929 da K. Hilbert ed è una delle più grandi chiese del mondo, lunga 124 m. La cappella con la tomba di S. Venceslao ne costituisce il monumento più prezioso; inoltre vi si conservano i gioielli dell'incoronazione dei re di Boemia, il monumento sepolcrale in argento di S. Giovanni Nepomuceno (1736) e la tomba, dell'età del Rinascimento, dei re di Boemia e degli arcivescovi di P. Architettonicamente importanti sono il santuario della Madonna di Karlov (1350) con l'ardita cupola gotica e l'insigne chiesa di Maria di Týn del sec. XV, che durante il periodo ussita serviva agli ultraquisti. Tra le costruzioni civili merita attenzione il ponte di Carlo (1357), con le due torri gotiche, riccamente decorato di sculture, e la torre polveriera del sec. XV, con sculture dei re di Boemia. Nel 1945 fu distrutto da un bombardamento il convento benedettino di Emmaus, fondato nel 1347, e fu incendiato dai nazisti il municipio di P. del 1336. Le costruzioni del Rinascimento sono opera di architetti italiani, come il Belvedere (1534) del genovese Paolo della Stella, l'esemplare più bello del Rinascimento italiano oltralpe, oppure furono ispirate all'arte meridionale. Nel secc. XVI e XVII vi si costruirono vasti palazzi, tra i quali i più importanti sono quello di Valdštejn, eretto da Giovanni Marini, il Palazzo Toscano, quello degli Schwarzenberg e quello di Černín (1669-87). Pure lo stile barocco, che per tanta parte adorna P. con la sua bellezza, si ispira spesso alle opere fiorite sotto il sole italiano. A P. lavorarono Vincenzo Scamozzi e, tra gli architetti del luogo, Cristoforo (padre) e Kilián (figlio) Dientzenhofer (1669-1751); quest'ultimo arricchì P. della chiesa monumentale di S. Nicola, della cappella di Loreto, fedele copia del Santuario mariano italiano, dal caratteristico concerto di campane e dal Tesoro magnifico. Decorazioni barocche mostra pure l'antica chiesa premostratense di Strahov, con l'adiacente Biblioteca conventuale, che conserva preziosi manoscritti e incunaboli. Tra le costruzioni civili barocche P. annovera molte case borghesi, palazzi e giardini con piccoli castelli. Con sculture barocche è stato decorato nel XVIII sec. il ponte di Carlo da ambedue i lati. Nella seconda metà del XIX sec. P. si arricchì di alcune grandi chiese, del Museo e del Teatro nazionale. Nel XX sec. alla periferia di P. sorsero alcune chiese di stile moderno. - Vedi tav. CXXVIII.