AUGUSTA (Augsburg), DIOCESI di. - La diocesi di A., il centro più importante della Baviera dopo Monaco, comprende la parte sud-occidentale di questa regione, con 1.200.000 ab., dei quali 997.161 cattolici. Conta 992 parrocchie, 1401 sacerdoti diocesani e 253 regolari.
I. STORIA
Nel 15 a. C. fu fondata dai Romani la colonia militare di A. Vindelicorum. Vi crebbe attorno una città, capitale della provincia romana Rætia Secunda. Verso la fine del sec. IV vi esisteva certamente una comunità cristiana, probabilmente con un vescovo. Si conoscono alcuni nomi di vescovi augustani del sec. VII, ma la serie è completa a cominciare dal sec. IX. La sede di A. dipendeva originariamente da Aquileia, poi da Magonza. Il vescovo divenne, come quasi tutti i vescovi ed abati della Germania, principe feudatario imperiale, con territorio proprio, diritti sovrani e governo temporale. Nel 955 Ottone Magno liberò dall'assedio dei Magiari la città, di cui era allora vescovo il celebre s. Ulrico, e li batté definitivamente; da allora i Magiari cessarono di invadere l'Europa centrale e meridionale. Quindi la città crebbe rapidamente in conseguenza degli scambi commerciali, specialmente con Venezia; dopo due lotte coi propri vescovi, nel 1276 conseguiti lo statuto di città libera imperiale (Freie Reichsstadt). Durante i sec. XV e XVI saliva al culmine dello splendore e della ricchezza. Notissima la famiglia dei Fugger, tra i più potenti banchieri del tempo loro in relazione con papi ed imperatori che erano i loro debitori. I vescovi intanto avevano scelto per residenza la città di Dillingen.A. perdette molto della sua importanza durante i terrori della guerra dei Trent'anni. La città aderì dapprima alla riforma, e fu qui che nel 1530 fu presentata alla dieta imperiale la celebre confessio augustana (v. CONFESSIONI DI FEDE PROTESTANTI); qui Carlo V nel 1548 emanò il cosiddetto Interim (v. sotto); qui pure fu conclusa, nel 1555, la pacificazione augustana, con la quale il protestantesimo tedesco ebbe pieno riconoscimento statale. I domini temporali dei vescovi furono ceduti alla Baviera nel 1803, e la città stessa nel 1805.
La Baviera, nel 1820, procedette, d'accordo con la S. Sede, ad una completa riorganizzazione delle sue circoscrizioni ecclesiastiche; ed allora fu costituita la odierna diocesi di A., in parte con territori nuovi, mentre ne cedeva altri a diverse diocesi vicine.
Da notare ancora che l'antica diocesi, la quale oltre i territori del dominio temporale del vescovo, comprendeva anche territori di tanti altri staterelli, contò nel medioevo, più di mille parrocchie; ma durante la riforma molti di questi sovrani mutarono religione, e, con loro, secondo la legge cuius regio, illius et religio, anche i sudditi dovettero cambiare fede. I territori propri dei vescovi naturalmente rimasero fermi nella religione antenata; nel 1559 a Dillingen, fu fondata la celebre Accademia, diretta da gesuiti, centro di fede cattolica. Fino all'epoca tridentina sopravvissero ancora nella diocesi non pochi riti particolari; ma dal 1597 in poi prevalse il rito romano, con certi usi augustani, conservati fino ad oggi.
La gloria di A. è s. Ulrico, vescovo dal 973, il primo santo «canonizzato», come si suole asserire (993). Nel medioevo merita di essere nominato il conte Artmanno di Dillingen (1248-86), il Mehner des Stiftes, vale a dire quello che ampliò e consolidò il territorio sovrano; e all'epoca della riforma il card. Ottone Truchssch di Waldburg (1543-73), grazie al quale il cattolicesimo riprese il sopravvento nella città.
II. ARTE E CULTURA -
I. Abbazie e monasteri
Dei monasteri e conventi, in gran parte assai antichi, della diocesi di A., non pochi rimontano oltre il mille; così
Augusta - Particolare delle porte di bronzo del Duomo (sec. 21).
il Domstift, cioè il capitolo canonico della Cattedrale; poi, nella stessa città, S. Ulrico e S. Stefano; celebri i monasteri benedettini di Wesobrunn, di Kaufbeuren, di Ottobeuren, di Benediktbeuren, di Füssen, per tacere di tanti altri. La riforma di Hirsau vi ebbe gran successo. Anche i Domenicani e i Francescani fondarono conventi nella città. Fiorente il Terz'ordine franciscano, il quale, nella Germania medievale, ebbe un'enorme importanza, come fratellanza universale; specialmente il ramo femminile poteva presto contare nelle sue Regelhäuser un numero stragrande di sorelle. Notiamo quelle di A., di Dillingen e Kaufbeuren.
All'epoca della Riforma i Gesuiti e i Cappuccini ebbero una parte preponderante nell'opera assidua e proficua della riforma cattolica in quelle regioni. Oggi tutti i grandi Ordini sono rappresentati nella diocesi: notevole specialmente la riformatura dei Benedettini, i quali in tutta la Baviera hanno potuto riacquistare e riaprire un buon numero di antiche abbazie. Il numero delle congregazioni femminili è imponente.
2. Istituti di cultura, biblioteche, archivi
Fino dai tempi di S. Pietro Canisio, che per 7 anni fu predicatore nella cattedrale di A., esisteva nella città un celebre collegio di gesuiti, dovuto alla liberalità dei Fugger. Ancor più rinomata era l'Accademia di Dillingen, fondata dal card. Truchsess e affidata agli stessi Gesuiti, elevata poi (1606) al grado di università. Moderna è l'Accademia filosofico - teologica.3. Monumenti
La cattedrale, S. Maria, a 5 navate, di origine præromana (sec. VIII), con parti romaniche, trasformazioni e ingrandimenti gotici, fu restaurata e ridotta allo stato attuale, secondo il gusto neogotico della seconda metà del secolo scorso. Da notare la chiesa di S. Ulrico; l'antica chiesa cimiteriale di S. Afra, ora in grandioso forme del tardo gotico; S. Anna, del 1321, con le sepolture dei Fugger in stile rinascimento. Celebre il palazzo del Municipio, di Elia Holl (1615-20), e la Fuggereri, primo esempio di una colonia di case familiari (1519).III. Concili di A
Un importante concilio ebbe luogo in A. il 7 ag. 952, alla presenza di cospicue personalità ecclesiastiche, cui presiedeva Federico, arcivescovo di Magonza. L'iniziativa era dovuta al re Ottone che con il suo seguito assistette alla chiusura delle sessioni e promise di far eseguire le decisioni promulgate dai Padri. Il primo dei canoni emanati proibiva ai chierici insigniti degli Ordini maggiori di contrarre matrimonio, sotto pena di deposizione. Rinnovando una vecchia proibizione, il quarto canone interduceva ai medesimi di avere in casa una «mulier subintroducuta». Il quinto vietava ai monaci di lasciare il proprio monastero senza il permesso dell'abate. In via generale i monasteri restavano sotto la dipendenza del vescovo diocesano il quale doveva lasciare piena libertà ai suoi chierici di abbracciare la vita monastica. Una uguale libertà era riconosciuta alle vergini consacrate a Dio.Il 27 ott. 1062 Annone, vescovo di Colonia, convocò in A. un altro sinodo. Bisognava decidersi per il papa Alessandro II, o per l'antipapa Cadalo. S. Pier Damiani dichiarò che era necessario difendere la causa di Alessandro II, e dette lettura dell'opuscolo intitolato Disceptatio synodalis inter regis advocatum et romanae Ecclesiae defensorem, che è un dialogo fra un rappresentante della Chiesa romana (nel caso: S. Pier Damiani) ed un avvocato dei diritti della corona di Germania. Secondo il s. Dottore, Cadalo sarebbe stato condannato e deposto da tutti i vescovi tedeschi e italiani riuniti presso il giovane re Enrico IV.
Il 12 nov. 1548, sotto il pontificato di Paolo III, il vescovo di A., card. Ottone di Truchsess, indisse un Sinodo durato tre giorni, nel quale furono promulgati 33 canoni, trattati per lo più dei doveri pastorali.
È infine da ricordare il Sinodo diocesano del 1567, i cui statuti insistono sulla professione di fede, quale la insegna la Chiesa romana, e trattano in particolare del culto divino e dei Sacramenti.
Romaudo Souarn
IV. Interim di Augusta
Con questo nomesisuale designare l'accordo di pacificazione conchiuso tra i cattolici ed i protestanti, auspice l'immenso caro A. peratore Carlo V, nel 1548. Fu detto che doveva restare in vigore soltanto fino al termine dei lavori del concilio generale, già iniziato a Trento nel 1545.Carlo V, dopo la vittoria di Mühlberg (1547) contro la lega protestante di Smalcalda, nell'intento di ridare la pace religiosa ai suoi popoli, divisi dalle nuove dottrine che, estesesi ogni giorno più, avevano scisso la Germania in due campi accanitamente avversi, invitò Giulio Pflug, vescovo di Naumburg, Michele Helding, vescovo coadiutore di Magonza, ed il celebre carmelitano Eberardo Billick, di parte cattolica, e Giovanni Agricola, predicatore della corte di Brandeburgo, di parte dissidente, ad incontrare per concertare un abbozzo di formola, che assicurasse agli uni e agli altri la pacifica convivenza nei suoi Stati. I quattro s'incontrarono, discussero e compilarono un testo che constava di 26 articoli, divisi in due parti. Nella prima, di carattere dommatico, che doveva accontentare i cattolici, si contenevano le dottrine circa il Papa, la gerarchia, la giustificazione, i Sacramenti ed i voti monastici, esposte in senso velatamente cattolico, in termini