BOOK OF COMMON PRAYER («LIBRO DELLA PREGHIERA COMUNE»)

BOOK OF COMMON PRAYER («Libro della preghiera comune»). - Dopo la Bibbia è questo l'unico libro ufficiale della Chiesa anglicana o d'Inghilterra. In esso si trovano: il divizionario ufficiale (orazioni della mattina e della sera); il calendario (la distribuzione ecclesiastica dell'anno con i brani della S. Scrittura che si devono leggere nelle principali feste e nelle singole domeniche dell'anno); il rituale (cerimonie e ritmi dell'amministrazione dei due Sacramenti ammessi dagli anglicani, e alcune altre); il breviario (i Salmi che si devono leggere ogni giorno del mese); il messale (le orazioni da recitarsi nella celebrazione della cena del Signore, in tutte le domeniche e feste principali dell'anno); il pontificale (la consacrazione dei diaconi, dei presbiteri e dei vescovi). Gli «arti- coli di religione» che si trovano alla fine del B. of C. P. sono un'aggiunta posteriore.

Il primo B. of C. P., sotto il titolo di La Cena del Signore e la S. Comunione comunemente detta Messa fu compilato al principio del regno di Edoardo VI (1547). Si raccolsero in esso molte formole degli antichi libri liturgici cattolici in uso nell'Inghilterra, e vi si aggiunsero elementi tratti dalla consultato dell'arcivescovo Ermanno di Colonia, fatto sotto l'infusso di Buccero e di Melantone. Si trovavano anche le injunctions o alcuni decreti del re Edoardo VI, tra cui uno che faceva obbligo ai ministri della Chiesa di predicare quattro volte all'anno contro la giurisdizione del Sommo Pontefice. Il libro fu stampato nel 1549 ma restò in uso tre soli anni. Nel 1552, sotto lo stesso re, si credette necessario di correggere alcuni punti, aggiungervene altri, spiegare alcuni troppi oscuri, e si tolse dal titolo primitivo l'ultima parte, cioè le parole «comunemente detta Messa». Nelle sue linee fondamentali, questo libro è, sostanzialmente, quello giunto fino ai giorni nostri.

Soppresso durante il regno di Maria Tudor (1553-1558), fu ristabilito al principio del regno di Elisabetta nel 1559, ma con l'omissione della famosa «rubrica nera», cioè la rubrica stampata in nero alla fine della liturgia della Comunione, nella quale si stabiliva che si doveva ricevere in ginocchio il pane e il vino consacrato, con la spiegazione che questo non significava assolutamente alcun atto di adorazione.

La revisione del 1604, benché abbia introdotto alcune mutazioni, non cambiò sostanzialmente quella del 1552, e fu piuttosto una reazione dell'anglicanismo, e soprattutto del re Giacomo I (1603-25), contro la tendenza puritano-calvinista. Fu respinta la richiesta di incorporare gli «articoli di Lambeth» nel B. of C. P., perché erano apertamente calvinisti.

Più importante fu la revisione del 1662, fatta dopo il ristabilimento della monarchia e della Chiesa anglicana nell'Inghilterra. Di nuovo gli anglicani reagirono contro i puritano-calvinisti. Alcune modificazioni furono importanti; ne vanno accennate due: l'inserzione di nuovo della «rubrica nera», ed il cambiamento sostanziale della formula della consacrazione dei vescovi. Nella formula eduardiana (1552) si diceva: «Rie- cevi lo Spirito Santo e ricordati di eccitare la grazia di Dio che è in te per l'imposizione delle mani, perché Dio non ci ha dato lo spirito di timore ma di potere, di amore e di moderazione» nella quale niente assolutamente si trova che indichi l'ufficio episcopale. Nella nuova, approvata nell'anno 1662, si dice: «Rie- cevi lo Spirito Santo per l'ufficio e lavoro di vescovo nella Chiesa di Dio, adesso a te conferito per l'impo- sizione delle nostre mani, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Molto appropriatamente faceva notare Leone XIII nella bolla Apostolicae Curae (15 sett. 1896): «Eadem adiectio, si forte quidem legitimam significationem apponere posset, serius est introducta; elapso iam saeculo post receptum Ordi- nale eduardianum, quum propterea, hierarchia ex- tinta, potestas ordinandi iam nulla esset».

Le diverse correnti e le divisioni manifestatesi nella Chiesa anglicana durante il sec. XIX introdussero tali differenze nella esecuzione pratica della liturgia, che la competente autorità ecclesiastica dopo il 1906 decise una revisione del B. of C. P. Soltanto nel 1927 fu pronto il cosiddetto Deposited Book, che apportava alcune modificazioni o aggiunte all'edizione del 1662; fu approvato dalla maggioranza di una com- missione ecclesiastica anglicana, ed anche dalla Ca-

mera dei Lords (14 dic. 1927), ma fu respinto in modo clamoroso alla Camera dei Comuni (15 dic. 1927, con 238 voti contro 205). Proposto di nuovo alla stessa Camera con alcune varianti e spiegazioni fu di nuovo respinto (14-15 giugno 1928, con 266 contro 222). L’asservimento della Chiesa anglicana anche in materia puramente ecclesiastica, non già al re ma ad una assemblea laica, alla quale partecipano molti individui non anglicani, non poteva dimostrarsi con maggiore chiarezza. In alcune edizioni moderne, i cambiamenti proposti, benché siano stati respinti, pure sono stati pubblicati e vengono notati o con qualche segno, se sono brevi, o addirittura proposti dopo l’antica forma con il titolo di «Alternative order of the Communion... of Public Baptism» ecc. In queste forme alternative i ministri anglicani sono liberi di usare l’antico B. of C. P. del 1662 o il nuovo. Tra le aggiunte e cambiamenti notiamo l’introduzione nel calendario di alcune feste nuove, ad es., s. Francésco di Assisi e s. Bernardo; la celebrazione commemorativa dei morti il 2 nov.; l’epiclesi preposta alla consacrazione, nuove rubriche sui vestimenti sacri, la facoltà di conservare, con permesso del vescovo, il pane e il vino consacrato per portarli agli ammalati, senza però essere oggetto di altre cerimonie, ecc.

BIBL.: E. Daniel, The P. B. its history, language and contents, Londra 1878; C. Neil e J. M. Willoughby, The Tutorial P. B., 1913; National Assembly of the Church of England, Book referred to the P. B. measure, 1927; The B. of C. P. with the additions and deviations proposed in 1928, 1928; The deposited P. B. by a group of priests, 1928; W. Joynson-Hicks, The P. B. crisis, 1928; The B. of C. P., Nuova York 1929 (ed. americana); C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, Brescia 1942, pp. 619-21.