GIROLAMO DA PRAGA

GIROLAMO da PRAGA. - Agitatore religioso boemo, n. a Praga intorno al 1380, m. a Costanza il 30 maggio 1416. Seguì i suoi studi nell'Università di Praga, ove ebbe tra gli altri come CHUS (v.), del quale fu poi sempre fedele seguace e collaboratore. Dall'Inghilterra, ove erasi recato a studiare nel 1399, riportò gli scritti WYCLIF, JOHN (v.), quali il Dialogus ed il Trialogus, facendone quindi oggetto di ampia propaganda in patria e fuori. Insegnò nel 1405 a Parigi e successivamente ad Heidelberg e a Colonia, ovunque suscitando aspri risentimenti da parte delle autorità ecclesiastiche per l'audacia delle sue dottrine.

Tornato a Praga, insegnò ancora nel 1407 in quella Università, ivi largamente diffondendo le dottrine wycliffiche ed hussite. Insieme ad Hus prese parte attivissima nella lotta contro l'elemento straniero dell'Università, terminata con l'esodo di questo in seguito al decreto cosiddetto di Kutná Hora del 1409. Costretto tuttavia a lasciar la Boemia, perché scomunicato, riparò in Ungheria alla corte di Sigismondo (1410), da cui passò poi a Vienna, ove lo raggiunse una nuova scomunica; qui fu convocato a difendersi dal sospetto di eresia, ma non essendosi presentato fu processato in contumacia. Dopo un breve ritorno a Praga nel 1412, si portò quindi a Craco presso il granduca Witoldo, che seguì nelle sue spedizioni in Russia ed in Lituania.

Venuto frattanto a conoscenza dell'arresto di Hus, si recò (1415) a Costanza per difendere il maestro, nonostante il divieto da quegli posto a chiunque di seguito; si accingeva perciò a rientrare in Boemia allorché fu arrestato sul confine svizzero ad Hirschau e riportato a Costanza.

Tradotto davanti al Concilio, fu imputato di eresia ed invitato a ritrattarsi. Si ritrattò, infatti, l'11 ed il 23 sett., e abiurò le dottrine di Wyclif e di Hus, rigettando i 45 articoli del primo ed i 30 del secondo e dichiarando di sottomettersi all'autorità della Chiesa e del Concilio. Nondimeno tornò in seguito a riaffermare le sue precedenti opinioni, sostenendo di essere in tutto conforme con Wyclif, da cui dissentiva solo circa il Sacramento dell'al-tare, e con il suo maestro Hus, confessando così la sua ritrattazione che egli disse aver fatta incendi metu et non conscientia, pur convinto di segnare in tal modo la sua fine. Il Concilio infatti lo condannò come eretico recidivo al rogo, consegnandolo per l'esecuzione al braccio secolare.

G. da P. non ha lasciato nessuno scritto riguardante le sue teorie in materia religiosa in quanto la sua attivita si riduce interamente alla semplice propagazione delle dottrine hussite senza alcuna aggiunta personale; restano tuttavia di lui due dissertazioni filosofiche d'importanza assai relativa: Positio de universaliibus e Quaestio de universaliibus.

BIBL.: C. Becker, Die beiden böhmischen Reformatoren und Märtyrer: Johann Huss und Hieronymus von Prag, Nördlingen 1858; J. G. Wypsan o mistr Jeronymucci z Prahy (11 racconto di G. da P.), Praga 1878; L. Klicman, Processus iudicia-rius contra Hieronymum de Praga habitus Viennae a. 1410-12, ivi 1898; J. W. Mears, Heroes of Bohemia: Huss, Jerome and Zisca, Nuova York 1928; autori vari, The Cambridge medieval history, VIII, Cambridge 1936, p. 52 sgg. (con la bibl. più recente). Altra bibl. in G. Calmette, L'élaboration du monde mo-derne, 3a ed., Parigi 1949, p. 195. Niccolò Del Re

GIROLAMO da PRAGA. - Apostolo della Li-tuania e teologo camaldolese, n. a Praga nella seconda metà del sec. XIV, m. a S. Matteo di Murano (Venezia) il 17 luglio 1440.

Desideroso di sfuggire ai torbidi della sua patria, si recò in Polonia, bene accolto dal re Ladislao, che lo raccomandò ad Duca Witoldo di Lituania; ivi con fatti strepitosi, narrati da Enea Silvio Piccolomini (De statu Europae sub Friderico III imperatore), riuscì a convertire numerosi pagani.

Congedato, forse per interferenze politiche, da Witoldo, ritornò in Polonia (1405), ove rimase cinque anni, predicando alla corte e preparando la sua trilogia oratoria, inedita: L'idea salutis aeternae (spiegazione del Vangelo); Quadragesima salutis aeternae (quaresimale); Exempla salutis aeternae (pangerici). Nel 1408 abbandonò la Polonia e dopo lungo pellegrinare si fece eremita a Camaldoli, insieme con il suo compagno, il polacco Nicolo di Michele. Ciò avvenne prima del 1413, perché in quell'anno fu eletto maggiore del sacro eremo. Nel 1430 visitò la Terra Santa e a Nicosia (Isola di Cipro) ebbe una disputa con i Greci dissidenti, confutandone gli errori. Nel 1431 si recò, come definitore, all'abbazia di S. Maria in Urano (Bertinoro) per il Capitolo, TRAVERSARI, AMBROGIO (v.), con il quale fu frequentemente in urto, anche perché G. accolse con piacere l'invito dei Padri di Basilea di recarsi al Concilio, ospitato onorevolmente dal priore della Certosa.

Delle sue numerose opere, 14 soltanto sono state edite dal Mitterelli; le principali sono: Sermo de corpore Christi contra Hustias (Annales Camaldulenses, IX, Venezia 1773, coll. 744-55); Tractatus contra haereticos Bohemos (ibid., coll. 755-802); De Graecorum erroribus (ibid., coll. 916-19); Sermo de vera et falsa paenitentiae (ibid., coll. 919-40). G. non è un teologo profondo, ma fornisce notizie interessanti sugli errori che combatte.

BIBL.: I. B. Mitterelli-A. Costadoni, Annales Camaldulenses, VI, Venezia 1761, coll. 223-26, 247, 277, 289, 318, 338; VII, ivi 1762, coll. 9, 27-28, 86, 197. Su questa singolare figura di missionario e di monaco manca una monografia esauriente. Antonio Piolanti