GIACOMO di EDESSA. - Celebre scrittore monofisita (ca. 640-708), il più insigne rappresentante dell'ellenismo cristiano in lingua siriana, comparabile con s. Girolamo, e forse ancora più versatile di lui. Si distinse per le sue traduzioni e per la correzione di altre traduzioni più antiche. Fu anche esimio teologo, filosofo, storico, esegeta e grammatico.
G. nacque ca. il 640 vicino a Antiochia, studiò nel convento di Qennebrè e poi ad Alessandria. Ca. il 685 fu consacrato vescovo di Edessa e lavorò come tale per la riforma della Chiesa e dei conventi; ma incontrandovi
gravi difficoltà si ritirò dopo solo 4 anni di governo. Diventò poi professore nel convento di Eusebona presso Antiochia, dove insegnò greco e S. Scrittura. Dopo 11 anni passò al vicino convento di Teleda, dove fu professore per altri 9 anni. Per breve tempo, solo quattro mesi, riprese la direzione della sua diocesi di Edessa. Morì il 5 giugno 708 nel convento di Teleda.
G. è autore di commentari a diversi libri del Vecchio Testamento e intraprese nel 705 una revisione del testo di esso. Come liturgista si occupò della revisione dei testi liturgici. Come canonista compose una celebre collezione di canoni. Scrisse una cronaca che elenca gli avvenimenti fino al 692, ma diagraziatamente solo frammenti di essa sono conservati. Il frutto principale della sua attività di traduttore è una versione in siriano delle omelie greche, cattedrali, Severo di Antiochia (v.).