Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

SEVERO DI ANTIOCHIA

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Noto anche come: latino: Severus Antiochenus

SEVERO di ANTIOCHIA. - Capo del movimento monofisita del sec. VI, n. a Sozopolis in Pisidia verso il 465, m. a Xois (Egitto) nel 538. Compiuti gli studi ad Alessandria e a Beirut, ricevette il Battesimo nel 488; in seguito si fece monaco, poi eremita e attese, infine, alla fondazione di un nuovo monastero presso Maïouma di Gaza. Il vescovo di Magydos in Panfilia, Epifane, allora in esilio, l'ordinò sacerdote comunicandogli la passione per la dottrina monofisita.

Nel 509 si recò a Costantinopoli per difenderla. Vi restò tre anni e scrisse il Filalete, opera di controversia in cui si richiama all'autorità di s. Cirillo. Eletto patriarca di Antiochia nel 512, si espresse a favore dell'Enotico di Zenone, condannando però apertamente il Tomo di papa Leone e il Concilio di Calcedonia. Per questo ebbe contrari i monofisiti estremisti e i calcedoniani; causa di accese risse tra i monaci. Quando Giustino, divenuto imperatore nel 518, si adoperò a ristabilire la pace religiosa S. fu costretto a fuggire in Egitto, dove organizzò la resistenza alla politica imperiale, rimanendo fino alla morte l'anima di tale resistenza. Contemporaneamente combatté un altro monofisita, Giuliano di Alicarnasso (v.). Morto Giustino (527) S. ritornò in auge sostenuto segretamente dall'imperatrice Teodora. Invitato a Costantinopoli nel 535, riuscì a trarre il novello patriarca Antimo fra gli oppositori al Concilio di Calcedonia. Ma per intervento di papa Agapito fu nuovamente condannato nel 536, e proscritte anche le opere. Si ritirò nel deserto egiziano. Asceta di gran fama, versatissimo nella Scrittura e nei Padri, fecondo scrittore, è onorato nella Chiesa copta come santo e martire.

Delle numerose opere di S., scritte originariamente in greco, rimangono alcune traduzioni siriache antiche, pubblicate recentemente: Filalete, esame di 24 capitoli tratti da s. Cirillo, pubblicato con una traduzione latina da A. Sandra, Beyruth 1928. Mons. J. Lebon ha pubblicato a Lovanio il Liber contra impium grammaticum (cioè contro il calcedoniano Giovanni): contiene una discussione sull'interpretazione dei testi patristici (Corpus Script. Orient., Scriptores Syri, IV, 4, 5, 6; Lovanio 1929-33 e 1938); Orationes ad Nephalium e la corrispondenza con il monofisita Sergio (ibid., fasc. 7, ivi 1949). S. è impegnato su due fronti; combatte con lo stesso ardore gli eutichiani ed i calcedonesi. Contro Giuliano di Alicarnasso la Critica del tomo di Giuliano e Critica delle proposizioni, edite con il titolo di Antijulianistica da A. Sandra, Beyruth 1931. Le altre opere di questa serie sono: Contro le addizioni al tomo; Contro l'Apologia di Giuliano; Apologia del Filalete, che sono inedite. R. Draguet ha pubblicato una Pastorale antijulianista, risalente a ca. il 530, in Le Muséon, 40 (1947). Esiste inoltre, in siriaco, una serie di 125 Homiliae cathedrales, tenute da S. quale patriarca di Antiochia. La prima, il suo discorso per l'intronizzazione, è stata pubblicata da M. A. Kugener, in Oriens christianus, 2 (1902), p. 265 sgg.; le altre, che comprendono i frammenti greci e le edizioni parziali del Mai e del Rahmani, sono in corso di pubblicazione in PO 4; 8; 12; 16; 20; 22; 23; 25; 26 (Lovanio 1908-48), nella versione siriaca di Giacomo di Edessa. Delle Lettere, in numero di quattromila, fu data una selezione; E. W. Brooks ha pubblicato The sixth Book of the select Letters of Severus (Londra 1902-1904) e una seconda Collection of Letters in PO 12 e 14. Da ricordare inoltre alcuni scritti liturgici e un certo numero di poemetti (ibid., 6 e 7) e le antiche biografie del patriarca (ibid., 2). A S. si vollero attribuire le opere dello pseudo Dionigi (v. DIONIGI L'AREOPAGITA) ma senza solido fondamento.

La dottrina di S. è di grande importanza per comprendere la posizione delle chiese giacobite. Esse professano, dietro il suo insegnamento, un monofisismo assai più verbale che reale (v. MONOFISITI) ma respingono come lui il Concilio di Calcedonia.

Bibliografia5 opere
BIBL.: fondamentale lo studio di J. Lebon, Le monophysisme séotrien: étude historique, littéraire, et théologique sur la résistance monophysiste au Concile de Chalcedoine Lovanio 1909; per la controversia giulianista: R. Draguet, Julien d'Halicarnasse et sa controverse avec Sévère d'Antioche sur l'incorruptibilité du Corps du Christ, ivi 1924; G. Bardy, Sévère d'Antioche, in DThC, XIV, coll. 1988-2000; J. Maupétie, Histoire des patriarches d'Alexandrie, Parigi 1923; M. Jugie, Theologia dogmatica christianorum orientalium ab Ecclesia dissidentium, V. Parigi 1935, pp. 420-37.

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Di Gerardo Philips

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 464–465.

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Philips, Gerardo. “Severo di Antiochia.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 464–465. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/severo-di-antiochia.

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Philips, Gerardo. “Severo di Antiochia.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 464–465. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/severo-di-antiochia.

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