GIROLAMO DA PISTOIA

GIROLAMO da PISTOIA. - Teologo e predicatore cappuccino, n. ca. il 1508 dalla famiglia Finucci (o Finugi), m. a Suda (Creta) il 29 nov. 1570. Entrò fra i Minori Osservanti nel 1531, dopo il 1552 passò definitivamente tra i Minori Cappuccini: definito generale (1555-58; 1567-70), ministro provinciale di Toscana (1558), di Napoli (1560), di Bologna (1566).

Al Concilio di Trento (1562) riferì sul sacramento dell'Ordine; dal suo insegnamento negli studi generali di Roma (1567) e di Genova (1570) provenne il De quanto titatibus rerumque distinctionibus dialogus (Roma 1570), a commento delle Formalitates di G. Duns Scoto; per provvedere all'indirizzo bonaventuriano delle scuole dell'Ordine concorse all'edizione corretta del testo Scriptum d. Bonaventurae... in quatuor libros Sententiarum (4 voll., ivi 1568-69, a cura del minore conventuale A. Posi); Pio V lo nominò teologo apostolico (1568) e se ne servì come consigliere. Nella sua predicazione polemizzò contro la dottrina protestante; a richiesta degli uditori pubblicò 22 Prediche (Bologna 1567, Venezia 1570). CARNESECCHI, PIETRO (v.) a ricevere i Sacramenti alla vigilia della sua esecuzione. Trattò con Pio V della spedizione navale contro i Turchi del 1570; superiore dei Cappuccini cappellani, sacrificò la vita nell'assistenza ai soldati appestati.

BIBL.: Rocco da Cesinale, Storia delle missioni dei Cappuccini, I. Parigi 1867, pp. 76-79; Apollinaris a Valentia, Bibliotheca Fratrum Min. Cappuccinorum provinciae Neapolitanae, Roma-Napoli 1886, pp. 103-105; Frédédand d'Anvers, L'apostolat des Frères-Mineurs Cappucins, in Liber memorialis Ordinis Fratrum Min. Cappuccinorum, Roma 1928, pp. 14-18; id., St. Pie V, les Zingaris et le p. Jérôme de Pistole, in Analecta Ordinis Min. Cappuccinorum, 48 (1932), pp. 19-23; Ilario di Milano, I Frati Min. Cappuccini e il Concilio di Trento, in L'Italia francescana, 19 (1944), pp. 58-59.