BIDDLE, GIOVANNI. - Protestante inglese, detto «Padre degli Unitari inglesi», n. a. Wotton-Under-Edge (Gloucestershire), m. a. Londra nel 1662. Finiti gli studi a Oxford, ritornò al paese natale e si dice che, prima ancora di leggere libri sociniani, con il solo studio e l’interpretazione privata della S. Scrittura, si persuadesse che in Dio vi era una sola Persona. Insegnò quindi e pubblicò alcuni scritti antitrinitari. Nell’epoca sconvolta nella quale visse, quando Anglican, Battisti e Puritani-presbiteriani erano in lotta fra loro, e tutti professavano le dottrine trinitarie, i suoi scritti e sermoni gli cagionarono persecuzioni da tutte le parti. Fu incarcerato nel suo paese nel 1645 e da quell’anno in poi fino alla sua morte ebbe a lottare con tutti. Subì ripetute prigione e alcuni scritti suoi (Twelve Arguments ecc. [1647], Confession of faith and Testimonies [1648] e Twofold Catechism [1654]) furono bruscati pubblicamente dal carnefice per ordine del Parlamento; egli stesso fu condannato a morte, dalla quale lo sottrasse Cromwell, esiliandolo, ma con una buona pensione, nelle isole Scilly, dove rimase tre anni fino al 1655. Dopo la restaurazione della monarchia nel 1660 fu di nuovo accusato e imprigionato dagli anglicani nel 1662 a Londra e vi sarebbe rimasto fino alla morte se un amico suo non avesse ottenuto di farlo uscire poco prima che morisse.
I suoi seguaci detti prima biddeiani, poi per qualche tempo sociniani, e anche ariani, esistono ancora in Inghilterra con il nome di unitari.