BLAVATSKY, ELENA PETROVNA. - Fondatrice della Società teosofica, n. a Ekaterinoslav, nella Russia meridionale, il 31 luglio 1831, m. a Londra l'8 maggio 1891. Fu soggetta in fanciullezza ad allucinazioni. In appresso quale viaggiatrice nel Tibet s'iniziò al suo particolaristico genere di studi teosofici. Fu indi in Egitto. Il termine teosofia risale, nel sec. III, ad Ammonio Saccas ed il suo significato s'è via via ampliato attraverso elucubrazioni ereticheggianti di simonian, ofiti, gnostici, valentiniani, neoplatonici (Plotino, Porfirio, Giamblico e Longino), e poi è stato portato in ulteriori direzioni sia dagli Ordini ermetici e rosrecociani, sia per apporti recati da Giacomo Boehme, da Enrico Vaughan e da Law. La teosofia o filosofia esoterica, negli scritti della B. debe, può dirsi, un'esposizione quasi completa. Essa partì dalla concezione dell'uomo quale essere spirituale e, quanto ad essenza, uno con lo Spirito Universale.
L'anno 1873, la B. si recò negli Stati Uniti ed ivi, due anni dopo - sempre in collegamento con il gruppo teosofico tibetano che l'aveva iniziata - assieme al colonnello Henry S. Olcott, Wm. Q. Judge ed altri, fondò, a Nuova York, la Società teosofica. Nell'interesse della medesima la letteratura dell'occultismo. Da menzionare: Isis unveiled (Nuova York 1877), The secret Doctrine (ivi 1888), The Key of Theosophy (ivi 1890), The voice of silence (ivi 1889), ed il Theosophical glossary (ivi 1892).
Pure varie riviste furono da essa fondate e dirette. Nel 1895 Katharine Hilard fece un epitome di tutta questa produzione blavatzkiana, certo di dubbio carattere scientifico. Quando la B. morì, i suoi seguaci si ritenevano ammontare a centomila. Non mancò però chi la ritenne "una ciarlatana".