Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Teologia dogmatica Teologi

BIDERMANN, JAKOB

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BIDERMANN, JAKOB. - Gesuita e letterato tedesco, l'autore più rappresentativo del celebre « teatro gesuitico », n. a Ehingen (Württemberg) nel 1578, m. a Roma il 20 ag. 1639. Entrato nel 1594 nel noviziato di Landsberg, ebbe come maestri i migliori umanisti che la Compagnia contasse allora in Germania, Giacomo Pontano e specialmente Mattia Rader, del quale subì fortemente l'influsso. Insegnò umanità ad Augusta e poi, dopo gli studi di teologia a Dillingen (1603-1606), di nuovo a Monaco; sono gli anni della sua migliore produzione letteraria, che coincide con l'apogeo del teatro dei Gesuiti a Monaco. Professore di filosofia (1615-18) e di teologia (1618-26) a Dillingen, venne chiamato nel 1626 a Roma come revisore generale dei libri ed in questa qualità aiutò con molti voti e pareri il p. generale Vitelleschi.

Le sue raccolte di poesie ebbero molte ristampe, principalmente per l'uso delle scuole: Epigrammatum libri III (Dillingen 1620); Herodias (ivi 1626), sui ss. Innocenti; Heroum epistolae (Anversa 1630); Sylvulae Hendecaryllabarum (Roma 1634); Heroidum epistolae (ivi 1638), ecc. Scrisse pure in prosa: Res a B. Ignatio Loiola... gestae (Monaco 1612, tradotto dal Ribadeneira, parecchie ristampe); Utopia seu sales musici, quibus ludicira mixtim et seria... denarrantur (Dillingen 1640, è un romanzo latino per studenti, molto vivace; una trad. tedesca, Bacchusia oder Fastnacht-Land fu data nel 1677 da Cr. A. Hörl, tacendo il nome dell'autore).

Ma il suo maggiore merito l'ebbe come drammaturgo ed influì potentemente sull'evoluzione del genere in Germania: si staccò, infatti, dalla tradizione fino allora dominante.

La più celebre delle sue grandi composizioni è il Cenodoxus, der Doktor von Paris (1602 e, alquanto ritoccato, 1609), benché conservi ancora molto degli antichi misteri; l'apice dell'arte barocca, B. lo raggiunge con i due altri capolavori, Belisarius (1607) e Ioannes Calybita (1618). Fra le altre tragedie sue sono Cassianus (1602), Adriamus (1603), Macarius (1613) Joseph Aegypti prorex (1615), Philemon (1618), Iosaphat (1619). Una edizione postuma riunì dieci drammi con interessanti introduzioni: Ludi teatrales sacri seu opera comica postuma (2 voll., Monaco 1666). Il Cenodoxus è tornato in auge nel '900. La trad. tedesca del Meichel (ivi 1635) è stata ripresa nella collezione Deutsche Literatur dell'editore Reclam (serie Barock, vol. Ordensdrama, del Flemming, Lipsia 1930, pp. 47-183). Fu portata nuovamente sulle scene, principalmente nell'adattazione tedesca di H. Rommel, Cenodoxus, der Doktor von Paris (Monaco 1932).

Caratteristiche dell'arte del B. sono l'acume dell'analisi e la forte costruzione psicologica dei personaggi (è una trasposizione drammatica degli Esercizi spirituali di s. Ignazio); si aggiunge un forte realismo, che avvicina curiosamente il tragico ed il comico spinto fin al burlesco, come nel contemporaneo Shakespeare, con il quale ha molto di comune; principalmente poi la sua abilità a far scaturire dai grandi temi barocchi od umani (l'opposizione fra il temporale, fugace, e l'eterno, la caducità della fortuna umana, ecc.), effetti tragici irresistibili.

Bibliografia12 opere
BIBL.: Sommervogel, I, coll. 1443-56; VIII, coll. 1835-36; M. Sadil, J. B., ein Dramatiker des 17. Jahrhunderts aus dem Jesuitenorden, Vienna 1899 (Programma annuale del Collegio « zu den Schotten »); A. Dürrwächter, J. B. und das Jesuitenheater, in Kultur, 4 (1903), pp. 144-150; B. Duhr, Geschichte der Jesuiten in den Ländern deutscher Zunge, II, II, Friburgo in Br. 1913, pp. 693-703; B. Bischof, J. B.'s « Calybita », in Literaturwissenschaftliches Jahrbuch, 4 (1920), pp. 103-104; id. J. B.'s « Ioannes Calybita » (1618). Eine textgeschichtliche Untersuchung, Lucerna 1932; J. Müller, Das Jesuitenkramm in den Ländern deutscher Zunge, I, Augusta 1932, pp. 43-55; II, ivi, pp. 16-21; J. Gregor, Weltgeschichte des Theaters, Vienna 1933, pp. 381-88; L. Elbruecke-Hülseweh, J. B.'s « Belisarius », Beitrag zur phänomenologischen Behandlung eines literarischen Kunstwerkes, Berlino 1935; H. J. Nachtwey, Die Exerzitien des Ignatius von Loyola und die Dramen J. B.'s S. I., Bochum-Langendreer 1937.

Edmondo Lamalle

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Di Edmondo Lamalle

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 1623–1624.

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vol. 2, coll. 1623–1624

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Lamalle, Edmondo. “Bidermann, jakob.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 1623–1624. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/bidermann-jakob.

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Lamalle, Edmondo. “Bidermann, jakob.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1623–1624. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/bidermann-jakob.

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