BOEMONDO, principe di ANTIOCHIA. - N. verso il 1170, m. nel 1233, era figlio di Boemondo III e di Orgogliosa. Alla morte del padre (1201) s'impadronì, contro il diritto feudale, del principato di Antiochia. Il suo governo però fu turbato dalla lotta di successione mossagli dal nipote Raimondo Roupen e dal nonno di costui Leone II di Armenia, lotta che assunse ben presto anche carattere religioso. Il patriarca della città, Pietro d'Angoulême, sostenuto dagli Ospedalieri, era per Raimondo, mentre i Templari parteggiavano per B. Questi allora intronizzò nella città un patriarca di rito greco, Simeone III, ma Pietro lo scomunicò. Una sommossa popolare capeggiata da Pietro riuscì per pochi giorni (1208) ad introdurre in Antiochia Raimondo; ma B., rioccupata la città, gettò in prigione il patriarca che vi morì nel luglio dello stesso anno. Il Papa elesse allora un nuovo patriarca latino nella persona di Pietro di Leocedio, ma B. non lo volle riconoscere. Nel 1216, approfittando dell'assenza di B., Raimondo s'imparò droni della città e la tenne per quattro anni; ma egli era incapace di governare e B. poté facilmente ricaricarlo con l'aiuto dei suoi fautori rimasti in Antiochia. Fece allora aspra vendetta dei nemici, specialmente degli Ospedalieri cui confissò tutti i beni. Questi ricorsero al papa Gregorio IX che nel 1230 scomunicò B. In seguito il patriarca Geraldo di Gerusalemme riuscì a stabilire la pace nel principato, ratificata dal Papa che perciò tolse la scommessa (1231). B. fu ancora implicato nelle lotte che laceravano i vari principi latini della Siria, ma fu incostante parteggiando ora per l'uno ora per l'altro.
BOEMONDO, PRINCIPE DI ANTIOCHIA
BIBL.: A. Luchaire, Innocent III (IV). La question d'Orient, 2a ed., Parigi 1911, pp. 34-42; R. Grousset, Histoire des Croisades et du royaume franc de Jérusalem, III, ivi 1936, pp. 246-66; L. Bréhier, Bohemond IV, in DHG, IX, coll. 504-506.