BOEMONDO di TARANTO. - Principe normanno, figlio di Roberto il Guiscardo e di Alberada, vissuto nei secc. XI-XII. Prese parte, con il padre, alla conquista normanna dell'Italia meridionale, e lo scoglio nella spedizione balcanica contro l'Impero bizantino. Richiamato il Guiscardo da Gregorio VII, B. assunse il comando delle truppe normanne, infliggendo sconfitte ad Alessio Comneno (1083). Morto il padre, contrastò la successione al fratello Ruggero nel ducato di Puglia (1085) e s'impadronì della provincia di Taranto che gli fu concessa «pro bono pacis». Di nuovo in guerra con il fratello, tirò dalla sua parte il figlio di Ugo Falluca, signore di Catanzaro, e la ribelle Cosenza (1087). Più tardi (1093), dietro falsa notizia della morte del fratello, s'impadronì di parecchie terre della Calabria, che restituì, ottenendo la pace. Nel 1096 prese parte all'assedio di Amalfi, che abbandonò per associarsi alla prima Crociata. Al ritorno, organizzò per la seconda volta una spedizione contro l'Impero bizantino. Morì nel 1111, pochi giorni dopo il fratello.
BOEMONDO DI TARANTO
BIBL.: F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, II, Parigi 1907, pp. 278-89 e passim; G. Matera, De rebus gestis Rogerii, in Rerum Italicarum Scriptores, V, 2a ed., Bologna 1928, passim (v. indice); Amato da Montecassino, Storia dei Normanni, a cura di V. de Bartholomeis, in Fonti per la Storia d'Italia dell'Ist. Stor. Ital., Roma 1935, pp. 124-198.