BULLATORES

BULLATORES. - Nella cancelleria pontificia apponevano il sigillo di piombo ai documenti (bulla);
BULLATORES. - Nella cancelleria pontificia apponevano il sigillo di piombo ai documenti (bulla);

211 BULLATORES - BULLETTINO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA
la prima menzione dei b. si trova in una lettera di Innocenzo III del 1198 e poi compaiono nel nuovo ordinamento della cancelleria del 1213. Erano di solito due, almeno dal tempo di Eugenio IV, e furono detti fratres barbati perché scelti in origine fra i fratelli laici di Ordini che portavano la barba, per lo più dall'abbazia di Fossanova, dell'Ordine cistercense (costituzione di Innocenzo VIII del 15 maggio 1486: «Notorium quippe est, in Romana Curia b. licetarum apostolicarum monachos monasterii Fossenove Cisterciensis ordinis, Verulane diocesis, et licetarum ignaros a longissimo tempore citra semper fuisse et adhuc existere»). Che dovessero essere illetrati, a garanzia del segreto, non era sancito da alcuna norma scritta (1524: «ab aliquibus assertur officium predictum per viros legere scientes obtineri non posse»). Del 1512 è la notizia di una dote concessa alle figlie di un bullator defunto; dal che si deduce che non sempre fossero religiosi.

BIBL.: M. Tangl, Die päpstlichen Kanzleiordnungen, Innsbruck 1894, passim; P. M. Baumgarten, Aus Kanzlei und Kammner: B. Taxaters, Domnunus Curiosus (sec. XIII-XIV), Friburgo in Br. 1907, passim; W. V. Hofmann, Forschungen zur Gesch. der kurialen Behörden, 2 voll., Roma 1914, passim; B. Rusch, Die Behörden und Hofbeamten der päpstlichen Kurie des 13. Jahrhunderts, Königsberg 1936, pp. 17-18. Sull'uso della bolla in sede vacante e prima della consacrazione, cf. P. M. Baumgarten, Das päpstl. Siegelaunt beim Tode und nach Neuwahl des Papstes, Roma 1907.