BULLA IN COENA DOMINI. - Questa bolla, che enumera una serie di scomuniche riservate al Papa, ebbe il nome dall'esser letta ogni anno nel Giovedì Santo (feria V in Coena Domini) nella loggia della basilica Vaticana alla presenza del Papa, dei cardinali e della corte pontificia. Gli inizi di essa sono incerti; non mancano autori che la fanno risalire a Clemente V. Alcuni capitoli si trovano nella costituzione Apostolatus officium emanata da Urbano V nel 1363, nella Quod antidota di Martino V del 1418; nella Olim di Niccolò V del 1451, e in altri documenti pontifici.
La prima redazione che ne abbiamo è quella Conueverunt, di Giulio II, del 1511. Quella definitiva, in 20 capitoli, nella Pastoralis di Paolo V, dell'8 apr. 1610.
Aspramente combattuta da vari sovrani, specialmente in Germania ed in Francia, le opposizioni alla bolla diventarono ancora maggiori quando nel 1768 Clemente XIII scomunicò Ferdinando duca di Parma, violatore dei diritti della S. Sede e delle immunità ecclesiastiche. La bolla fu abolita da Clemente XIV (1769-74). I principali delitti in essa previsti, sono: l'eresia e la protezione data agli eretici, l'appello dal Papa al futuro concilio, la pirateria, la falsificazione delle lettere emanate dalla S. Sede, la promulgazione di leggi contrarie alla libertà della Chiesa, l'occupazione delle terre della S. Sede, ecc.
BULLARIUM PONTIFICIUM SACRAE CONGREGATIONIS DE PROPAGANDA FIDE. - Consta di cinque volumi, stampati nei seguenti anni: 1839 il primo, 1840 il secondo e terzo, 1841 il quarto e il quinto. Ai cinque volumi furono aggiunti altri due di appendice e nel 1858 un terzo contenente l'indice analitico. Nella biblioteca di Propaganda si conserva anche un terzo volumetto di appendice.
Nella prefazione del primo volume il rev. Paolo Cullen, direttore della tipografia di Propaganda, chiama nuova l'edizione del 1839 rispetto a quella del 1745 di un sol volume. Infatti il Bullario fu preceduto da varie collezioni fittizie, dette così perché raccolgono documenti autentici stampati in tempi differenti. Esse erano destinate per l'uso interno della Congregazione. La prima è del 1638 e la seconda del 1642, i cui documenti sono quasi tutti stampati nel Bullario. Nel 1745 si ebbe un'altra collezione, che oltre il titolo di Constitutiones Apostolicae et Brevia ad usum S.C. de Prop. Fide (Roma 1745) porta anche il titolo di Bullarium S. C. de Prop. Fide, a cui si riferisce il Cullen.