BURCARDO di WORMS. - N. nel 965 dalla famiglia dei conti Reichenbach-Ziegenhain, ca. l’anno 1000 fu da Ottone III eletto vescovo di Worms, dove compì una notevole opera di riforma, e dove morì nel 1025.
Perché la sua esperienza potesse giovare ad altri, con l’aiuto di Alberto di Labbese e Gualtiero di Spira, compose tra il 1008 e il 1012 una collezione canonica, chiamata Decreto. L’opera è distinta in 20 libri e consta di 1785 frammenti. Il 1. XIX è chiamato Corrector e tratta della penitenza; il XX Speculator e riguarda i dogmi più strettamente connessi con la morale. Le fonti del Decreto sono principalmente la Collectio Anselmo dedicata, e il De Syndalibus causis di Reginone di Prüm. I testi sono spesso rifatti e alcuni di essi sono attribuiti ad altri, pur essendone autore lo stesso B. L’opera si diffuse rapidamente in tutto l’Occidente, riaffermando, in epoca di decadenza, l’autorità del Pontificato romano, e facilitando alla Chiesa la liberazione dalla tutela imperiale. B. combatte, oltre la simonia, il concubinato e l’avarizia del clero, ed è ostile all’esenzione dei monaci dall’autorità vescovile. Non dubita di affermare che non solo la società ecclesia-stica, ma anche la società civile di allora, poggiava sui vescovi.
BURCARDO DI WORMS
Bibl.: A. Van Hove, Prolegomena, 2a ed., Malines-Roma 1945, pp. 230, 263, 298, 320-21 e bibl. ivi citata. Dino Staffa