BULGARO. - È il più illustre dei cosiddetti quattro dottori bolognesi che la tradizione vuole discepoli di Irnerio fondatore dello Studio.
Ricordato per la prima volta nel 1154, egli prende parte nel 1158 alla Dieta di Roncaglia su invito del Barbarossa per definire le regalie imperiali e i diritti
comunali; muore forse nei 1166 ed è sepolto nella chiesa di S. Procofo in Bologna.
Notissimo ai glossatori che seguirono, ad Azzone e ad Accursio tra gli altri, B. rappresenta nella storia dello Studio bolognese l'indirizzo scientifico che ebbe appunto nei bulgariani i suoi seguaci, opposto all'altro iniziato dal suo contemporaneo e collega di insegnamento Martino Gosia e seguito dai gosiani: B. sembra mantenersi più fedele e più aderente nella sua attività di interprete alla lettera della legge, Martino al contrario manifesta la tendenza ad interpretare i testi con maggiore libertà usando largamente di criteri di equità, magari a volte anche capricciosa; egli è così rappresentante della scuola conservatrice in antitesi a quella innovatrice di Martino.
La vasta cultura giuridica, l'acume critico e l'elegante dizione gli meritarono l'epiteto di os aureum; ebbe discepoli illustri come Rogerio, Alberico e Giovanni Bosiano; ci son pervenute di lui varie glosse, un apparato al titolo De diversis regulis iuris e un trattato procedurale De iudicis.