BULIC, FRANCESCO - Archeologo, n. a Vranjic (Vragnizza), presso Spalato, il 4 ott. 1846, m. a Zagabria il 28 luglio 1934.
Compiuti gli studi ecclesiastici nel seminario di Zara (1869), frequentò l'Università di Vienna ove si laureò in filosofia classica (1873), e vi tornò poi nel 1877 per completare i suoi studi epigrafici. Del resto visse sempre in patria ove partecipò attivamente all'amministrazione civile, ma soprattutto fu dedito all'insegnamento e agli studi archeologici, direttore del liceo di Spalato (1883-96), direttore del museo archeologico (1883-1920), conservatore provinciale dei monumenti (1913-26).
Seguendo l'esempio del De Rossi si dedicò di preferenza allo studio dell'antichità cristiana della Dalmazia, che riuscì ad esumare dalle tenebre specialmente nel centro importantissimo di Salona. I risultati dei suoi scavi ed esplorazioni sono consegnati nel vol. VII e sgg. del Bullettino di archeologia e storia Dalmazia (Spalato 1878 sgg.), periodico che dal 1920 (vol. 43) uscì con titolo croato e sotto titolo e risanuiti in francese, avendo per condirettore M. Abra-mic. Ma il B., sebbene per la sua origine croata fosse ardente slavofilo e avversario delle aspirazioni italiane (che combatté anche come inviato jugoslavo alla Conferenza di Parigi), non fu settario nel campo della cultura e tutelò con zelo il patrimonio storico-archeologico latino e italiano della Dalmazia. Anche dopo il 1920 continuò a scrivere, quasi solo, in italiano sulla sua rivista.
I suoi meriti sono soprattutto nell'archeologia militante. Ma per mancanza di larga e profonda cultura archeologica e architettonica non riuscì a quella sintesi delle antichità salontiane che negli ultimi anni della sua vita altri utilizzando i suoi scavi cominciarono a dare. Le sue pubblicazioni sono essenzialmente ecclesiastiche e frammentarie. Meritano di essere segnalate accanto al Bullettino, le Inscriptiones quae in C. R. museo archeologico Spalati asservantur (Spalato 1886, seguito da alcuni auctaria sino al 1894), e Stridone luogo natale di S. Girolamo, in Miscel

lanea Geronimiana (Roma 1920, pp. 253-330). Gran parte opera del B. fu l'organizzazione e buona riuscita del I Congresso di archeologia cristiana del 1894. I suoi meriti furono largamente riconosciuti e molto apprezzate le sue pubblicazioni e il suo carattere. Era socio corrispondente della Pontificia accademia romana di archeologia e dell'Institut de France, socio ordinario dell'Istituto archeologico germanico e dell'Istituto archeologico austriaco.
Nel 1921 gli fu offerta una ricchissima Strena Buliciana. Commentationes gratulatoriae Francisco Bulic ob XV vitae lustra feliciter peracta oblatae a discipulis et amicis a. d. IV non. oct. MCMXXI (Zagabria 1924).