DEPOSITIO MARTYRUM

DEPOSITIO MARTYRUM. -

Come il precedente documento,

è compreso nel cosiddetto Cronografo dell'anno 354 (v.). Comprende un elenco di deposizioni di martiri, con la data, il nome, il luogo della deposizione o del luogo dove si celebrava la stazione liturgica.

Comincia con il 25 dic. («Natus Christus in Bethlehem Iudeae»). La festa della «Cathedra Petri» (22 febbr.) non è seguita da indicazione topografica. Ad eccezione degli apostoli Pietro e Paolo, tutti gli altri martiri ricordati di Roma, d'Africa, d'Albano e di Porto non sono anteriori al sec. III. I martiri africani più antichi sono Perpetua e Felicita (203); il più antico martire romano di data certa è il papa Callisto (223).

Il documento, che non si può chiamare ufficiale, perché non si hanno elementi, è di grande importanza per i nomi dei cimiteri e per le relative indicazioni topografiche che si sono verificate sempre esattissime dalle scoperte archeologiche (iscrizioni sepolcrali di Ponziano, Fabiano, Giacinto, quest'ultimo anche per la data della deposizione, graffiti, altre iscrizioni, carmi damasiani, ecc.).

BIBL.: Lib. pont., I, p. IX-X, LXIII; H. Achella, Die Martyrologien, ihre Geschichte und ihr Wert, in Abhandlungen der königlich Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen, Philolog.-Histor. Klasse, nuova serie, III, 8, Berlino 1900, p. 6 estr.; J. P. Kirsch, Der stadträumische christliche Festhalender im Altertum, Münster in West. 1924, p. 16; ed. con introduzione e commento di R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della Città di Roma, II, Roma 1942, pp. 1-28.

Enrico Josi

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“DEPOSITIO MARTYRUM.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 840. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/depositio-martyrum.