DE SMEDT, CHARLES. - Gesuita e storico belga, n. a Gand il 6 apr. 1833, entrato nel noviziato nel 1851, sacerdote nel 1863. Professore di storia ecclesiastica nel collegio della Compagnia a Lovanio, collaboratore alcuni anni di Les Etudes, entrò nel 1877 tra i Bollandisti; ne prese la direzione nel 1882 e la conservò, nonostante un triennio di rettore del collegio di Bruxelles (1900-1902), finì alla sua morte, avvenuta a Bruxelles il 4 marzo 1911.
Professore, il D. S. aveva scritto una Introduzione al historiam ecclesiasticam critice tractandam (Gand 1876, insieme con un volume di Dissertationes selectae). In seguito riuniva in un volume, Principes de la critique historique (Liegi-Parigi 1883), alcuni articoli usciti poco prima in Etudes, che operarono una salutare rivoluzione nel mondo della storia ecclesiastica per la condanna ferma, ponderata e serena dei metodi errati, spesso più apologetici che storici, che vi dominavano. Sull'opera bollandiana stessa, l'influsso del D. S. fu decisivo. Restaurata, un po' affrettatamente, nel 1837, la dottora società traversava una crisi manifesta, non solo per la morte di parecchi dei migliori membri, ma anche perché, nonostante l'opera di alcuni soggetti eccezionali come Vittorio De Buck, non aveva ancora ben sistemato il suo atteggiamento di fronte al progresso delle scienze storiche e filologiche. Il D. S. rinnovò i metodi, per la scelta e la presentazione filologica dei testi pubblicati, per l'uso di tutti i sussidi delle discipline ausiliari. Il nuovo metodo si affermò nei tre primi tomi di nov. degli Acta SS. usciti durante la sua presidenza e si continuò nei seguenti. L'anno stesso in cui assumeva la direzione, il D. S. aggiunse ai poderosi volumi degli Acta