DIONISIO, PAPA

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DIONISIO, PAPA. - L'anonimo del Lib. Pont., che riflette la mentalità storica del sec. VI, asserisce che proveniva dal ceto monastico; forse voleva alludere alla qualità di asceta di D. Pontifico (cronologia convenzionale) dal consolato di Emiliano e Basso (239) fino a quello di Claudio e Paterno (265). Ad ogni modo è sicuro doversi trattare di un papa del III sec. Fu sepolto nel cimitero di Callisto sulla Via Appia. Non ci è pervenuto il suo epitaffio.

Ma gli Itinerari dei pellegrini dei secc. VII e VIII lo dicono: «papa et martyr», Il Lib. Pont. gli attribuisce una sistemazione delle circoscrizioni ecclesiastiche urbane: «Hic presbiteris ecclesias dedit et cymiteria et paroecias dioecesis instituit». Ma ben più importante è il suo intervento nella controversia trinitaria, provocato da una lettera di Dionigi Alessandrino che oppugnava gli eccessi delle dottrine sabbiliane e modaliste, cadendo a sua volta nell'errore di un'accettata distinzione delle tre Persone divine e di una netta subordinazione del Figlio al Padre. La lettera fu da D. sottoposta all'esame di un concilio, ed egli poi rispose condannando il modalismo ed anche coloro che ammettevano tre ipostasi separate e facevano del Verbo una creatura. In una lettera separata D. invitava l'omonimo vescovo alessandrino a dare spiegazioni. E questi lo fece inviando una difesa che sembra soddisfacesse la Chiesa di Roma (cf. Eusebio, Historia eccl., VII, 26; Atanasio, De decretis Nic. syn., capp. 25 e 26 e De sent. Dion., passim).

BIBL.: Lib. Pont., I, p. 157; H. Hagemann, Die röm. Kirche in den ersten 3 Jahrh., Friburgo in Br. 1864, p. 334 seg., 432 seg.; Jaffé-Wattenbach, I, p. 22; Bardenhewer, II, pp. 203 seg., 644 seg.; P. Batiffol, La paix costantinienne, 2a ed., Parigi 1914, p. 94 seg.; G. Bardy, L'autorité du siège romain et les con-troverses du IIIe siècle, in Recherches, 14 (1924), p. 385 seg.; E. Caspar, Gesch. des Papsttums, I, Berlin 1930, p. 92 seg.; R.-J. Loenertz, Un prétendu sanctuaire romain de St-Denys de Paris, in Analecta Boll., 66 (1948) pp. 118-33 (l'autore dimostra che papa D. è patrono e titolare con s. Stefano e s. Silvestro dell'attuale chiesa di S. Silvestro in capite). Carlo Cecchi