DU SOLLIER, JEAN-BAPTISTE. - Agiografo bollandista, n. a Herseaux (Fiandra) il 28 febbr. 1669, m. ad Anversa il 27 giugno 1740. Entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù a Malines il 27 sett. 1687; studiò teologia a Roma dal 1697 al 1701. Ordinato sacerdote il 27 sett. 1700, fu chiamato al Museum Bollandianum il 7 marzo 1702, ove lavorò indefessamente alla redazione degli Acta SS. fino al 1736, non tralasciando mai le opere di apostolato. Praticamente egli portò il peso della colossale impresa dal momento che il p. Papebroch si mise in ritiro (1709), ma ne divenne il vero capo alla morte del p. Janninck (m. il 13 ag. 1723). Gli ultimi anni della sua vita furono travagliati da una dolorosa malattia sopportata con cristiana rassegnazione, che gli impedì ogni lavoro.

momento che il p. Papebroch si mise in ritiro (1709), ma ne divenne il vero capo alla morte del p. Janninck (m. il 13 ag. 1723). Gli ultimi anni della sua vita furono travagliati da una dolorosa malattia sopportata con cristiana rassegnazione, che gli impedì ogni lavoro.
(da Acta SS. Augusti,
V. Anversa (1iI) Du Sollier, Jean-Baptiste - Ritratto eseguito da P
B. Bouttats.D'intelligenza pronta e perspicace, si distinse per l'equilibrio del giudizio e per la vita metodica di cui alla morte si trovò un prezioso documento nel registro personale della sua corrispondenza, che comprendevano ben 12 mila numeri. Come agiografo seguì l'indirizzo instaurato del suo maestro p. Daniele Papebroch. Affrontò e risolse il problema per accelerare la complicata stampa degli Acta SS. e diede un nuovo ordinamento interno al collegio degli agiografi.
La parte migliore della sua produzione scientifica figura negli Acta SS., e precisamente dal vol. V di giugno (Anversa 1709) al vol. III di Agosto (ivi 1737). Si numerano a centinaia i commentari che consacrò alle vite dei Senti contenuti nei 7 voll. di luglio e nei 3 primi di ag. (ad es., nel vol. I di luglio sono suoi 50 commentari, nel II 80, nel I di ag. 25, nel III 30, ecc.); si è spesso riservato la trattazione dei problemi più spinosi e ingrati che gli procuravano vivaci battute polemiche.
Meritano un particolare ricordo: il Tractatus prae-liminaris de Patriarchis Alexandrinis cum appendice, de initiis, erroribus, institutis copto-Iacobiticis (in Acta SS. Iunii, V, Anversa 1707, pp. 1-xx, 1-160), saggio cronologico assai apprezzato per l'epoca, già tentato da Papebroch; gli Acta b. Raymundi Lulli (ibid., pp. 633-736) con un saggio sulle opere e la dottrina del Santo; il Martyrologium Usuardi monachi, hac nova editione ad excusa exemplaria quatuordecim, ad codices mss. integros decem et septem, atque ad alios ferme quinquaginta collatum, ab additamentis expurgantum, castigatum et quotidianis ob
servationibus illustratum (in Acta SS. Iunii, VI e VII, ivri 1715 e 1717; ed. a parte, ivri 1714, pp. LXVI-82o). Si tratta d'una accurata edizione condotta su 67 manoscritti e 14 edizioni a stampa, preceduta da una lunga e dotta introduzione e accompagnata d'un commento ricco di erudizione.
Benché lo studio di dom H. Quentin (Les martyrs) loges historiques du Moyen âge, Parigi 1908, pp. 7-10; cenno all'ed. del D. S.) abbia ormai chiarito i problemi relativi ai martirologi storici medievali, il Martyrologium Usuardi del D. S. rimane tuttora un modello del genere una inesauribile fonte di notizie agiografiche. L'edizione del Martirologio non piacque all'acido benedetto non J. Bouillart, ma il D. S. seppe con garbo troncare un'inutilità polemica. Altra polemica ebbe con i Domenicani per aver negato che s. Domenico discendesse dalla famiglia Guzman e sul b. Bartolomeo di Braganza.
Le opere minori del D. S. si trovano elencate nel Sommervogel (VII, coll. 1371-77).