PAPA

PAPA - Processo verbale dell'elezione di Ildebrando al sommo pontificato (22 apr. 1073). Incipit del registro di Gregorio VII - Archivio Segreto Vaticano, Reg. Vat. 2, f. 1'.

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(105. Eac. Catt.)

(535-36) il posto a quella di p. In quanto alla proposizione 113 del Dictatus papae di Gregorio VII (1075): «quod hoc unicum est nomen in mundo» (v. VI) non porta nessuna innovazione sul significato della parola p., ma codifica una consuetudine già plurisecolare. Il nome papatus non pare sia più antico di Leone Ostiense (sec. XII).

II. ELEZIONE DEI P

L'elezione del vescovo di Roma nei primi secoli di vita cristiana non differiva da quella delle altre sedi vescovili. Se alcune norme per le elezioni ecclesiastiche si possono ricavare dal cap. 44 della I Ep. ad Corinthios di s. Clemente Romano, si deve però ricorrere all'epistolario di s. Cipriano per avere notizie dirette per l'elezione di un p.; s. Cipriano nelle lettere 455-55, specie nella 55 (ed. G. Hartel, CSEL, III, 2, Vienna 1871, pp. 599-650), tratta della elezione di s. Cornelio, avvenuta in circostanze particolarmente agitate a causa dei contrasti suscitati da Novaziano, nel marzo del 251: all'elezione di Cornelio, passato per tutti i gradi della gerarchia, presero parte il clero e il popolo, e i vescovi presenti gli conferirono l'episcopato. Già sin da allora il neo-eletto vescovo di Roma comunicava a quello di Cartagine l'avvenuta sua elevazione alla sede romana.

Con il sec. IV, conformemente alla prassi invalsa dopo il Concilio di Nicea per la scelta dei vescovi, l'elezione del p. divenne un fatto precipuo del clero, cui popolo e aristocrazia davano il loro assenso. Il candidato doveva essere passato per tutti i gradi della gerarchia e generalmente era l'arcidiacono, il personaggio più ragguardevole dell'amministrazione ecclesiastica romana. Normalmente l'elezione avveniva tre giorni dopo la morte del predecessore (regola che ebbe molte eccezioni, specie nel medioevo; la più lunga vacanza fu quella che precedette l'elezione di Gregorio X, 1271) e la consacrazione aveva luogo la domenica seguente, però da Giustiniano I sino a Costantino IV Pogonato (685: cf. Lib. Pont., I, p. 363) l'eletto doveva chiedere all'Imperatore (cf. formula 58 del Lib. diurnus, ed. Th. Sickel, Vienna 1889, p. 47) la iussio o la praeceptio per l'ordinazione e versare alla Cancelleria imperiale una congrua tassa (cf. Lib. Pont., I, p. 354), e all'Esarca di Ravenna il suo benestare (cf. formula 60: ibid., ed. cit., p. 49).

(106. Eac. Catt.)

(535-36) il posto a quella di p. In quanto alla proposizione 113 del Dictatus papae di Gregorio VII (1075): «quod hoc unicum est nomen in mundo» (v. VI) non porta nessuna innovazione sul significato della parola p., ma codifica una consuetudine già plurisecolare. Il nome papatus non pare sia più antico di Leone Ostiense (sec. XII).

II. ELEZIONE DEI P

L'elezione del vescovo di Roma nei primi secoli di vita cristiana non differiva da quella delle altre sedi vescovili. Se alcune norme per le elezioni ecclesiastiche si possono ricavare dal cap. 44 della I Ep. ad Corinthios di s. Clemente Romano, si deve però ricorrere all'epistolario di s. Cipriano per avere notizie dirette per l'elezione di un p.; s. Cipriano nelle lettere 455-55, specie nella 55 (ed. G. Hartel, CSEL, III, 2, Vienna 1871, pp. 599-650), tratta della elezione di s. Cornelio, avvenuta in circostanze particolarmente agitate a causa dei contrasti suscitati da Novaziano, nel marzo del 251: all'elezione di Cornelio, passato per tutti i gradi della gerarchia, presero parte il clero e il popolo, e i vescovi presenti gli conferirono l'episcopato. Già sin da allora il neo-eletto vescovo di Roma comunicava a quello di Cartagine l'avvenuta sua elevazione alla sede romana.

Con il sec. IV, conformemente alla prassi invalsa dopo il Concilio di Nicea per la scelta dei vescovi, l'elezione del p. divenne un fatto precipuo del clero, cui popolo e aristocrazia davano il loro assenso. Il candidato doveva essere passato per tutti i gradi della gerarchia e generalmente era l'arcidiacono, il personaggio più ragguardevole dell'amministrazione ecclesiastica romana. Normalmente l'elezione avveniva tre giorni dopo la morte del predecessore (regola che ebbe molte eccezioni, specie nel medioevo; la più lunga vacanza fu quella che precedette l'elezione di Gregorio X, 1271) e la consacrazione aveva luogo la domenica seguente, però da Giustiniano I sino a Costantino IV Pogonato (685: cf. Lib. Pont., I, p. 363) l'eletto doveva chiedere all'Imperatore (cf. formula 58 del Lib. diurnus, ed. Th. Sickel, Vienna 1889, p. 47) la iussio o la praeceptio per l'ordinazione e versare alla Cancelleria imperiale una congrua tassa (cf. Lib. Pont., I, p. 354), e all'Esarca di Ravenna il suo benestare (cf. formula 60: ibid., ed. cit., p. 49).

PAPA - Uno dei frammenti meglio conservati della serie di ritratti dei p. in S. Paolo fuori le Mura del tempo di Leone I. Ritratto di P. Urbano.

XVIII, p. 225). Per arginare i gravi abusi che si verificavano ad ogni elezione, Niccolò II (1059) riservò le trattative per l'elezione ai cardinali vescovi i quali dovevano poi subito associarsi gli altri «clerici cardinales»; il resto del clero e il popolo veniva a sua volta convocato per assentire all'avvenuta elezione. Il candidato doveva appartenere al clero della Chiesa di Roma, e solo in caso di necessità si poteva ricorrere a persona ad esso estranea. Niccolò II prevede anche il caso che l'elezione per necessità si dovesse tenere fuori Roma (cf. l'ed. del decreto, nel testo genuino e nell'interpolato da Guiberto o dai suoi seguaci, a cura di J. B. Lo Grasso, Ecclesia et Status. Fontes selecti, Roma 1939, pp. 100-107).

Il decreto con cui Niccolò II riservò al collegio dei cardinali l'elezione del p. apri un nuovo periodo nella storia di questo istituto che andò lentamente evolvendosi sino a raggiungere l'attuale preciso e severo ordinamento fissato nel Codice di diritto canonico e integrato di recente con la cost. Vacantis Apostolicae Sedis di Pio XIII dell'8 dic. 1945. Le principali tappe di questo nuovo periodo sono: 1) il decreto del Concilio Lateranense III (marzo 1179; Mansi, XXII, 217-18) contenuto nella cost. di Alessandro III, Licet de vitanda (6. X. I. 6; G. J. Ebers [cit. in bibl.]), p. 66) che richiedeva per la validità dell'elezione la maggioranza di due terzi dei voti e ciò per precludere la via a possibili scismi; 2) il can. 2 del II Concilio di Lione (1274; Mansi, XXIV, pp. 81-85) riprodotto nella cost. Ubi periculum di Gregorio X (luoglio 1274; G. J. Ebers, p. 67) che fissava le norme per il conclave, che poi vennero modificata e integrata più volte; 3) la cost. Si summus rerum di Giulio II del 14 genn. 1505, pubblicata a Bologna nell'ott. 1510 e nuovamente sancita dal Concilio Lateranense V nella sessione quinta del 16 febbr. 1513 (Bullarium Romanum, ed. Taninensis, V, pp. 536-37; Pastor, III, p. 701) per prevenire gli scandali simoniaci verificatisi nell'elezione di Alessandro VI; 4) la cost. Aeterni Patris Filius di Gregorio XV del 15 nov. 1621 (ibid., XII, pp. 619-26), contenente nuove norme per l'elezione del p. allo scopo di ovviare ai gravi abusi delle elezioni precedenti, e per arginare l'intromissione ormai diventata intollerabile dei governi, in particolare della Spagna, che esercitava l'esclusiva sin da Carlo V. Lo scopo sperato non si raggiunse, anzi se fino a quel punto gli ambasciatori erano riusciti nel loro intento con intrighi, d'ora in poi vi riusciranno ponendo ufficialmente l'esclusiva (cf. Pastor, XIII, pp. 85-93) che solo Pio X avrà il coraggio di interdire con la cost. Commissum nobis, del 20 genn. 1904, pubblicata nel marzo del 1909 (Pii X P. M. Acta, III, Roma 1908 [1909], pp. 289-292 sgg.); 5) la cost. Sede vacante di Pio X (25 dic. 1904) integrata dal motu proprio di Pio XI, Cum proxime (19 marzo 1922) e dalla costit. citata di Pio XII (v. CONCLAVE).

Per farsi un'idea del come si svolgeva l'elezione in seno al conclave dal sec. XIV in poi si veda l'Ordo Romanus XIV, composto probabilmente da Gaetano Stefaneschi, m. nel 1341 (ed. J. Mabillon, Museum Italicum, II, Parigi 1689, p. 246 sgg.); l'Ordo Romanus XV, composto da Pietro Amelio, m. nel 1389 (ed. cit., II, p. 532); la descrizione che ne diede nel 1488 il cerimonier pontificio Agostino Patrizi Piccolomini (cf. C. Marcello, Ritum ecclesiasticorum sive sacrum caeremoniarum SS. Romanae Eccl. libri III, Venezia 1516, cc. I-VII); la cost. di Gregorio XV, Decret Romanum pontificem, del 12 marzo 1621 (ed. G. J. Ebers, pp. 104-111), e la cost. di Clemente XII Apostolatus officium del 5 ott. 1732 (Bullarium Romanum, ed. Taninensis, XXIII, p. 443 sgg.; G. J. Ebers, pp. 111-16). Per l'ordinatio, l'intromissione, la possessio e la coronatio, V. i testi raccolti dall'Ebers, pp. 169-214; cf. E. Eichmann, Weihe u. Krönung des Papstes im Mittelalter, Monaco 1951.

III. Nomi dei p

Dopo il Principe degli Apostoli, che ebbe mutato da Cristo il nome di Simone in quello di Pietro (Io. 1, 42), il primo suo successore che abbia cambiato il nome è Giovanni II, che chiamavasi prima Mercurio. Altri esempi del genere occorrono nel sec. X: Ottaviano dei Conti di Tuscolo divenne Giovanni XII (955); l'antipapa Francesco, Bonifacio VII (974); Pietro Canepanova, vescovo di Pavia, Giovanni XIV (983); Brunone dei duchi di Carintia, Gregorio V (996). Da Silvestro II (999) in poi, e antipapi cambiarono il loro nome di Battesimo al momento dell'elezione, ad eccezione di Adriano VI (Adriano Florenz) e Marcello II (Marcello Cervini); dapprima ciò avvenne per volere degli elettori (cf., ad es., Leone Ostiense, Chronicon Casinense, II, 86 [elezione di Vittore, 1055 e dell'antipapa Benedetto X, 1058]; MGH, Scriptores, VII, pp. 686, 695; Lib. Pont., II, p. 357; l'Ordo Romanus XII di Cencio Savelli [nel 1192 ca.] attribuisce ancora la mansione di imporre il nuovo nome all'elettore al «prior diaconorum»: ed. P. Fabre-L. Duchesne, Le Liber censuum, I, Parigi 1889-1910, p. 311), poi per scelta personale dell'elettore, in seguito a richiesta del «prior diaconorum» come già attesta l'Ordo Romanus XIII (1275; ed. J. Mabillon, Museum Italicum, II, Parigi 1689, p. 221; G. J. Ebers, p. 186).

IV. LA CRONOTASSI PAPALE

I primi tentativi di tramandare la successione dei p. risalgono alla seconda metà del sec. II e son dovuti a due scrittori: Egesippo
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(196. Gvb. prt. nec.) Papa - Serie dei ritratti dei p. in S. Piero a Grado, presso Pisa : ritratti da Cristoforo antipapa a Leone VI: serie affrescata probabilmente da Deodato Orlandi (1500-12).

PAPA

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(1st. Enit)

PAPA - Serie dei busti di p. (sec. xv) nell'interno del duomo di Siena: l'ultimo busto visibile a destra è di Sisto II.
(tra il 155 e il 166) e Ireneo (177-78) che vennero a Roma per attingere direttamente i dati loro occorrenti alle fonti locali. Il lavoro del primo è giunto solo frammentario (cf. Eusebio, Hist. ecc., IV, 22, 3) mentre quello del secondo è conservato integralmente (cf. ibid., V, 6, V. anche 24, 28; Adversus haereses, III, 3). La lista dei p. di Ireneo, pur senza dati cronologici, è il documento più autorevole che si abbia in materia ed è quella che viene adottata nella nostra cronostasi fino ad Eleuterio. Accenni spro- radici a successioni di p. si riscontrano qua e là in Padri e scrittori ecclesiastici, ma non è qui il caso di soffermarvisi, poiché presto cronisti, storici e anonimi compi- latori di cataloghi di p. (v.) provvedere a fissare, spesso con metodi più o meno empirici, i dati cronologici dei p. sia ponendoli in rapporto con gli imperatori e consoli sia indicando il numero degli anni, dei mesi e dei giorni dei singoli pontificati. I cataloghi dei p. furono oggetto di accurato esame critico da parte del Duchesse (Lib. Pont., I, pp. I-xxv, e la voce LIBER PONTIFICIALIS, III, Fonti); il più noto tra essi è quello chiamato Catalogo Liberiano, che costituisce una delle fonti del Liber Pontificalis. Spesso i cataloghi di p. erano inseriti nelle collezioni ca- noniche, specie in quelle provenienti dall'Italia e dalla Gallia (cf., ad es., il cod. lat. 12097 della Biblioteca nazionale di Parigi, della 2a metà del sec. vi; il più antico esempio del genere), e servivano per datare le decretali papali ivi raccolte.

Ad eccezione di pochi, questi cataloghi, che divennero numerosissimi nell'alto medioevo e nei tempi moderni, non hanno nessun valore critico ed altrettanto si deve dire di innumerevoli cronache medievali. Tra le cronostasi papali che esercitarono maggiori influsso sulla cronologia storica sino ai giorni nostri sono da ricordare quelle che si possono ricavare: 1) dal Chronicon e dalla Historia Eusebio di Cesarea (v.), che non sempre convengono nel numero degli anni del pontificato; 2) PONTIFICALE (v.) e dalle sue continuazioni, che per la parte antica contiene gli errori delle sue fonti; 3) dal Chronicon pontificum et imperatorum di Martino di Trop- pau, O. P. (m. nel 1278), la cui terza edizione va fino a Niccolò III (ed. L. Weiland, in MGH, Scriptores, XXII, pp. 327-475); 4) dal Liber de vita Christi ac omnium pontificum del Platina (ed. critica G. Gaida in RIS, III, I, Bologna 1913-32; l'ed. princeps, Venezia 1479; notevole l'ed. curata da O. Panvino, Lovanio 1572; varie edd. in italiano); 5) da O. Panvino, Epitome pontificum Roma- normum a s. Petro usque ad Paulum III. Gestorum electio- nisque singulorum et Conclavium compendiaria narratio (Roma 1557; l'ed. veneta dello stesso anno fu pubblicata senza l'assenso dell'autore); 6) dagli Annales del Baronio (Roma 1588; 22a ed. Parigi 1864-82 e le innumerevoli edd. ridotte e le varie versioni): la cronostasi del Baronio, che termina con il 1198, è stata accolta da quasi tutti gli storici sino al secolo scorso; 7) da A. Ciacconio (Chacón), Vitae et gesta summorum pontificum a Christo Domino usque ad Clementem VIII (Roma 1601; più volte edita, rielaborata dall'Oldoini, ivi 1672); 8) dal Conatus chro- nologico-historicus ad universam seriem Romanorum pon- tificum di Daniele Papebroch (Propylaeum ad Acta SS. Maii, Anversa 1688), primo saggio veramente critico: l'autore si scusa di dover contraddire il Baronio; 9) dai Minores del Tillemont (Parigi 1693-1712, Venezia 1732) che terminano all'inizio del sec. vi; 10) dalla Chronologia Romanorum pontificum in pariete australi basilicae S. Pauli viae Ostienis depicta saec. V seu aetate s. Leonis PP. Magni cum additione reliquorum summorum pontificum nostra ad haec usque tempora perducta... di G. Marangoni (Roma 1751), cronostasi che riproduce gli errori della fonte che descrive; 11) dai Regesta pontificum dello Jaffé fino al 1198 e del Pothast ha fini al 1304: all'inizio di ogni pontificato, gli editori hanno posto un'accurata notizia cronologica ne- cessaria per fissare le date delle lettere (identico scopo ha elencato dei p. da Adriano I con le date della loro elezione, consacrazione e coronazione redatto da H. Grotefend, Ta- chenbuch der Zeitrechnung des deutschen Mittelalters u. der Neueszeit, 6a ed., Hannover 1928, pp. 117-24); 12) dalle più recenti storie della Chiesa dell'Herrenröther-Kirsch, del Duchesne (cf. le tavole cronologiche critiche fino a Pio II pubblicate nel Lib. Pont., I, pp. cclxx-xxii; II, pp. lxxv-vi), del Funk, di Fliche-Martin, ecc.; e quelle del pa- pato: Pastor, Seppelt, Caspar, ecc.; 13) dalla Hierarchia catholica dell'Eubel, dal 1198 in poi.

Il p. Ehrle, bibliotecario della Vaticana, pubblicò nella Gerarchia cattolica del 1904 e 1905 una cronostasi ponti- fica secondo il Liber Pontificalis e le sue fonti, edito dal Duchesne, per offrire agli ecclesiastici una guida sicura e di facile consultazione. La fatica dell'Ehrle non fu gradita dai più, e non venne più riprodotta a causa di in- temperanti polemiche suscitate da persone di scarsa cul- tura storica, le quali preferivano che si continuasse a seguire la serie dei p. di S. Paolo con tutti i suoi errori. La serie dei p. secondo i medaglioni di S. Paolo era infatti riprodotta sin dal 1806 nelle Notizie del Cracas, dal 1862 nell'Annuario pontificio, dal 1871 nella Gerarchia cattolica e nuovamente dal 1913 al 1946 nell'Annuario pontificio. Nel 1947 la direzione dell'Annuario pontificio sostituì la vecchia e anacronistica cronostasi di S. Paolo con una veramente critica, dovuta al Prefetto dell'Ar- chivio Segreto Vaticano, mons. A. Mercati, il quale ha debitamente aggiornata la serie dei p. dell'Ehrle.

La cronostasi papale Duchesne-Ehrle-Mercati, es- sendo sinora la migliore, si è creduto bene di riprodurla con qualche ritocco, soprattutto ANTIPAPA (v.). Da notare che le date assegnate da Lino sono a Pio I sono soltanto approssimative; più sicure, ma non precise all'unità, sono quelle da Aniceto a Callisto. Gli antipapi autentici hanno il nome stampato in corsivo; le date precedute da un asterisco significano che l'inizio del pontificato non fu legittimo; i nomi in corsivo prece- diuti da asterisco indicano gli antipapi dubbi; in tondo, gli antipapi impropriamente detti o i p. che non son tali, come Stefano II. Quando all'inizio del pontificato ci sono due date, la prima si riferisce alla electio, la seconda alla ordinatio o consecratio (eventuale) e alla coronatio; nel caso siano indicate tre date, la terza si riferisce alla coronatio quando è distinta dalla consecratio.

L'anno del pontificato si computava a partire dal- la coronatio. Prima di tale data la condizione di eletto ve- niva posta in evidenza nei documenti pontifici sia nella

datatio sia nell'intuitatio (p. es., « Benedictus presbiter et in Dei nomine electus Sanctae Sedis apostolicae » [Benedicto II] : cf. C. Silva Tarouca, Nuovi studi sulle antiche lettere dei p., I, Roma 1932, p. 55). La formula electus è prescritta anche dal cerimoniere pontificio Patrizii Piccolomini (cf. C. Marcello, op. cit., c. VIII : « Innocentius electus servus servorum Dei » [Innocenzo VIII]).

CRONOTASSI PAPALE.

S. PIETRO, di Bethsaida in Galilea, Principe degli Apostoli, m. martire a Roma tra il 64 e il 67.

S. LINO, della Tuscia, 67-76 [67-79].

S. ANACLETO O CLETO, Romano, 76-88 [79-91].

S. CLEMENTE, Romano, 88-97 [92-101].

S. EVARISTO, Greco, 97-105 [101-105].

S. ALESSANDRO I, Romano, 105-115 [109-119].

S. SISTO I, Romano, 115-125.

S. TELESFORO, Greco, 125-136.

S. IGNIO, Greco, 136-140 [138-142].

S. PIO I, di Aquileia, 140-155.

S. ANICETO, Siro, 155-166.

S. SOTERO, della Campania, 166-175.

S. ELEUTERIO, di Nicopoli nell'Epirò, 175-189.

S. VITTORE I, Africano, 189-199.

S. ZEFIRINO, Romano, 199-217.

S. CALLISTO I, Romano, 217-214.

S. Ippolito, Romano, 217-235.

S. URBANO I, Romano, 222-230.

S. PONZIANO, Romano, 231 luglio 230-28 sett. 235.

S. ANTERO, Greco, 231 nov. 235-3 genn. 236.

S. FABIANO, Romano, 10 genn. 236-20 genn. 250.

S. CORNELIO, Romano, 20 marzo 251-3 giugno 253.

Novaziano, Romano, 251, m. ca. 258.

S. LUCIO I, Romano, 25 giugno 253-5 marzo 254.

S. STEFANO I, Romano, 12 maggio 254-2 ag. 257.

S. SISTO II, Greco, 30 ag. 257-6 ag. 258.

S. DIONISIO, di patria ignota, 22 luglio 259-26 dic. 268.

S. FELICE I, Romano, 5 genn. 269-30 dic. 274.

S. EUTICHIANO, di Luni, 4 genn. 275-8 dic. 283.

S. CAIO, Dalmata, 17 dic. 283-22 apr. 296.

S. MARCELLINO, Romano, 30 giugno 296-25 ott. 304.

S. MARCELLO I, Romano, 27 maggio (o 26 giugno) 308-16 genn. 309.

S. EUSEBIO, Greco, 18 apr. 309 (o 310)-17 ag. 309 (o 310).

*Eraclio, 309 o 310.

S. MILZIA, Africano, 2 luglio 311-11 genn. 314.

S. SILVESTRO I, Romano, 31 genn. 314-31 dic. 335.

S. MARCO, Romano, 18 genn. 336-7 ott. 336.

S. GIULIO I, Romano, 6 febbr. 337-12 apr. 352.

LIBERIO, Romano, 17 maggio 352-24 sett. 366.

Felice II, Romano, 355-22 nov. 365.

S. DAMASO I, Romano, 19 ott. 366-11 dic. 384.

Ursino, diacono romano, 366-367, m. dopo il 381.

S. SIRICIO, Romano, 15 o 22 o 29 dic. 384-26 nov. 399.

S. ANASTASIO I, Romano, 27 nov. 399-19 dic. 401.

S. INNOCENZO I, di Albano, 22 dic. 401-12 marzo 417.

S. ZOSIMO, Greco, 18 marzo 417-26 dic. 418.

S. BONIFACIO I, Romano, 28, 29 dic. 418-4 sett. 422.

Eulalio, arcid. romano, 27, 29 dic. 418-29 marzo 419.

S. CELESTINO I, della Campania, 10 sett. 422-27 lug. 432.

S. SISTO III, Romano, 31 luglio 432-19 ag. 440.

S. LEONE I, Magno, della Tuscia, 29 sett. 440-10 nov. 461.

S. ILARO, Sardo, 19 nov. 461-29 febbr. 468.

S. SIMPLICIO, di Tivoli, 3 marzo 468-10 marzo 483.

S. FELICE III (II), Romano, 13 marzo 483-10 marzo 492.

S. GELASIO I, Africano, 10 marzo 492-21 nov. 496.

ANASTASIO II, Romano, 24 nov 496-19 nov. 498.

S. SIMMACO, Sardo, 22 nov. 498-19 luglio 514.

Lorenzo, arciprete romano, 498, 501-507.

S. ORMISDA, di Frosinone, 20 luglio 514-6 ag. 523.

S. GIOVANNI I, della Tuscia, martire, 13 ag. 523-18 maggio 526.

S. FELICE IV (III), del Sannio, 12 sett. 526-22 sett. 530.

DIOSCORO, di Alessandria, 22 sett. 530-14 ott. 530.

BONIFACIO II, Romano, 22 sett. 530-17 ott. 532.

GIOVANNI II, Romano, 2 genn. 533-8 maggio 535.

S. AGAPITO I, Romano, 13 maggio 535-22 apr. 536.

S. SILVERIO, della Campania, martire, 10 (o 8) giugno 536-11 nov. 537.

VIGILIO, Romano, *29 marzo 537-7 giugno 555.

PELAGIO I, Romano, 16 apr. 556-4 marzo 561.

GIOVANNI III, Romano, 17 luglio 561-13 luglio 574.

BENEDETTO I, Romano, 2 giugno 575-30 luglio 579.

PELAGIO II, Romano, 26 nov. 579-7 febbr. 590.

S. GREGORIO I, Magno, Romano, 3 sett. 590-12 marzo 604.

SABINIANO, di Blera (Tuscia), 13 sett. 604-22 febbr. 606.

BONIFACIO III, Romano, 19 febb. 607-12 nov. 607.

S. BONIFACIO IV, Marsico, 25 ag. 608-8 maggio 615.

S. ADEDATO I, Romano, 19 dic. 615-8 nov. 618.

BONIFACIO V, di Napoli, 23 dic. 619-25 ott. 625.

ONORIO I, della Campania, 27 ott. 625-12 ott. 638.

SEVERINO, Romano, 28 maggio 640-2 ag. 640.

GIOVANNI IV, Dalmata, 24 dic. 640-12 ott. 642.

TEODORO I, Greco, 24 nov. 642-14 maggio 649.

S. MARTINO I, di Todi, martire, ... luglio 649-16 sett. 655.

S. EUGENIO I, Romano, *10 ag. 654-2 giugno 657.

S. VITALIANO, di Segni, 30 luglio 657-27 genn. 672.

ADEDATO II, Romano, 11 apr. 672-17 giugno 676.

DONO, Romano, 2 nov. 676-11 apr. 678.

S. AGATONE, Siciliano, 27 giugno 678-10 genn. 681.

S. LEONE II, Siciliano, 17 ag. 682-3 luglio 683.

S. BENEDETTO II, Romano, 26 giugno 684-8 maggio 685.

GIOVANNI V, Siro, 23 luglio 685-2 ag. 686.

Pietro e Teodoro, arciprete e prete romano, 2 ag. 21 ott. 686.

CONONE, di patria ignota, 21 ott. 686-21 sett. 687.

Teodoro, divenuto arciprete, 21 sett. 685-15 dic. 687.

Pasquale, arcidiacono romano, 21 sett. 687-692.

S. SERGIO I, Siro, 15 dic. 687-8 sett. 701.

GIOVANNI VI, Greco, 30 ott. 701-11 genn. 705.

GIOVANNI VII, Greco, 10 marzo 705-18 ott. 707.

SISINNIO, Siro, 15 genn. 708-4 febbr. 708.

COSTANTINO, Siro, 25 marzo 708-9 apr. 715.

S. GREGORIO II, Romano, 19 maggio 715-11 febbr. 731.

S. GREGORIO III, Siro, 11 febbr., 18 marzo 731-29 nov. 741.

S. ZACCARIA, Greco, 10 dic. 741-15 marzo 752.

Stefano II, Romano, eletto e m. tra 16-25 marzo 752.

STEFANO II (III), Romano, 26 marzo 752-26 apr. 757.

Teofilato, arcidiacono romano, fine apr. maggio 757.

S. PAOLO I, Romano, fine apr., 29 mag. 757-28 giug. 767.

Costantino, di Nepi, 28 giugno, 5 lug. 767-10 ag. 768.

Filippo, 31 luglio 768.

STEFANO III (IV), Siciliano, 10, 7 ag. 768-24 genn. 772.

ADRIANO I, Romano, 10, 9 febbr. 772-25 dic. 795.

S. LEONE III, Romano, 26, 27 dic. 795-12 giugno 816.

STEFANO IV (V), Romano, 22 giugno 816-24 genn. 817.

S. PASQUALE I, Romano, 25 genn. 817-11 febbr. 824.

[...], prete romano, febbr. 824 (Zinzino?).

EUGENIO II, Romano, ... febbr. maggio 824-ag. 827.

VALENTINO, Romano, ... ag. 827-... sett. 827.

GREGORIO IV, Romano, ... 827-... genn. 844.

Giovanni, arcidiacono romano ... genn. 844.

SERGIO II, Romano, ... genn. 844-27 genn. 847.

S. LEONE IV, Romano, ... genn. 847-27 luglio 855.

BENEDETTO III, Romano, ... lug. 29 sett. 855-17 apr. 858.

Anastasio, il Bibliotecario, prete romano, ag. ... sett. 855.

S. NICCOLÒ I, il Grande, Romano, 24 apr. 858-13 nov. 867.

ADRIANO II, Romano, 14 dic. 867-14 dic. 872.

GIOVANNI VIII, Romano, 14 dic. 872-16 dic. 882.

MARINO I, di Gallese, 16 dic. 882-15 maggio 884.

S. ADRIANO III, Romano, 17 maggio 884-... sett. 885.

STEFANO V (VI), Romano, ... sett. 885-14 sett. 891.

FORMOSO, vescovo di Porto, 19 sett. 891-4 apr. 896.

BONIFACIO VI, Romano, ... apr. 896-... apr. 896.

STEFANO VI (VII), Romano, ... maggio 896-... ag. 897.

ROMANO, di Gallese, ... ag. 897-... nov. 897.

TEODORO II, Romano, ... dic. 897-... dic. 897.

GIOVANNI IX, di Tivoli, ... genn. 898-... genn. 900.

BENEDETTO IV, Romano, ... genn. febbr. 900-... luglio 903.

LEONE V, di Ardea, ... luglio 903-... genn. 904.

Cristoforo, Romano, ... sett. 903-... genn. 904.

SERGIO III, Romano, ... genn. 908, 909 genn. 904-14 apr. 911.

ANASTASIO III, Romano, ... apr. 911-... giugno 913.

LANDONE, della Sabina, ... luglio 913-... febbr. 914.

GIOVANNI X, di Tossignano (Imola), ... marzo 914-...

maggio 928.

LEONE VI, Romano, ... maggio 928-... dic. 928.

STEFANO VII (VIII), Romano, ... dic. 928 - ... febbr. 931.
GIOVANNI XI, Romano, ... febbr.-marzo 931 - ... dic. 935.
LEONE VII, Romano, 3 genn. 936 - 13 luglio 939.
STEFANO VIII (IX), Romano, 14 luglio 939 - ... ott. 942.
MARINO II, Romano, 30 ott. 942 - ... maggio 946.
AGAPITO II, Romano, 10 maggio 946 - ... dic. 955.
GIOVANNI XII, Ottaviano, dei conti di Tuscolo, 16 dic. 955 - 14 maggio 964.
Leone VIII, Romano, 4-6 dic. 963 - 1° marzo 965.
BENEDETTO V, Romano, 22 maggio 964 - 4 luglio 965 o 966.
GIOVANNI XIII, Romano, 1° ott. 965 - 6 sett. 972.
BENEDETTO VI, Romano, 19 genn. 973 - ... giugno 974.
Bonifacio VII, Romano, Francesco, ... giugno - ... luglio 974; poi ag. 984 - ... luglio 985.
BENEDETTO VII, Romano, ... ott. 974 - 10 luglio 983.
GIOVANNI XIV, di Pavia, Pietro, ... dic. 983 - 20 ag. 984.
GIOVANNI XV, Romano, ... ag. 985 - ... marzo 996.
GREGORIO V, Sassone, Brunone dei ducchi di Carintia, 3 maggio 996 - 18 febbr. 999.
GIOVANNI XVI, di Rossano; Giovanni Filagato, ... apr. 997 - ... febbr. 998.
SILVESTRO II, dell'Alvernia, Gerberto, 2 apr. 999 - 12 maggio 1003.
GIOVANNI XVII, Romano, Siccone, ... giugno 1003 - ... dic. 1003.
GIOVANNI XVIII, Romano, Fasano, ... genn. 1004 - ... luglio 1009.
SERGIO IV, Romano, Pietro, 31 luglio 1009 - 12 maggio 1012.
BENEDETTO VIII, Teofilato dei conti di Tuscolo, 18 maggio 1012 - 9 apr. 1024.
Gregorio, 1012.
GIOVANNI XIX, Romano dei conti di Tuscolo, ... apr. 1032 - 1032.
BENEDETTO IX, Teofilato dei conti di Tuscolo, ... 1032 - 1° maggio 1045 (rinuncia).
Silvestro III, Romano, Giovanni, 20 genn. 1045 - 10 marzo 1045.
GREGORIO VI, Romano, Giovanni Graziano, * 5 maggio 1045 - 20 dic. 1046.
CLEMENTE II, della Sassonia, Suttiero dei signori di Morsleben e Hornburg, * 24, 25 dic. 1046 - 9 ott. 1047.
*Benedetto IX (riappare dopo la rinuncia), 8 nov. 1047 - 17 luglio 1048.