LIBER PONTIFICALIS

LIBER PONTIFICALIS. - È la raccolta delle
biografie dei vescovi di Roma da s. Pietro a Pio II. Martino Polono fu il primo che ne attribuì la pater-
nità a Damaso (cf. Chronicon summonum pontificum
imperatorumque ac de septem aetatibus mundi, fino
al 1247, Torino 1477), attribuzione che si riscontra
poi in alcuni manoscritti del sec. XV, che recano
in margine, o nel testo della biografia di Martino V,
l'annotazione: Liber iste intitulatur Damasus de gestis
pontificum. Onofrio Panvinio nei suoi Fastorum
libri V a Romulo rege usque ad imperatorem Carolum V
(Venezia 1558) ritenne che le biografie dei papi si
dovessero attribuire ai seguenti autori: a Damaso, le
l'ite da Pietro a Liberio; ad Anastasio il Bibliote-
cario, da Damaso a Niccolò I; a Guglielmo il Bi-

Article illustration
LIBER PONTIFICALIS - Inizio della biografia di Onorio II. Codex Dertusensi, I. 1707 (sec. XII) - Tortosa, Biblioteca capitolare.
(da J. M. March, L. P. prout exstat in codice manuscripto Dertusensi, Barcellona 1925, tax. 1)
bibliotecario, da Adriano II ad Alessandro II; a Pandolfo di Pisa, da Gregorio VII a Onorio II; a Martino Polono, da Innocenzo II a Onorio IV; a Dietrich di Niem, da Onorio IV a Urbano VI; ad un autore ignoto, da Bonifacio IX a Martino V. L'attribuzione ad Anastasio il Bibliotecario, quantunque non suffragata da alcun manoscritto, incontrò grande favore.

I. EDIZIONI

Il primo testo completo del L. P. fu pubblicato da G. Buys sul cod. Vat. lat. 3764: Anastasii S. R. E. bibliothecarii Historiae de vitis Romanorum pontificum a b. Petro apostolo usque ad Nicolaum I, nunquam hactenus typis excussae. Deinde vita Hadriani II et Stephani VI, auctore Guilelmo bibliothecario (Magonza 1602). L'edizione venne aggiunta da C. A. Fabrot alla Storia tripartita, nel vol. 20 di La Bizantine del Louvre (Parigi 1648). Altra edizione, a cura di Fr. Bianchini: Anastasii Bibliothecarii de vitis Romanorum pontificum a Petro apostolo ad Nicolaum I adiectis vitis Hadriani II et Stephani II auctore Guilelmo Bibliothecario (4 voll., Roma 1718-35, che giungono fino a tutto Paolo I; il V vol. non fu stampato), dove sono usate, dopo papa Silverio, le varianti del manoscritto Farnesiano, oggi perduto, ma noto a Luca Olstenio e riprodotto da E. Schelstrate. Il testo del Bianchini, con alcune varianti, passò in Pl. 127-28; e già il Muratori lo aveva inserito nei suoi Rerum Italicarum Scriptores (III, 1, Milano 1723) con la prefazione del Bianchini e le dissertazioni di E. Schelstrate (Antiquitas Ecclesiae illustrata, 1, Roma 1688) e di G. Ciampini. Segui l'ed. di Giov. Vignoli (3 voll., ivi 1724-55) che giunge fino a Stefano V. Ma l'edizione veramente critica è quella di L. Duchesne, Le L. P., texte, introduction et commentaire (2 voll., Parigi 1886-92), che si valse del suo lavoro preliminare: Etude sur le L. P. (ivi 1877), specialmente per quanto riguarda i 125 manoscritti, da lui ivi collazionati. Il commentario illustra storicamente e criticamente quasi ogni

frase, mettendo a profitto in modo mirabile le documentazioni offerte da altre fonti letterarie e monumentali.

Per iniziativa di H. Pertz la società dei MGH, volendo inserire nella sua collezione il L. P., aveva fin dal 1822 iniziato una serie di studi, apparsi in Archiv e Neues Archiv e altrove; p. es., J. M. Watterich, Pontificum Romanorum, qui fuerunt inde ab exeunte saec. IX usque ad finem saec. XIII vitae ab aequalibus conscriptae (Lipsia 1862) e R. A. Lipsius, Chronologie der römischen Bischöfe (Kiel 1869). Ma affidò l'incarico della edizione prima al Pabst e poi a Th. Mommsen, il quale ne iniziò la pubblicazione nella serie: Gesta pontificum Romanorum dei MGH: L. P., pars prior (1898). Preceduto da una laboriosa introduzione, ma senza commento al testo, il volume giunge fino a tutta la vita di papa Costantino (708-12); la continuazione, affidata a W. Lewison, non è ancora stata pubblicata.

Nel 1911 il p. J. M. March scoprì nella Biblioteca capitolare di Tortosa e pubblicò un manoscritto del L. P., più antico, più completo e più corretto di quello Vat. lat. 3764, che contiene le biografie dei papi fino ad Onorio II: L. P. prout exstat in codice manuscripto Dertusensi textum genuinum complectens hactenus ex parte editum Pandulphi scriptoris pontificii (Barcellona 1925).

Infine R. Valentini e G. Zucchetti, nel Codice topografico della città di Roma (II, Roma 1942, pp. 209-340) hanno riprodotto dal L. P. le notizie topografiche relative alla città di Roma, sino a Onorio II, omettendo però le indicazioni topografiche delle donazioni attribuite a Costantino inserite nella biografia di papa Silvestro.

II. DATA DI COMPOSIZIONE

Il Duchesne pose la prima compilazione del L. P. avanti al 530, probabilmente sotto Ormisda (514-23). Essa è conosciuta solo nei due compendi « Feliciano » e « Cononiano », il primo detto così perché si arresta a Felice IV (526-30), il secondo perché giunge a Conone (686-87). Il testo completo rimaneggiato sarebbe della metà del sec. VI (L. Duchesne, Le L. P., I, p. LVII sgg.).

Il Mommsen, invece, mise in rilievo la diversità delle due epitomi, indicante la provenienza da due diversi testi; pose la data di una prima recensione ai primi decenni del sec. VII e di una seconda alla metà dello stesso secolo; ritenne che l'autore della vita di s. Pietro abbia tenuto presente la lettera di Gregorio Magno al patriarca Eulogio e vide una conferma alla sua tesi nel silenzio di Gregorio di Tours (538-94), di Isidoro di Siviglia (m. nel 636) e nell'attribuzione a Clemente del digiuno prepa-squale di istituzione posteriore al 604. In ogni caso la data della composizione è anteriore alla fine del sec. VII, al quale appartiene il codice Neapolitanus IV, A, 8. Contro la tesi del Mommsen replicò il Duchesne con La nouvelle édition du L. P. (in Mélanges d'arch. et d'hist., 18 [1898], pp. 381-417).

III. FONTI

Già nel sec. II Egesippo ed Ireneo ebbero sotto gli occhi una lista dei vescovi di Roma; un'altra ne inserì, poco dopo, anche Ippolito nel suo γεονυκῶν; nel sec. IV il Cronografo del 354 contiene il Catalogo Liberiano, che si arresta all'elezione di papa Liberio (352). L'autore, oltre il Catalogo Liberiano e quelli posteriori, conobbe il De viris illustribus di s. Girolamo, le Recognitiones Pseudo Clementinae, il Constitutum Silvestri, la Passio Marcelli, i Gesta Liberii, i Gesta Xysti (Sisto III), il De purgatione; lo pseudo Concilio di Sinuessa e le Passionee dei martiri romani; di qui le notizie apocrite, cui si aggiungono errori storici manifesti.

Il Duchesne prese in esame anche molti cataloghi posteriori ed alcuni, in particolar modo nell'articolo Serge III et Jean XI (in Mélanges d'arch. et d'hist., 33 [1913], pp. 25-55); in appendice dette poi notizia del catalogo di Pomposa o Estense H. 4, 6, perché proveniente dalla Biblioteca Este, a Modena (ibid., pp. 56-64). Esso è interrotto alla vita di Adriano I, ma è completato da un catalogo fino al 9° anno di Gregorio VII (1082).

O. Holder-Egger pubblicò il catalogo contenuto nel manoscritto cassinese, ignoto al Duchesne (Neues Archiv, 26 [1901], pp. 548-55); B. Albers quello del ms. Vat. Urbinate 585 (Ein Papstkatalog des XI. Jahrhunderts, in Römische Quartalschrift, 15 [1901], pp. 103-14); B. Pesci illustrò quello che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, portò in Inghilterra nel 990 e che andava da Giovanni X a Giovanni XIV (L'istinerario romano di Sigerico arcivescovo di Canterbury e la lista dei papi da lui portata in Inghilterra, in Riv. di arch. crist., 13 [1936], pp. 43-60).

L'anonimo autore del L. P. dichiara nella sua prefazione di aver conosciuto il Liber Canonum scritto da Dionisio il Piccolo alla fine del sec. V. Fra le fonti il Mommsen aggiunse la Chronica Italica per le vite di Liberio, Felice II e Giovanni I.

IV. CONTINUAZIONI

Dopo Felice IV, per il Duchesne le vite da Bonifacio II (530-32) fino all'inizio di quella di Silverio (536-37) sono opera d'una stessa persona presente all'assedio gotico (537-38), nemica di Silverio e devota a Dioscoro, competitore di Bonifacio II. Le vite da Vigilio a Benedetto I (575-79) furono redatte al tempo di Pelagio II, la cui biografia fu scritta insieme con quella di Gregorio I, dopo il 604; da Pelagio I a Bonifacio V (556-625) le vite sono di stesura omogenea; dopo Onorio I (625-38) furono compilate da singoli; ma da Adeodato II a Conone (672-87), ritornano uniformi; la vita di Gregorio II (715-31) ha redatta mentre il Papa era ancora vivente e Bella potè servirsene; vere narrazioni sono quelle di Zaccaria, di Stefano II e III (741-757); breve quella di Paolo I (757-67). La vita di Adriano I (772-95) fu redatta in un primo tempo fino alla presa di Pavia (774); per la seconda parte si attinse largamente agli archivi del patriarchio lateranense, per quanto riguarda donazioni, restauri di chiese, diaconie, mura, acquedotti, colonie agricole; vi si trovano notizie del II Concilio di Nicea e dell'inondazione del Tevere del 791. Anche la vita di Leone III (795-816) è redatta con estratti di documenti di archivio cui si aggiungono il racconto della rivolta del 799, della fuga, del ritorno del Papa e dell'incoronazione di Carlomagno. Brevissima è la vita di Eugenio II (824-27) e incompleta quella di Valentino (827). Di Sergio II (844-47) si hanno due redazioni. Ordinata cronologicamente è quella di Leone IV (847-55) e con preziosi particolari differenti per impostazione e stile sono le vite di Benedetto III (855-58) e la prima parte di quella di Niccolò I (858-67), in cui il Duchesne riconosce la mano di Anastasio Bibliotecario o di uno dei suoi. La vita di Adriano II (867-72) si arresta all'870; mancano quelle da Giovanni VIII (872-82) a tutto Adriano III (885); la biografia di Stefano V (885-91) si ferma all'886. Arielle sono le vite fino a Gregorio VII (1073-1085); poi si conoscono quali autori il chierico romano Pandolfo (ca. 1137) e Pietro Guglielmo di St-Gilles (1142); il card. Bosone continua sul modello delle antiche, fino ad Alessandro III (1159-81); ma il lavoro resta interrotto per la morte dell'autore; seguono biografie isolate da Innocenzo III a Gregorio X (1198-1276). Le biografie di Bonifacio IX (1389-1404), Innocenzo VII (1404-1406) e Gregorio XII (1406-15), inserite nel Cod. Vallicelliano C. 79, provengono da una cronaca differente da quella usata nella redazione del cod. Vallicelliano C. 25, dove si trovano differenti apprezzamenti su Urbano VI (1378-89), Bonifacio IX (1389-1404), Eugenio IV (1431-47) e Niccolò V (1447-55) fino al vivente Pio II (1458-64).

V. CONTENUTO E VALORE

Nella parte più antica il contenuto in generale è uniforme: nome del papa, della sua patria, della sua paternità, durata del pontificato in anni, mesi e giorni, talvolta con il sincronismo degli imperatori o dei re goti d'Italia e le due date consolari estreme del pontificato. Poi i decreti del papa sulla disciplina o liturgia, fondazioni e dotazioni di chiese e avvenimenti storici. Infine l'elenco delle ordinazioni di preti e diaconi per le chiese di Roma e delle consacrazioni di vescovi. Luogo e data della sepoltura del papa.

Le notizie, molto brevi all'inizio, cominciano ad ampliarsi nel sec. IV; ma vi sono divergenze sull'ordine

dei papi. Anche le cifre delle ordinazioni nella parte antica sono fittizie: le date obituarie, da Zefirino a Felice III, non concordano con quelle fornite da altri documenti; l'esattezza comincia solo con Anastasio II (496-498). Anche la vacanza della Sede e la sua durata, nel L. P. non corrisponde con quella reale da Ponziano a Giovanni I (514-23). Decreti disciplinari e liturgici in vigore al tempo della redazione vengono distribuiti senza fondamento nelle vite dei papi primitivi e vanno perciò presi con riserva. Sia l'autore della prima redazione, che i continuatori anonimi, appartennero al clero inferiore del patriarchio lateranense ed il loro linguaggio è quello popolare del tempo, come le indicazioni topografiche che risultano però esatte.

Per il periodo seguente il valore storico è vario secondo i diversi autori.

Il Duchesne raffronta l'importanza del L. P. sulla letteratura storica del medioevo con quella del papato nel mondo politico di quel tempo. Pur con i suoi anacronismi, le sue lacune e le grandi imperfezioni resta e resterà sempre come uno dei principali documenti della storia dei papi e soprattutto della storia di Roma nel medioevo, dei suoi monumenti, delle sue crisi interne, delle sue istituzioni religiose e politiche (L. Duchesne, L. P., I, Parigi 1886, prefazione).

VI. «L. P.» DI ALTRE CHIESE. - Il L. P. ebbe una grande diffusione all'epoca carolingia; allora le principali chiese e le più fiorenti abbazie ne vollero possedere un esemplare, anzi esso servì il modello per redigere le Gesta episcoporum o abbatum. Così altre Chiese, a imitazione di quelle di Roma, ebbero le vite dei loro vescovi. Tali sono, p. es., il Liber episcopalis di Auxerre (PL 138, 219), compilato sotto il vescovo Wala (873-79), dai chierici Alano e Rainogala insieme con il monaco Enrico; il Gundecarii L. P. Echitetensis (Eichstätt), scritto nel 1171-1172 (in MGH, Scriptores, VII, pp. 239-53; PL 146, 985); il libro episcopale della Chiesa di Le Mans: Actus Pontificum Cenomannis in urbe degentium, redatto colà nel sec. IX, che va da s. Giuliano ad Alberico (32-57); il Liber episcopalis della Chiesa di Metz, redatto nel 784 da Paolo Diacono: ma interessante solo per le biografie dei santi vescovi Clemente, Autore, Arnolfo e Crodegagno; il Liber episcopalis Napoli (v.), ispirato a quello romano e che si arresta ad Anastasio I (872); il L. P. di Ravenna, redatto ca. 1841 Agnello (v.); il Liber episcopalis Viennensis Ecclesiae, fatto redigere dall'arcivescovo Leodegario (Leger; 1030-70; ed. L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2ª ed., Parigi 1907, pp. 178-203).

BIBLI. Per le opere di L. Duchesne relative al L. P.,

V. DUCHENNE, L

M.-O., I, II L. P. e gli studi ad esso ispirati; F. X. Glasschroder, Des Lucas Holstenius Sammlung von Papstleben, in Röm. Quartalschrift, 4 (1890), p. 125 seg.; id., Vitae aliquot pontificum sac. XV. ibid., 5 (1891), p. 178 seg.; id., Zur Quellenkunde der Papstgeschichte des XIV. Jahrh., in Hist. Jahrbuch, 11 (1890), p. 240 seg.; A. Harnack, Über die Ordinationen im Papstbuch, in Sitzungsber. der Abad. der Wissenschaft. zu Berlin, 1891, p. 761 seg.; Th. Mommsen, Ordo et spatia episcoporum Romanorum in L. P., in Neues Archiv, 21 (1894), p. 333 seg.; G. Waitz, Über die verschiedenen Texte des L. P., in Neues Archiv, 4 (1879), pp. 216-73; id., Über den sogenannten Catalogus Cononianus der Päpste, ibid., 9 (1884), p. 459; id., Über die italienischen Handschriften des L. P., ibid., 10 (1885), pp. 455-65; id., Über den sogenannten Catalogus Felicianus der Päpste, ibid., 11 (1886), pp. 217-99; T. G. Rosenfeld, Über die Composition des L. P. bis zu Constantin, Marburg 1896; H. Grisar, Il L. P. sino al sec. IX, in Anal. Romana, Roma 1899, pp. 1-25; W. Levison, Die Papstgeschichte des Pseudo-Liutprand und der Codex Farnesianus des L. P., in Neues Archiv, 36 (1911), pp. 417-38; E. Caspar, Die älteste römische Bischofsliste. Kritische Studien zum Formproblem des Eusebianischen Kanon sowie der ältesten Bischofslisten und ihrer Entstehung aus apostolischen Sukzessionreichen, Berlino 1926; M. Buchner, Zur Überlieferungsgeschichte des L. P. und seiner Verbreitung im Frankenreich um das IX. Jahrh., in Röm. Quartalschrift, 24 (1926), pp. 141-66; E. Caspar, Gesch. des Papsttums, II, Berlino 1933, pp. 314-20; R. Vieillard, Les titres romains et les deux éditions du L. P., in Riv. d'arch. crist., 5 (1928), pp. 89-103; J. M. Longkofler, Die Vorstufen zu den höheren Weißen nach dem L. P., in Zeitschrift für katholische Theologie, 61 (1942), pp. 1-19.

Enrico Josi

Cite this article

“LIBER PONTIFICALIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 765. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/liber-pontificalis.