EUTICHIO, santo, martire. - Sconosciuto ai più antichi documenti agiografici, è commemorato nel Martirologio geronimiano il 2 luglio come sepolto nel cimitero di Callisto a Roma. L'unica fonte che ne parla è l'elogio di papa Damaso, conservato nella lapide originale nella basilica di S. Sebastiano in catacumbas. Da esso si apprende che E., catturato e sottoposto ad un interrogatorio, fu rinchiuso in carcere dove fu lasciato per 12 giorni senza cibo e costretto a dormire su dei cocci. Morì in seguito ai patimenti e il suo corpo fu gettato in un baratro. Lo stesso martire ne rivelò il luogo, e ritrovato fu seppellito con onore e venerato. Sembra che sia morto durante la persecuzione di Diocleziano.
EUTICHIO, santo. - Patriarca di Costantinopoli, n. ca. il 512 a m. il 22 apr. 582. Nel 553 fu eletto alla sede bizantina. Intervenne subito nella controversia sui Tre Capitoli (v. COSTANTINOPOLI, II Concilio Costantinopolitano). Troppo ligio alla politica di Giustiniano I, presiedette le riunioni del V Concilio ecumenico, al margine della volontà di papa Vigilio, il cui nome anche da E. fu cancellato dai dittici. Posteriormente E. cadde in disgrazia di Giu-
stiniano per disaccordo nella questione sfuartodoceta. Perciò fu esiliato nel 565, ma venne richiamato nel 577 da Giustino II. Si conserva, oltre ai documenti conciliari, una lettera di E. al papa Vigilio (PG 86, 2401-2406). I Greci festeggiano E. il 6 apr.
EUTICHIO. - Patriarca melkita di Alessandria, in arabo Sa'id b. Barric, n. al Cairo nell'877, m. nel 940. Scrisse gli annali dalla creazione fino al 938, nei quali, fra elementi leggendari ed incerti, si trovano anche notizie interessanti. La sua polemica contro il nestorianesimo ed il monofisismo suscitò dal contemporaneo coptò Severo ibn al-Muqaffa il suo Libro dei Concili (PO 3).