COSTANTINOPOLI. - L'antica Bisanzio (By- zantion), costruita nel 658 a. C. da una colonia di Megara, il cui capo era Byzas; quasi interamente distrutta da Settimio Severo nel 196 d. C., ma presto riedificata. Prese il nome di C. verso la fine del 324, allorché Costantino la scelse come capi- tale dell'Impero e le diede il nome insieme col ti- tolo di «Nuova Roma», adornandola di splendidi edifici e di ricchi tesori artistici.
Il nome attuale, Istanbul, deriva da eşçi tüy 960 av «verso la città», mentre le genti slave la chiamano Tsari- grad «città dell'imperatore». Al confine tra Europa ed Asia C. siede su sette colline e si prolunga da ovest a est in forma di penisola triangolare, chiusa verso terra dalla muraglia di Teodosio e bagnata a nord dalle acque del Corno d'oro che è il grande porto commerciale della città, accavalcato da due ponti che la riuniscono ai quartieri di Galata e Pera.
Il periodo più fortunato della storia di C. è quello che s'inizia con la morte di Giustiniano (565) e finisce con la morte di Basilio II (1025) il Bulgarcotono, che vede la Bulgaria vinta e la Russia disposta ad entrare nell'or- bita della influenza bizantina. Poi comincia con le dinan- stie dei Comneni e degli Angeli la decadenza irreparabile (C. è espugnata nel 1204 dalle truppe della IV Crociata) decadenza che finisce sotto la dinastia dei Paleologhi con la caduta della città nel 1453 sotto la scimitarra di Mao- metto II.
I Turchi ottomani successi agli imperatori ebbero da principio un periodo di floridezza che toccò il suo culmine con Solimano II (m. 1566) seguita poi da una decadenza militare e politica che si chiuse nel 1922 con l'abolizione del sultanato e ancora nel 1924, da quella del califfato di cui era allora investito Maometto V. L'ere- zione della Repubblica turca ad opera di Kemal Pascià (Atatürk, m. 1938) tolse a C. il rango di capitale che fu trasferita ad Ankara nel 1923.
SOMARIO:
I. Il patriarcato di C
II. Concili di C
III. Agiografia di C
IV. Monachismo e principali monumenti civili e cristiani di C.I. IL PATRIARCATO DI C.
I. ORIGINI CRISTIANE
Le origini cristiane di Bi- sanzio sono oscure. Verso la fine del sec. II, sotto il papa Vittore (189-99), viene espulso da Roma l'eredito anti- trinitario Teodoto il conciliatore, nativo di Bisanzio, cir- costanza che fa supporre in quest'epoca la presenza di cristiani a Bisanzio. Data la posizione di questa città in un frequentatissimo punto di passaggio tra l'Europa e l'Asia, si può con ragione congetturare che il cristia- nesimo vi fece la sua apparizione presto, senza dubbio al principio del sec. II o verso la fine del I. La più remota comunità di fedeli dovrete essere diretta da un prete di- pendente da Eraclea di Tracia. Non si parla di vescovi prima dell'inizio del sec. III (ca. il 215), e anche la tra- dizione, la quale rimonta solo al sec. X, non presenta che tre titolari per tutto il sec. III. Solo con Metrofane I (306-307 - 4 giugno 314) comincia la serie ininterrotta dei presuli. Questi fu- rono in origine e fino al 381, suffragane della metro- poli di Eraclea. Ma una leggenda, non anteriore al principio del sec. VI, fa del vescovato bizantino una fondazione dell'apostolo s. Andrea, che gli avrebbe dato per primo titolare s. Stachys, nominato da s. Paolo (Rom. 16, 9). Questa leggenda è nata dalla preoccupazione di fare della Nuova Roma una fon- dazione apostolica non meno dell'antica. A Pietro il «Corifeo degli Apostoli», si doveva opporre Andrea il «Protocitta», cioè il «primo chiamato».La leggenda ebbe un rapido successo, non soltanto nella tradizione bizantina dal VII sec. ma anche ben presto nello stesso Occidente, ed il Baronio l'ha inserita nel Martyrologium Romanum, al 31 ott., dimenticando le parole di Leone Magno all'imperatore Marciano: «Che